Partiamo da un presupposto: credo che le droghe leggere (in modo oculato) debbano essere legalizzate. E, allo stesso modo, che il nostro Paese debba munirsi di una legislazione sulle unioni civili (che non sono i matrimoni gay). Un governo decente, quando rimane indietro, si adegua agli usi e ai costumi ormai consolidati in un Paese.  Ma questo è un governo indecente che deve fare i conti con le emergenze del nostro Paese, un governo a tempo determinato che deve portare a casa una nuova legge elettorale o poi mandarci il prima possibile, magari in primavera, alle urne.

Ma, non me ne vogliano fumatori di spinelli o possibili stipulatori di unioni civili, queste non sono priorità. Da giorni ci sbizzarriamo a polemizzare sugli effetti, più o meno allucinogeni, delle canne sulle menti dei cittadini e a immaginare gli effetti, più o meno salvifici, delle unioni civili sulla nostra società. Il problema non è fumarsi uno spinello, il problema è che qui va in fumo in Paese e noi stiamo ad accapigliarci su questioni importanti ma decisamente marginali.

È solo fumo negli occhi dell’opinione pubblica. Una bandierina politica buona per animare un dibattito esausto, marcare differenze anche quando non ce ne sono, portare a casa qualche voto e nascondere sotto il tappeto i problemi reali. Perché all’Italia al momento, più che una fumata di marijuana, serve una boccata di ossigeno. I problemi reali sono la tassazione elefantiaca, la disoccupazione giovanile che come una  macchina del tempo, una De Lorean, ci ha riportato al 1977, una giustizia inefficace, una scuola anacronistica, una sanità colabrodo, le politiche assurde di Bruxelles e la politica zoppicante dell’Italia. Di questo dovrà occuparsi l’esecutivo che verrà. Poi, senza dubbio, anche unioni civili e droghe leggere. Ma prima dateci un governo vero, poi penseremo ai bong.

Tag: , ,