Ride bene chi ride ultimo. E adesso tocca a noi, ridere di lui. Lui, Francois Hollande, il socialista maldestramente bellicoso che, inseguendo la grandeur preduta, muove le truppe transalpine come fossero carriarmati del Risiko. Il presidente disordinato, sbertucciato dalla stampa per le cravatte sempre storte e un phisyque du role più da burocrate che da statista. Ricapitoliamo per i pochi che si sono persi la cronaca rosa, con striature gialle, degli ultimi giorni. Francois Hollande, ex marito della bella Segolene Royale, ha tradito la compagna, la bella giornalista Valerie Trierweiler, con Julie Gayet, una bella attrice francese. Un tombeur de femme. Ma qui oltre alle donne, rischia di tomber anche il Presidente.

Nessun giudizio morale, per carità, è capitato a tutti di finire invischiati in intrecci complicati di relazioni amorose. Non è nemmeno accettabile la morale secondo la quale queste cose non dovrebbero succedere alle alte cariche dello Stato. Un Presidente è un uomo e non si può pretendere che appenda al chiodo la vita e le sue mille tentazioni. Al bando il perbenismo moraleggiante e peloso. L’Hollande amante è più operoso, e in fondo simpatico, dell’Hollande politico. Magari ci vorrebbe un po’ più discrezione. E il Presidente non solo ha lasciato tracce delle sue scappatelle notturne, ma è scivolato anche su una grossolana buccia di banana. Il pied a terre degli incontri galeotti, stando ai media francesi, sarebbe di proprietà di Michelle Ferraci, un corso accusato di far parte della criminalità organizzata.

Ci sono tutti gli elementi per un romanzo d’appendice in cui amore e sesso si intrecciano con il jet set e la delinquenza. Ma quest’aria da vieux port marsigliese che soffia su Hollande fa tremare l’Eliseo. Questi, però, sono affari dei nostri cari cugini. Solo un appunto: da italiano mi torna alla memoria il filmato in cui Sarkozy e la Merkel si davano di gomito e ridevano, mentre un cronista gli parlava di Silvio Berlusconi, allora nostro premier. Ecco, ora – se fossimo come la Cancelliera e Sarkò – una bella risata ce la faremmo anche noi. Magari davanti alle telecamere, magari a un vertice internazionale. Ma, grazie a Dio, queste cose non le facciamo.

 

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