Puntuale, come un orologio svizzero. Con una tempistica precisa, come un in balletto di nuoto sincronizzato. E’ arrivata la bomba sulle riforme. Voi credete alle pure casualità? Badate bene: non mi addentro nelle questioni giudiziarie. Lo hanno già fatto molti giornalisti più esperti di me. Ne cito uno su tutti: il nostro Luca Fazzo. E per un riassunto delle azioni giudiziarie (e delle strane casualità) degli ultimi vent’anni vi rimando a questo articolo di Domenico Ferrara.

Mi colpisce, ripeto, la tempistica. Sabato scorso, cinque giorni fa, il Cavaliere incontra Matteo Renzi nella sede del Pd e insieme sottoscrivono un accordo che, potenzialmente, rivolta il Paese come un calzino. Una nuova riforma elettorale che ci restituisca un governo stabile, la revisione dell’articolo quinto della Costituzione e l’abolizione del Senato con la chiusura della stagione del bicameralismo perfetto.

Un patto, quello tra l’ex premier e il sindaco, che da molti osservatori è stato ritenuto storico. Un accordo che ha creato molti malumori a sinistra e non solo. Due giorni dopo, lunedì 20 gennaio, con una fretta inusuale, il tribunale di Milano fissa per il 10 aprile la sentenza sui servizi sociali del Cavaliere. Primo avviso. Tre giorni dopo, il 23 gennaio, la procura di Milano indaga Berlusconi per corruzione in atti giudiziari. Secondo avviso. E, ancora una volta, viene un dubbio: siamo davanti a un caso di sfiga colossale o forse c’è qualcuno che ha interesse a conservare lo status quo? La distinzione tra destra e sinistra, da questo pinto di vista, risulta bislacca e anacronistica. C’è una profonda frattura trasversale tra i due schieramenti. La divaricazione tra chi vuole cambiare qualcosa e chi preferisce il pantano dell’immobilità e le sabbie mobili dell’ingovernabilità.

Tag: , ,