Chi c’è dietro a Renzi? Metto subito le mani avanti: non amo i complottismi e i complottisti. Non credo che la nostra vita e la nostra società siano un teatrino manovrato, attraverso fili invisibili, da una qualche società segreta. Non solo non ci credo, penso che sia ridicolo. Dietro Renzi credo che ci sia, prima di tutto ma non solo, la smisurata ambizione di Renzi. Ambizione che me lo rende molto simpatico (non se ne può più della finta modestia!). Ambire al massimo non è un peccato.

Però non possiamo far finta di non vedere i segnali di fumo e le strizzatine d’occhio che i poteri economici e sovranazionali mandano al sindaco di Firenze. Prima la mazzata del Financial Times a Letta (Italian Job) e poi la carezza a Renzi definito demolition man. Poi le intromissioni della solita Merkel che, con un perfetto tempismo, s’inserisce nella crisi italiana intimando al Rottamatore di “fare presto”. Insomma ha già iniziato a dare ordini al premier in pectore. D’altronde la Cancelliera aveva già messo le mani avanti nel luglio dell’anno scorso, quando Renzi – impegnato in una tournè internazionale – aveva fatto scalo a Berlino per farsi benedire dalla Merkel. Berlino approva e Washington sorride. Dalla Casa Bianca trapela “curiosità e interesse per quello che sarà il nuovo premier”. Anche a Bruxelles si brinda: “Ho incontrato diverse volte, lo conosco, e mi sembra un europeista convinto”, ha commentato Barroso. Non solo: la Borsa sale e lo spread scende. Gli unici che – per ora – non festeggiano sono gli italiani: secondo un sondaggio Ixè il 61 per cento della popolazione vuole le elezioni subito o entro ottobre. Altro che governo fino al 2018. Ma di questo se ne fottono (quasi) tutti.