Mi deve essere sfuggito qualche particolare. Ve lo abbiamo già raccontato sul Giornale.it. Ma giova ricapitolare brevemente: il sulfureo Cruciani incarica un ottimo imitatore di chiamare, fingendosi Vendola, il sovrastimato ex ministro Barca, attualmente in corsa per il ministero dell’Economia. Barca ci cade alla grande e si sfoga al telefono col presunto Vendola, sputtanando De Benedetti e Renzi.
Avrebbe subito pressioni – dice il professore – dal gruppo Espresso per accettare l’incarico a via XX Settembre.
I renziani più sfigati – nel tentativo di preservare la verginità del sindaco – tirano in ballo il fatto che Cruciani abbia estorto la confessione a Barca con uno scherzo telefonico da terza media. Era già capitato al povero Onida, e ce ne siamo fatti tutti una ragione. Il metodo di Cruciani è discolo, ma le parole di Barca sono incontrovertibili. Si rassegnino i cultori della forma. La sostanza è una figura di merda, che non viene mitigata dagli escamotage zanzareschi. Continua a puzzare. Un imprenditore (naturalizzato svizzero), non eletto, può influenzare la creazione del governo dello Stato italiano? L’uomo della rottamazione – arrivato al governo con una manovra di palazzo e di partito – può permettersi queste ombre? Le ombre della manina del partito di Repubblica e degli interessi dell’Ingegnere. No.
Nella migliore delle ipotesi, Renzi, appare come uno sprovveduto. Ma forse mi sono perso un passaggio: Napolitano ha incaricato l’ingegnere di formare il governo? Credevo che De Benedetti fosse l’editore di Repubblica, non della Repubblica italiana.

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