Scandalo a Livorno? Ma quale scandalo! A Livorno, ancora una volta, ha vinto la conservazione. La città natale del Partito Comunista Italiano ha cambiato tutto per rimanere uguale a se stessa. Per la prima volta nella storia repubblicana Livorno ha tradito il Pci e i suoi eredi, regalando un primo cittadino al Movimento 5 Stelle. Ma siamo sicuri che si tratti di un cambiamento epocale? Secondo me no. Sicuramente è un importante “goal” mediatico e simbolico per Grillo, ma nella pratica poco o nulla cambierà. Perché il neo sindaco, tale Filippo Nogarin, è stato scelto come candidato proprio perché è di sinistra e quindi attiguo e contiguo alla tradizione livornese. Lo dice lui stesso, oggi, in un colloquio col Corriere della Sera: “Io sono di sinsitra, vengo da lì, dalla sinistra ambientalista. Una volta, da giovanissimo, ho votato perfino Democrazia Proletaria”. D E M O C R A Z I A  P R O L E T A R I A,  alla faccia del cambiamento, solo il nome sembra un residuati bellico dell’Urss. Ma non è mica finita qui, ribadisce il concetto anche a Un giorno da pecora: “Questo Partito Democratico non rappresenta il Partito Comunista, ho dato modo alla città livornese di ritrovare lo spirito rivoluzionario che l’ha sempre contraddistinta”. Eccolo qui, è lui l’uomo nuovo di Livorno. L’ennesima piroetta di un Movimento sempre più incerto, spaesato e arenato a sinistra della sinistra. Ed è proprio questo collocamento alla sinistra di Renzi che, a Livorno, ha premiato i grillini.