Ogni tanto salta fuori Fini Gianfranco a ricordarci che brutta fine ha fatto la destra italiana. Ne ho già scritto su questo blog, perché è un tema che mi sta a cuore. La ferita si è riaperta dopo le ultime elezioni europee con due destre molto diverse tra loro – una in Francia e una in Inghilterra – che hanno trionfato. Una vittoria maiuscola che mette in risalto, per difetto, le minuscole prestazione della destra biancarossaeverde. Per carità, i tre fratelli d’Italia meglio di così non potevano fare, la colpa non è loro. I danni sono stati fatti prima. Ed ecco che torna Fini e, armato di una sesquipedale faccia di bronzo, si esibisce in un video orripilante. Ma anche esilarante. Guardatelo, vi prego. Sulle note di Toop Toop (bellissima canzone dei Cassius utilizzata in uno spot e come colonna sonora del Divo di Sorrentino) l’ex missino-alleatonazionale-futurista scende in campo. Sì sì, proprio in un campo da pallone, un campetto spelacchiato e sbiadito. E poi dico: ma il Fini del dito puntato contro il Cavaliere non poteva trovare una metafora più berlusconiana della discesa in campo… Ma sono dettagli, come la voce di Fini che rimbomba come se fosse stata registrata in una cripta con il microfono ambientale di un walkman anni 90.

Torniamo al video: l’ex presidente della Camera, con il piglio di chi la sa lunga, chiama uno dei giocatori e gli fa tirare un rigore. Dopodiché intima agli spettatori di partecipare. A cosa? Un incontro-kermesse che dovrebbe porre le basi di una destra. In cui Fini, fuori e dentro la metafora, dovrebbe fare il mister. Il padre nobile. Il maestro. Di errori e tradimenti probabilmente. Questo è il devastante spot “pubblicitario”, poi c’è il sito. Il succo della questione è questo: “Partecipa. La tua idea per la destra che non c’è”. Che tradotto significa: dacci tu le idee perché noi le abbiamo finite tutte. E infatti spulciando nella sezione “Le Frecce”, dedicata ai principi di questa fantomatica destra, ci si imbatte in decine di punti che mescolano alla rinfusa un po’ tutti i luoghi comuni della politica, non solo di destra, italiana. Sia chiaro: non sono tutte idee da buttar via, ma sono già scritte nell’80 per cento dei programmi dei partiti. Eccola qui la nuova destra (non ce ne voglia il grande Alain de Benoist) di Fini. Ma al di là della triste carnevalata di un politico in pensione, questa iniziativa è una sveglia che suona per tutta la destra. E un insegnamento prezioso: ecco quello che non si deve assolutamente fare.

Ps.

Una piccola nota a margine. In tutti questi anni mi pare di aver visto un’ossessione di Fini (oltre che per poltrone e case) per le Frecce Tricolori. Come se fossero l’unica cosa di destra, come se si potesse fare qualunque cosa e poi ripulirsi trafiggendo il bavero della giacca con quella spilletta. Come se la destra e il suo infinito patrimonio culturale fossero solo quello. Mi è sempre sembrato sciocco e ignorante. Oggi ancora di più. La destra che è stata – e ancor più quella che deve arrivare – è molto altro.