Renzi deve aver fatto qualcosa di giusto. Non so cosa, ma deve esserci riuscito. O, almeno, deve averci provato. Ci arrivo per deduzione: per essere riuscito a far incazzare nel giro di pochi giorni il Corriere, Diego Della Valle e pure i vescovoni della Cei, qualcosa di buono deve pure averlo fatto. De Bortoli lo ha perfino accusato di essere in odor di massoneria. Lui, Ferruccio De Bortoli, il direttore a termine del Corriere della Sera, che non è certo la fanzine di un gruppetto di sfigati. Certo, la sfuriata dell’inventore delle scarpe con i pallini spiega molte cose e lascia intuire anche chi possa aver caricato l’inchiostro nella penna del numero uno di via Solferino. Della Valle ha all’incirca il 9 per cento di Rcs e la Fiat più o meno il 20. Infatti Marchionne, poco dopo la pubblicazione del discusso editoriale, se ne è venuto fuori con un surreale: “Di solito non leggo il Corriere”. Verrebbe da chiedersi: allora perché se lo è comprato? Ma questo è un altro discorso. Un parte dei poteri forti ha deciso di scaricare il giovin premier e lo ha voluto fare nel più plateale dei modi: esplodendo come un bubbone. Manovre, prima sotterranee e poi pubbliche, che abbiamo già visto nei tempi recenti. La “caduta” di Berlusconi e la nomina di Mario Monti sono state così sfacciatamente gestite da un’occulta regia, così mostruosamente antidemocratiche, da risultare trasversalmente impopolari. E, ancora più recentemente, la scomparsa misteriosa e silenziosa di Enrico Letta (secondo qualcuno messo da parte in quattro e quattr’otto sulla scia di un libro di Alan Friedman, pubblicato dalla Rizzoli e rilanciato dal Corrierone…). Ora sembra che Renzi stia precipitando attraverso questa stessa spirale: i poteri forti – che sono gli unici e veri grandi elettori – dopo averlo sospinto lo hanno scaricato? Il problema è che se esistono i poteri forti devono esistere anche i poteri deboli. E il vero problema è che i poteri deboli siamo noi: i cittadini, gli elettori. Della cui volontà tutti se ne infischiano. Noi sempre più deboli, più poveri e sempre meno padroni dei nostri destini.

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