Ci sono i cretini di destra e ci sono quelli di sinistra. Diciamo che i cretini, in genere, sono equamente distribuiti in tutti i campi, i partiti e le ideologie, con una precisione e uno spirito democratico difficilmente riscontrabile altrove. Però verso alcuni c’è una maggiore benevolenza e solo verso altri c’è la giusta e sacrosanta applicazione della legge. Partiamo dai fatti: quattordici disgraziati, tra i quali un vegliardo novantatreenne, si sono messi in testa di riprendere in mano i fili dell’eversione nera. Nel 2014. E hanno deciso di tessere le loro trame nere su Facebook, il social network più controllato e controllabile del mondo. Che è un po’ come organizzare un rave in Questura. Ovviamente li hanno beccati e li hanno tradotti in prigione. Tra loro c’è qualche vecchio arnese del terrorismo degli anni Settanta e qualche testa calda che progettava attentati contro le istituzioni. Nelle loro case sono state trovate delle armi e questa, senza dubbio, è la prova più grave a loro carico. Per il resto sembrano un gruppo, male assortito, di millantatori un po’ sfigati che trafficavano con link e social network nella speranza di far danni allo Stato. La reale pericolosità di questa accolita verrà chiarita in sede processuale, per ora non resta che complimentarsi con la procura dell’Aquila che con solerzia ha smantellato questa cellula.

Però poi, alle volte, le notizie si intrecciano tra loro, si confrontano e non si possono che tirare le conclusioni. Perché mentre alcuni cretini fantasticavano su Facebook per arrostire le più alte cariche della Repubblica, altri cretini – cromaticamente diversi – si divertivano ad assaltare i cantieri dell’alta velocità, distruggere macchinari, occupare autostrade e dar fuoco alle stazioni. Ma, badate bene, questo non è terrorismo. Mentre per i loro cugini neri bastano le minacce su Facebook per finire titolati come terroristi sulle pagine di tutti i giornali, per difendere gli attivisti No Tav si scomoda addirittura il premier che zittisce il suo ministro dei trasporti (che aveva osato parlare di terrorismo) e consiglia: “Di non utilizzare parole dei tempi passati”. Ma il giovin Renzi è in buona compagnia perché qualche giorno fa si è espressa anche la Sesta sezione penale della Cassazione che ha annullato con rinvio l’ordinanza con la quale il Tribunale di Torino aveva convalidato la custodia cautelare per quattro No Tav con l’accusa di terrorismo. In poche parole: sabotare e programmare sabotaggi alle opere pubbliche, organizzare atti di guerriglia, attaccare le forze dell’ordine e piazzare ordigni non è terrorismo.

La solita storia, nel significato primo della parola storia, perché di questi svarioni giuridici sono pieni i libri di storia recente: i terroristi sono solo neri e a sinistra ci sono solo compagni che sbagliano, attivisti un po’ esagitati ma tutto sommato da trattare con i guanti, teste calde che hanno sempre un padre nobile pronto a giustificarli e a dare un retroterra culturale e politico alle loro cazzate. D’altronde, per non andare tanto in la’ con gli anni, per i giudici anche la colonna veneta delle nuove Br non era composta da terroristi. Ma da “sovversivi”. C’è sempre un sinonimo gentile che soccorre il daltonismo della giustizia. Così come ora i No Tav sono solo dei “sabotatori”. Quattordici sfigati che delirano in rete, invece, sono dei terroristi. Probabilmente li sono sia i primi che i secondi. Ma il problema è che ci sono sempre dei cretini pronti a giustificare degli altri cretini. Specialmente a sinistra.