Ora sono tutti cattivi. Tutti incazzati. Tutti decisionisti. Tutti per il pugno di ferro con i violenti. Per Pisapia i black bloc oggi sono degli “idioti”. E incredibilmente è lo stesso Pisapia che coccola da anni i centri sociali, non un altro. Per Angelino Alfano sono addirittura degli “imbecilli”. Ed è lo stesso Angelino Alfano che ha legato le mani alla polizia con delle regole di ingaggio altrettanto “imbecilli”, non un altro. Venerdì primo maggio, festa dei lavoratori, primo giorno di Expo, non è stato solo il giorno della vergogna. È stato anche il giorno dell’ipocrisia. Il giorno in cui tutti, ma proprio tutti, hanno alzato il ditino – con stupore – per denunciare le bestie incappucciate. Troppo tardi. Anche quelli che i poliziotti sono solo dei fascisti, che le forze dell’ordine vanno disarmate, che a Genova i delinquenti erano solo quelli in divisa. Quelli che coccolano, giustificano e coltivano gli estremisti. Quelli che gli danno le attenuanti culturali e gli suggeriscono le motivazioni politiche. Anche quando non ci sono. Perché questi non sono No Expo sono solo No Cervello. Cretini che pensano che distruggere la Golf di un disgraziato che se la sta pagando il leasing sia un atto rivoluzionario. Ora sono tutti incazzati e quasi si lamentano che la polizia non abbia usato i manganelli. Anche quelli che i black bloc li hanno scarcerati dopo averli fermati, tre giorni fa, perché secondo loro mazze ferrate e maschere antigas erano solo ninnoli e non prove sufficienti e avvisi evidenti di una guerriglia annunciata. Ora sono tutti incazzati. Perché hanno avuto paura che gli bruciassero la macchina, probabilmente. E scoprono i cattivi. Improvvisamente. E fanno schifo anche loro. Come i black bloc. Come un governo che lascia il cuore di una sua metropoli per un pomeriggio nelle mani della feccia. Come quelli che hanno sfilato fianco a fianco delle tute nere e ora si stupiscono delle violenze, quelli della “società civile” e della “sinistra da psicanalisi” che devono scendere in piazza una volta al mese per dimostrare a se stessi e agli altri di esistere. Loro che camminavano insieme a quelli col cappuccio in testa e la spranga in mano. Bastava farsi un giretto in rete per capire cosa stava esplodendo in pentola. Come quelli che giustificano le bombe No Tav e derubricano tutto alla voce compagni che sbagliano. Fanno schifo. Come quei cattivi maestri che sono convinti di essere stati la meglio gioventù e di sicuro sono diventati la peggio vecchiaia. Ma d’altronde in un Paese in cui esporre la propria bandiera è una provocazione da bersagliare di uova nel silenzio generale, non c’è da stupirsi di nulla. Oggi a Milano ha sfilato l’Italia peggiore. Ma purtroppo non è stato uno spettacolo inaspettato. È andata in scena la distruzione che in molti con i loro silenzi, le loro giustificazioni e le loro false accuse hanno contribuito a creare. Oggi si sentono innocenti, o peggio giudici. Invece sono colpevoli.