Golpisti. Difficile trovare un altro termine per i burattinai di quest’Europa che fa scempio della democrazia. Non si tratta di dare ragione a Tsipras. Syriza è un partito di sinistra che difende posizioni politiche antiquate e stataliste. Ma Tsipras, nel bene e nel male, è un premier eletto con regolari consultazioni e gode di un vasto appoggio popolare, come ha testimoniato il referendum della scorsa settimana. Imporgli misure economiche da usurai e chiedere un governo tecnico è un crimine. Non soltanto contro il popolo greco e la sua (sciagurata) classe politica, ma contro la democrazia. Il copione lo conosciamo bene, noi italiani, è la stessa manovra di palazzo che portò nel 2011 al disarcionamento di Berlusconi. Anch’egli democraticamente eletto e deposto con un colpo di stato orchestrato dalla politica e dalla finanza internazionale. Adesso il complotto è sotto gli occhi di tutti, si è manifestato in una tragedia greca in onda a reti unificate. Questa Merkelcrazia, questo club privato che manda a casa i governi, che vota al posto nostro, che decide tutto: dal diametro dei cetrioli ai presidenti del consiglio, è un mostro tentacolare e pervasivo che sta stritolando il continente e la democrazia. A cosa serve andare a votare se poi gli esecutivi vengono “nominati” da Fmi ed Eurogruppo? Per anni abbiamo detto che l’Europa unita era solo un’Europa di banche e mercati, senza i popoli. Eravamo ottimisti: quest’Europa è solo un’accolita di golpisti, alle spalle dei popoli.