Populismo. Quasi una parolaccia. Una bestemmia della democrazia, di questa imitazione di democrazia, almeno. Sicuramente un insulto versatile, buono per ogni occasione. È populista Grillo, perché vuole mandare a fanculo tutti: la casta, i ricchi, i potenti, i padroni e chiunque gli stia sulle balle. In una sorta di comunismo valido per tutti tranne che per Grillo, ovviamente. È populista Salvini, perché se la prende con gli immigrati e con gli zingari. È – ed è stato – populista Berlusconi perché non tollera le tasse, innanzitutto. Fate due calcoli e, se le cose fossero veramente così, più della metà dell’elettorato sarebbe populista. Ognuno a modo suo, per carità. Ma sarebbero la maggioranza, probabilmente assoluta. Quella che in Italia non raggiunge mai nessuno. Praticamente, stando alle signorine della sinistra intellettuale, saremmo un popolo di coglioni. Ovviamente Messi insieme, i populisti, farebbero solo del gran casino, anche perché hanno un solo e unico punto di contatto: sono tutti anti europeisti, seppur con diverse sfumature.

Ormai il solo grande partito che ha il coraggio di difendere i cialtroni di Bruxelles, quindi a interessi anti italiani, è il Pd di Matteo Renzi. Proprio quel Renzi che usa come un’arma il termine populista e che, durante l’ultima assemblea dei Democratici, ha tirato fuori dall’efebico vocabolario della sinistra un vecchio arnese dell’antifascismo ideologico. “Destra becera”. Il premier ha denunciato la “destra becera” che lo spaventa (poverino!), che, non c’è neppure bisogno di dirlo, sarebbe quella di Matteo Salvini. È lui l’ultimo bersaglio di un rottamatore che, veloce e vorace, ha finito per rottamare se stesso a tempo di record. E poi, ci permetta sua eccellenza il presidente del Consiglio, se stare dalla parte degli ultimi, degli italiani, di coloro che lottano contro tasse e criminalità, di chi denuncia la follia di questa Europa, di chi rompe il muro dell’ipocrisia e dice basta sbarchi, se tutto questo è sintomo di una destra becera e di populismo, beh, allora lunga vita alla destra becera e al populismo. Alla faccia delle montessori del politicamente corretto e del perbenismo di un Pd sempre più incapace di interpretare i bisogni degli italiani.