Ricapitolo per chi – come me, che in questo momento sono all’estero – si fosse perso la polemica (marziana) su Pietrangelo Buttafuoco. Qualcuno di Noi con Salvini – l’appendice terrona della Lega – propone di candidare lo scrittore (ma anche giornalista del Fatto e del Foglio) alla presidenza della Regione Sicilia. Siciliano lo è, Buttafuoco, e già questa non è una banalità. Barcollante il pessimo Crocetta, è legittimo organizzarsi per le prossime elezioni. Ovviamente Buttafuoco sarebbe il candidato di coalizione, di tutto il centrodestra. Si sveglia la Meloni e pone il veto: Buttafuoco è musulmano. Essì, Pietrangelo Buttafuoco si è convertito. Lo ha raccontato nel suo ultimo, bellissimo, libro: “Il feroce saracino”. E, ohibò, ha anche un nome islamico: Jafar al Siqilli. Dunque? Dunque non va bene, per la destra. Lui che per anni: è stato bollato come fascista ora subisce il veto di una post fascista. Il veto stupido di una post fascista, perché era evidente che avrebbe rifiutato l’offerta. Quindi – peraltro – era superfluo e inutile sbarrargli la strada. Oltre che ideologicamente demenziale. Buttafuoco è uno che ti manda a fanculo se lo chiami intellettuale, claustrofobico a tutte le etichette, figurarsi se si sarebbe seppellito in quella da politico. Inimmaginabile. Ma questa storia assurda è il paradigma aureo e perfetto dell’idiozia della destra italiana. Ammesso che abbia ancora un senso il termine destra. È il simbolo di una galassia, per lo meno una volta la era, che masochisticamente estromette tutte le sue migliori intelligenze; e inevitabilmente le regala a una sinistra ormai stufa anche di se stessa e quindi interessata all'”esotico”. In un lento meccanismo di autodistruzione, una per una, vengono espulse tutte le persone che hanno la colpa di esprimere un pensiero. Magari, addirittura!, originale. Oggi lo ha fatto la Meloni, ieri Fini e i suoi colonnelli. Salvo poi spandere le lacrime di un assurdo complesso di inferiorità e lamentarsi della ghettizzazione culturale. Che in realtà è solo paura del confronto. Perché anche il ghetto, alla fine, concede una sua piccola, lacrimevole, pietosa e rassicurante, rendita di posizione. Chi osa allargare la sua visuale, aprirsi alle contaminazioni e andare oltre il manicheismo è tagliato fuori. E così, i Buttafuoco – che purtroppo sono pochi – vengono messi alla porta. Vengono trattati dai neo fascisti come la sinistra tratta(va) i fascisti. Messi al bando o – all’inverso – al confino (intellettuale). Ed è uno schifo.