austriaAmmassati. Senza spazio. Senza ossigeno. Senza vita. Un groviglio di carne umana incastrata in un tir che doveva trasportare carne di pollo. E’ l’ultima barbarie dell’immigrazione. Una vergogna. Per noi, per l’Italia, per l’Europa, per ogni essere umano. Ma soprattutto per gli alfieri dell’accoglienza a tutti i costi. Per quelli che le porte sono sempre aperte. Le porte di casa degli altri, ovviamente. Solo che poi, come è noto, di porte non se ne aprono. Perché non ci sono i soldi, perché non ci sono le condizioni per questa benedetta accoglienza (nel senso letterale, viste le pressioni di Cei e Vaticano). Sarebbe bello poter ospitare tutti, ma è una chimera. E alla fine si aprono solo le porte degli scafisti, dei mercanti di carne umana. Di criminali che trattano uomini e donne peggio di come si tratterebbe un pollo in batteria. La grande tragedia di oggi in Austria è solo il piccolo tassello di un grande mosaico dell’orrore, che rischia di essere un’opera (di morte) infinita, senza termine, come la Sagrada Familia di Gaudì. Una tragedia prevedibile, le cui basi sono state poste proprio da chi continua a illudere queste masse di disperati. Non è criminale dire che non possiamo ospitarli, è criminale sostenere il contrario, spacciare false speranze e propalare buonismo per racimolare qualche voto. E’ criminale, oltre che schifoso, alimentare il mito dell’accoglienza per poi lucrare sulla disperazione e sul traffico di migranti, come hanno ampiamente dimostrato le indagini degli ultimi mesi. L’ultimo gradino della vergogna lo abbiamo toccato oggi: con gli sciacalli che ammassano gli uomini come polli, perché questo è il valore che danno a quelle vite, nella ricerca dei loro profitti. Che schifo loro. Che schifo l’ipocrisia di chi continua a lastricare di morti la strada dell’accoglienza.