++ Carceri:Camera,Buonanno con spigola in Aula, espulso ++Partiamo da un presupposto: Gianluca Buonanno, europarlamentare della Lega Nord, è l’emblema del politicamente scorretto. E’ come quei bambini che nel bel mezzo della più formale delle occasioni iniziano a ripetere compulsivamente parolacce o che si scaccolano a tavola per fare un torto alla mamma. E la mamma in questa metafora buonanniana sono tutte le regole del galateo politico. Perché Buonanno dice sempre quello che non dovrebbe dire, quando non lo dovrebbe dire e nel modo più urticante possibile. Pessimo. E’ celebre per la schiettezza – spesso oltre il limite della volgarità – delle sue dichiarazioni. E, per inciso, credo che siano più i danni che i benefici che apporta al suo partito. Ma il discorso è un altro. Non voglio certo imbarcarmi nella difficoltosissima difesa dell’europarlamentare lumbard. Dicesse pure quello che gli piace. Fa parte della libertà d’espressione e della democrazia. Occhio a questi due concetti che tra poco ritornano. Perché la notizia che sto per raccontarvi è paradossale. Quasi naive. Buonanno sproloquia contro gli immigrati in un’intervista ad Affari Italiani: “Se e quando arriveranno dei clandestini dalle mie parti metterò il filo spinato carico di energia elettrica intorno al perimetro del territorio del mio Comune per non farli entrare. Esattamente come si fa con i cinghiali, filo spinato con l’energia elettrica”. Dichiarazione in linea con l’esprit de finesse del parlamentare di stanza a Bruxelles. Una cazzata. Una provocazione di pessimo gusto. Come da copione si scatena la bufera: giù proteste per la parole del nordista. Ma c’è di più. Stefano Corradino, direttore del sito internet Articolo 21, organo dell’omonima e celeberrima associazione, lancia su Change.org, piattaforma per petizione on line, una raccolta firme per far cacciare Buonanno dal Parlamento Europeo. Leggiamo cosa dice il testo di questa petizione: “Chiediamo al presidente del gruppo di adoperarsi per espellere l’ennesimo europarlamentare istigatore di odio e razzismo. Ma chiediamo anche ai vertici del Parlamento europeo di individuare le opportune misure e sanzioni contro l’eurodeputato. Il razzismo e l’odio per le diversità non possono albergare tra i banchi della principale istituzione europea”. Insomma, vogliono farlo fuori. Ma vediamo chi sono questi di Articolo 21, perché è questo la parte surreale di questa storia. L’articolo 21 della Costituzione Italiana è proprio quello che difende la libertà d’espressione e – supremo paradosso – gli adepti dell’omonima associazione si piccano di essere alfieri di questo nobile scopo. Diamo un’occhiata a come si raccontano sul loro sito web: “Siamo un’associazione nata il 27 febbraio 2002 che riunisce esponenti del mondo della comunicazione, della cultura e dello spettacolo; giornalisti, giuristi, economisti che si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero”. Sarebbe tutto giusto. Sacrosanto. Quasi quasi mi segnerei l’iban per pagare la quota associativa. Se non fosse che la loro libertà è a senso unico. Cioè: fanno filippiche in difesa della possibilità di poter esprimere il proprio pensiero e poi? Poi raccolgono 53mila firme (tante sono al momento) per buttar fuori dal Parlamento un deputato legittimamente eletto e colpevole di aver detto quello che pensa? E’ un delirio. E’ come se il WWF organizzasse una battuta di caccia al Panda. E non è neppure la prima volta, perché avevano già messo in scena la stessa manfrina con Borghezio. Eccola la democrazia dei reduci girotondini, dei sedicenti democratici, della sinistra che venera la Costituzione e la interpreta a modo suo: cioè solo ed esclusivamente nel proprio interesse. Difendono il diritto di parola, ma solo quello loro e dei loro amichetti. Per loro l’articolo 21 è una legge ad sinistram. Buonanno, caso mai, sarà punito dagli elettori per le sue sparate, non certo da una manica di maestrini.