Renzi, dove sei? Batti un colpo. Prendi un cavolo di volo blu e precipitati a Catania. Te lo paghiamo volentieri. Fai qualcosa. Non è possibile che in un giorno come questo solo la Merkel abbia parlato di immigrazione in Italia. Siamo un protettorato? Dobbiamo aspettare che lo faccia la Cancelliera questo gesto di umanità e di giustizia?
Dove è finito il proverbiale tempismo del giovin fiorentino, la capacità di intercettare subito gli umori del Paese, di rispondere alle sue domande ancor prima che le ponga? Il vecchio Renzi, il rottamatore, sarebbe già volato dalla figlia della coppia massacrata dall’ivoriano. A dirle che lo Stato c’è, che non è sola, a farle sentire l’abbraccio delle istituzioni, a rispondere alle sue sacrosante e disperate domande. Un capo di governo, in un momento così delicato, dovrebbe farlo. Deve farlo. Per quella donna, per la tragedia che ha vissuto, e per tutto il Paese. Perché quello che sta succedendo in Italia e in Europa, non è una “brevina” di cronaca, è un evento di portata storica. Un’invasione di disperati (stranieri) che moltiplica la disperazione e genera altri disperati (italiani). Magari domani il premier si salverà in corner, volando in Sicilia. Per ora non lo ha fatto. Un’occasione mancata. Un silenzio imbarazzante.