A volte non capisco l’Italia, gli italiani e pure certi giornalisti. Proprio non capisco. Marino è ai Caraibi. Approfittiamone. Fa le immersioni, nuota, s’immerge, fa il morto a galla, spruzza l’acqua come una balenottera. Cosa dovrebbe fare uno che si chiama Marino? Mica si chiama Urbano. Dovrebbe fare il sindaco di Roma? Ma va… Per non spostarci dalla Capitale, i vecchi latini dicevano nomen omen… Non per niente il compianto Manganelli era il capo della Polizia. E Marino –  al quale il destino aveva già dato una mano: è nato a Genova – deve stare lì, sulla battigia, a preoccuparsi della buche di sabbia piuttosto che di quelle sull’asfalto capitolino. Lui sta bene lì. Negli USA, ai Caraibi, dove diavolo è. Basta lamentarsi della sua assenza. Stop con gli articoli sui giornali. Roma va a puttane e lui fa snorkling? Approfittiamone. Shhhh. Silenzio. Magari non se ne accorge. Avete presente la scena di Amici Miei nella quale il Melandri, sospinto dagli amici suoi, abbandona in silenzio la casa nella quale abita con la donna isterica che non riesce più a sopportare? Ecco noi dobbiamo fare la stessa cosa. Smettere di parlarne e mollarlo ai Caraibi. Shhhh. Silenzio. Magari si dimentica, magari resta lì, tra una testuggine e un castello di sabbia. Ieri ha imbucato una lettera delirante a Gigi Proietti che ha avuto l’ardire di criticare la sua assenza: caro Gigi, infondo in questi ultimi dieci giorni non è successo niente di che a Roma. E certo, Igna’. A parte un matrimonio che non avrebbe immaginato manco Francis Ford Coppola e che ha fatto il giro del mondo e qualche casino con gli immigrati. Ma forse lì l’wifi non prende bene, il Messaggero t’arriva in ritardo. Meglio così. Qui è tutto tranquillo. Hai ragione. Stai lì. Non ti preoccupare. Che qui abbiamo già Gabrielli. Se ti sbatti un po’ lì la sinistra magari due palme da amministrare te le trova. Occhio alle noci di cocco che se cadono sono cazzi. Altro che fascia tricolore, pensa alla collana di fiori… Tu stai sereno. E noi stiamo zitti, che a forza di lamentarci… Non si sa mai che torni…