Per favore, non definiteli politicamente scorretti. Salvini, Trump, la Le Pen e financo Berlusconi. Anzi, diciamo una cosa: dire politicamente scorretto è il primo sintomo di assoggettazione a un galateo dell’ipocrisia. Cosa vuol dire politicamente scorretto? Spiegatemelo. Chi ha fatto le regole della politica? Quali sono? Dove sono? Fatemele vedere. Voglio capire perché uno che dice le cose come stanno – o per lo meno come la pensa una fetta del Paese, è politicamente scorretto e invece una come Laura Boldrini, che dice cose lunari, è politicamente corretta. Allora ammettiamo che la politica è il regno dell’ipocrisia, che non ha alcun rapporto con la realtà, che è il polo opposto alla popolazione, al cittadino, all’elettore. Quindi è il massimo tradimento della democrazia che vuol dire governo del popolo. Chiamiamola ipocritocrazia, perbenismocrazia. Ma il demos non scomodiamolo, perché non c’entra proprio un accidenti. E poi non chiedetevi perché vince l’antipolitica. Perché se la politica è questo, allora l’antipolitica è un anticorpo e la politica una malattia. I politici i malati e gli antipolitici i sani, anzi la penicillina necessaria per le cure.

Cosa c’è di scorretto in tutto questo? Perché un qualsiasi politico di destra viene naturalmente infilato nello scaffale del politicamente scorretto e invece una come la Fornero no? Sarà ben politicamente (e non solo) scorretta una che ha fregato migliaia di pensionati, no? Qual è il problema? Dire che gli immigrati sono un peso sul nostro groppone è un problema? Difendere gli italiani (o gli americani o i francesi) che prendono a calci nel sedere un ladro, è un problema? Dire che una tassazione superiore al 30 per cento è strozzinaggio, è un problema? Sostenere che la moneta unica sia una fregatura è un problema? Affermare che le guerre in Iraq, Afganistan e Libia non siano servite a un fico secco è un problema? Dire che l’ossessione del gender è una falsa priorità è un problema? Dire zingaro è un reato? È razzismo? No perché, giusto per dire, alla fine si è scoperto che quelli che dicevano “nero” e si professavano alfieri dell’integrazione, sono cugini degli stessi che sui profughi lucravano dicendo che sono più redditizi della droga. No, non c’è un pensiero che sia politicamente scorretto. Ce n’è uno stupido, semmai, ed è quello che pensa di tappare la bocca agli altri. In nome del politicamente corretto.

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