Vietato parlare male dell’Europa. Ogni critica è una bestemmia nei confronti dell’unica religione di stato – anzi di continente, anzi d’unione -, che è l’europeismo stupidamente entusiasta e inebetito. Tutto va bene, Madama la marchesa. Bruxelles ci maltratta e tartassa. E se ci lamentiamo veniamo immediatamente e pubblicamente rimproverati. Zitti, tutti zitti. Cornuti e mazziati. Jean-Claude Juncker ha cazziato Renzi accusandolo di “vilipendere la Commisione Ue”. Dunque, partiamo da un presupposto: magari il premier avesse vilipeso la Commissione! Purtroppo Renzi si è limitato a fare il furbo, sbertucciando a favor di telecamera l’odiata Bruxelles, facendo il gioco delle tre carte sulla flessibilità, salvo poi ingoiare tutti i rospi che l’europarlamento gli ha recapitato. Rospi che, beninteso, finiscono sempre nel gargarozzo dei cittadini. E di motivi per vilipendere questa Europa cattiva e sciocca, ce ne sono a iosa (tasse, migranti, euro, burocrazia, perdita delle sovranità nazionali, marginalizzazione dei processi democratici nazionali ecc ecc). Che poi anche la sola scelta del termine (ammesso che non sia colpa della traduzione) del termine vilipendere è la cartina di tornasole dell’arroganza degli europapaveri: si vilipendono le religioni, le bandiere, i capi di stato o i cadaveri. Non degli oscuri e grigi burocrati. Questi, al massimo, si possono mandare a quel paese. E farlo non solo è legittimo, in alcuni casi è doveroso.

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