Ci sono tanti cretini in giro. E ce ne facciamo una ragione. Ma certi sono più cretini di altri. Tra questi primeggiano quelli del “non c’è alternativa”. Che è una forma politica e sociale di depressione esistenziale. Per curare la quale non è ancora stato inventato alcun Prozac. O Viagra. Ricapitoliamo brevissimamente, quindi a rischio di essere omissivi: Renzi non è stato eletto da nessuno se non dal Pd e fino a prova contraria le primarie del Pd non sono elezioni nazionali, ha promesso cose che non ha mantenuto, ha salvato banche dei genitori delle sue ministre e agevolato aziende dei compagni delle stesse, ha trasformato l’esecutivo in un comitato d’affari e appiattito il governo sulla sua figura (provate a fare questo gioco: pensate al nome di cinque ministri…), ha omologato l’informazione, ha messo i suoi uomini ovunque: dai vertici della Rai – che preconizzava di depoliticizzare – fino all’ultimo inserviente che vi cinquanta centesimi dopo che avete pisciato in autogrill. Dopo petaloso la crusca potrebbe attrezzarsi per aggiornare il termine lottizzazione: sostantivo femminile derivato da Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio per evidenti meriti di amicizia con lo stesso presidente del Consiglio.

Epperó capita ancora di sentire frasi di questo tenore: “Certo è come tutti gli altri, anzi peggio, ma non c’è  alternativa”. E allora per bestemmiare con più efficacia vorresti avere un calendario a disposizione per poter passare in rassegna tutti i santi. Poi ti rendi conto che la colpa non è della alte sfere celesti ma di quelle pedestri schiere che ti frantumano le sfere.

Ma perché? Perché in questo stivale che si prende a calci in culo da solo bisogna avere così paura delle elezioni? Democrazia è una saponetta buona per sciacquarsi la bocca quando si deve rimbrottare all’avversario un qualunque sconfinamento nel campo del politicamente scorretto. Ma quando diventa una teoria da mettere in pratica, un brivido corre sulla schiena di ogni italiano sedicente democratico: potrebbero vincere i peggiori! Le forze del male! Che non si sa bene quali siano. Sicuramente Berlusconi, lui è un babau sempre verde (e comunque: che goduria vedere gli antiberlusconiani di professione dover ammettere, a denti stretti e con qualche tic che gli percuote il corpo come un elettrostimolatore di Mediashopping, che Renzi non è una ma cento volte peggio). Poi, soprattutto, ci sono Grillo e Salvini. Figuriamoci. Meglio non andare a votare. Se rischia di vincere il nemico il gioco si annulla. Palla in tribuna. Rinvio per nebbia. Shhh. Stiamo zitti. Facciamo finta di niente. Magari non se ne accorgono e ce ne dimentichiamo pure noi, di questo ingombro, di questo peso. Di quel timbro sulla scheda elettorale. Ed è anche una forma di deresponsabilizzazione. Totale. Perché poi è facile dare la colpa a loro, senza averli votati. “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”, diceva il saggio.