Qualunque cosa sia successo, qualunque responsabilità abbiano la Guidi, la Boschi e pure Renzi una cosa è certa: non è cambiato nulla. Non è stato rottamato un bel niente. Alla fine – risulta nelle intercettazioni – che per poter avere qualche favore dal governo conveniva pure imbucarsi ai convegni della Fondazione Italianieuropei di D’Alema. E per sorbirsi una rottura di coglioni del genere bisogna veramente avere un grande interesse personale. Non serve un’inchiesta per capire che uno che si attovaglia lì lo fa per arraffare qualcosa.

Così risbuca pure lui, D’Alema, che dovrebbe essere il rottame dei rottami. Invece è sempre lì, prima a impiattare le crostate e ora a tentare di gestire le briciole.
Ma le nuove leve non sono da meno. La Boschi che batte i tacchetti e parla di poteri forti, perché – certo – loro sono quelli deboli… Renzi che va in tv dall’Annunziata a fare il bullo di periferia e a gonfiare il petto sfidando tutto e tutti. Cioè sfidando i giornali e i magistrati, ma non i cittadini. Che sono gli unici che avrebbero il diritto – e il potere – di mandarlo a quel paese, cioè a Rignano sull’Arno, a occuparsi dei casi suoi che, ormai evidente, non coincidono neppure per sbaglio con quelli del Paese. Qui il problema non è il progetto di Tempa Rossa, ma il disastro senza visione della teppa rossa che ci governa.