Prodi, un “medium” cattocomunista da non mandare al Colle

È un nome. Ma è anche un incubo. Un nome che, quando si libera una poltrona, salta fuori. Torna su, come una frittata di cipolle. Specialmente se si parla di Colle. Di motivi per stare alla larga dal Professore ce ne sono a iosa: è una cariatide cattocomunista – giusto per usare una metafora delicata -, ci ha traghettati disastrosamente nell’Euro riuscendo a farci pagare una tassa per entrare economicamente in un Continente nel quale – geograficamente – già eravamo. Poi i chiacchierati rapporti con Mosca e il Kgb, l’equivoca gestione dell’Iri e la (s)vendita della Sme. Entrando nella questione […]

  

No Tav santi, fascisti terroristi. Sempre la solita storia

Ci sono i cretini di destra e ci sono quelli di sinistra. Diciamo che i cretini, in genere, sono equamente distribuiti in tutti i campi, i partiti e le ideologie, con una precisione e uno spirito democratico difficilmente riscontrabile altrove. Però verso alcuni c’è una maggiore benevolenza e solo verso altri c’è la giusta e sacrosanta applicazione della legge. Partiamo dai fatti: quattordici disgraziati, tra i quali un vegliardo novantatreenne, si sono messi in testa di riprendere in mano i fili dell’eversione nera. Nel 2014. E hanno deciso di tessere le loro trame nere su Facebook, il social network più […]

  

Il vaffa di Grillo ai grillini e i 5 badanti

Clic. In un attimo. Sotto un’inflessibile pioggia novembrina. Con una Liguria ancora allertata per il maltempo. Clic, un colpo di indice sul mouse e il Movimento 5 Stelle si è afflosciato. Grillo molla. Non ce la fa più. È stanco, anzi “stanchino”, come scrive sul suo blog. Cinque anni dopo la fondazione (era il 4 ottobre del 2009) Grillo depone le armi, passa la palla, di fatto dà l’estrema unzione a un Movimento la cui parabola astrale sembra calare inevitabilmente. I sondaggi non sorridono più ai grillini, Renzi gli ha succhiato la polpa dell’antipolitica e li ha fatti invecchiare precocemente. […]

  

La decrescita infelice del M5S

Alla fine, la decrescita è  infelice anche per loro. Loro che si bardavano da alfieri delle teorie di Serge Latouche. Gli piacerà anche la decrescita economica, ma per ora l’unica inversione di tendenza al loro orizzonte è quella elettorale. E non gli piace per niente. Le consultazioni di domenica scorsa sono state un selfie dal quale il grillismo è uscito piuttosto malconcio. Tra Emilia Romagna e Calabria i pentastellati hanno perso all’incirca 400mila voti  rispetto alle europee. Anche se Grillo, come il più rodato politico democristiano, si è affrettato dal suo blog a fare il gioco delle tre carte per […]

  

La libertà di criticare. Anche Napolitano

In Italia funziona così: se sei di sinistra insulti chi ti pare ed è un fiorire di pacche sulle spalle. Se sei di destra e te la prendi con un presidente della Repubblica di sinistra (non può essere altrimenti, ché di destra non ce ne sono mai stati) sei un energumeno socialmente pericoloso e ti meriti una condanna a sei mesi (con pesa sospesa, per fortuna, ma l’avvertimento è cristallino). Certo, direte voi, c’è di mezzo il vilipendio al presidente della Repubblica, mentre non esiste nessun reato per le prese per il culo – o gli insulti – nei confronti […]

  

Landini, in che epoca vivi?

Qualcuno si sarà sentito più giovane. Avrà ricordato i tempi dell’eskimo, delle barricate, dell’impegno. Insomma la solita retorica indigesta della meglio gioventù. Ma qualcuno, come me, ha aperto al finestra per vedere se in strada passavano la Alfa Giulia della Polizia o qualche Fiat 128. Perché a Milano oggi, in questa giornata scura e finalmente autunnale, sembra proprio di veder frusciare i pantaloni a zampa sui marciapiede e le bandiere rosse sventolare sul cielo plumbeo e pesante di pioggia. “Siamo pronti a occupare le fabbriche, perché ci propongono di abbassare i salari”. No, non è una frase di Luciano Lama […]

  

Se anche Pisapia molla i sindacati

Per i sindacati tira veramente una brutta aria. Finalmente. La popolarità della Triplice è ormai sotto zero. Non si sa più neppure chi rappresentino, se non l’interesse di una combriccola sempre più ristretta di privilegiati (e pensionati). E questo lo sapevamo. Eppure ieri sera, guardando Ballarò, mi sono reso conto di quanto sia ormai trasversale e profonda la disaffezione nei confronti dei sindacalisti. Tra i vari ospiti del salotto di Massimo Giannini c’era anche Giuliano Pisapia, il sindaco “arancione” di Milano. Tra i temi in scaletta, ovviamente, l’articolo 18 e il muro contro muro tra Renzi e la Camusso. E […]

  

Il sindacato? Un club privé per privilegiati

Il sindacato non esiste. Per tutti quelli che sono nati dalla fine degli anni Settanta il sindacato, semplicemente, non esiste. Non hanno mai avuto una tessera sindacale in tasca, difficilmente hanno partecipato a qualche manifestazione – e comunque, se lo hanno fatto, era solo una scusa per saltare un giorno di scuola – e molto probabilmente non hanno neppure mai visto in faccia un sindacalista. Magari ne hanno sentito parlare, quando e se hanno trovato un lavoro, come di quell’ectoplasma che grazie a un circuito chilometrico di permessi riesce a presentarsi il meno possibile in ufficio. Dunque l’articolo 18, la […]

  

Che palle la retorica della camicia bianca

Ci mancava solo la retorica della camicia bianca. Dopo quella della giovinezza, della  velocità e della twittata, adesso i sarti del renzismo confezionano anche la retorica del nuovo abbigliamento democratico. La divisa della “nuova” sinistra europea è immacolata, candida, opalescente. Domenica alla Festa dell’Unità di Bologna, il santuario della liturgia della sinistra, la cinquina degli alfieri della sinistra continentale (Achim Post, Pedro Sanchez, Matteo Renzi, Manuel Valls e Diederik Samson) si è presentata tutta di bianco vestita. Un particolare che non è sfuggito agli occhi degli attenti osservatori e ha dato la stura a una serie infinita di riflessioni. Alla […]

  

Ecco come smascherare i radical chic 2.0 (in 12 punti)

Qualche giorno fa, sul Giornale, ho pubblicato una lista in nove punti sui tic dei radical chic on line. Questa è la versione integrale: La foto del profilo non è (quasi) mai una loro foto. Sarebbe troppo nazionalpopolare. Mettono solo frammenti di film di qualche regista polacco mai distribuiti fuori dalla circonvallazione di Varsavia. Quando scelgono una loro immagine deve essere schermata da almeno cinque o sei filtri, avere delle velleità artistiche e magari ritrarre solo una parte del viso. Espressione sempre preoccupata per i destini del mondo. Il sorriso è bandito come un retaggio del ventennio berlusconiano.  L’oroscopo è […]

  

Il blog di Francesco Maria Del Vigo © 2022
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