{"id":108,"date":"2016-07-04T14:06:32","date_gmt":"2016-07-04T12:06:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/?p=108"},"modified":"2016-07-04T14:06:32","modified_gmt":"2016-07-04T12:06:32","slug":"klaus-davi-inutile-provocatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/2016\/07\/04\/klaus-davi-inutile-provocatore\/","title":{"rendered":"Klaus Davi, inutile provocatore"},"content":{"rendered":"<p>Il prezzemolino <strong>Klaus Davi<\/strong> ha finalmente ottenuto ci\u00f2 che voleva: essere aggredito dai parenti di un boss della \u2018ndrangheta. E cos\u00ec il massmediologo di origini elvetiche ha realizzato il proprio sogno: <em>diventare un giornalista eroe<\/em>. Uno di quelli duri, coraggiosi, pronti a tutto pur di raccontare. <strong>Magari sotto scorta<\/strong>. Fa sempre comodo avere uno chauffeur personale. Nel giro di poche settimane, Klaus Davi, si \u00e8 meritato l\u2019appellativo di vittima. Si, \u00e8 lui il nuovo martire della \u2018ndrangheta. Ora possiamo anche inserirlo nel triste e lungo elenco dei giornalisti minacciati. \u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/07\/o-KLAUS-DAVI-facebook.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-109\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/07\/o-KLAUS-DAVI-facebook-300x150.jpg\" alt=\"o-KLAUS-DAVI-facebook\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/07\/o-KLAUS-DAVI-facebook-300x150.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/07\/o-KLAUS-DAVI-facebook-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/07\/o-KLAUS-DAVI-facebook.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per pochi <strong>(fortunatamente)<\/strong> da oggi potrebbe diventare un simbolo della lotta alla \u2018ndrangheta. Eh gi\u00e0! I professionisti dell\u2019antimafia da talk, nelle ultime ore, si sono affannati nel dimostrargli tutta la loro vicinanza e il loro affetto.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe ricordare <strong>a quei suoi pochi<\/strong> che la Calabria non ha bisogno di giornalisti di importazione. Sono tanti i coraggiosi figli di questa Terra. Nati e cresciuti in paesi governati dalla \u2018ndrangheta. Costretti a conviverci ogni giorno con gli \u2018ndranghetisti. A frequentare la stessa scuola, a condividere persino lo stesso banco, senza mischiarsi a loro e combattendoli. I giornalisti calabresi conoscono bene il mostro. E lo denunciano e lo combattono con coraggio. Vero. Autentico. Con determinazione. Come Michele Albanese, cronista in prima linea, costretto a vivere sotto scorta perch\u00e9 <strong>la \u2018ndrangheta vorrebbe farlo saltare in aria<\/strong>. Ma non \u00e8 il solo. La lista dei giovani reporter audaci \u00e8 lunga.<\/p>\n<p>L\u2019aggressione a <strong>Klaus Davi<\/strong> era prevedibile. Scontata. Da qualche tempo, infatti, il massmediologo gira per la Calabria armato di microfono e telecamera a caccia di <strong>falsi scoop<\/strong>. Di interviste <strong>\u201cforzatamente esclusive\u201d<\/strong> a parenti e amici di presunti \u2018ndranghetisti. Ad alcuni. Altri, invece, anche per lui sono \u201cintoccabili\u201d. Nessuno pu\u00f2 disturbarli, tantomeno il Davi <em>nazionalpopolare<\/em>, che \u00e8 arrivato in Calabria in cerca di scorta e notoriet\u00e0. Non come quella conquistata grazie allo sgabello posizionato per lui nelle seconde file delle arene televisive. La notoriet\u00e0 a distanza, evidentemente, non lo soddisfa pi\u00f9. Ora cerca pi\u00f9 ampi territori. Magari un orizzonte tutto suo nei futuri palinsesti <strong>Rai<\/strong>. Magari un programma comico sulla \u2018ndrangheta, visto che lui, in barba alle grandi indagini delle Procure, i latitanti li va a cercare con un <strong>numero verde<\/strong>. \u00c8 da ridere, per non piangere.<\/p>\n<p>La lotta alla \u2018ndrangheta di Reggio o di Milano, di Caracas o Bogot\u00e1 non ha bisogno di finti eroi, ma di uno Stato che si contrapponga alla malavita con determinazione e volont\u00e0 di sbaragliarla. Il resto \u00e8 sala trucco e telecamera accesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il prezzemolino Klaus Davi ha finalmente ottenuto ci\u00f2 che voleva: essere aggredito dai parenti di un boss della \u2018ndrangheta. E cos\u00ec il massmediologo di origini elvetiche ha realizzato il proprio sogno: diventare un giornalista eroe. Uno di quelli duri, coraggiosi, pronti a tutto pur di raccontare. Magari sotto scorta. Fa sempre comodo avere uno chauffeur personale. 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