{"id":153,"date":"2017-05-31T09:00:04","date_gmt":"2017-05-31T07:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/?p=153"},"modified":"2017-05-30T19:05:08","modified_gmt":"2017-05-30T17:05:08","slug":"immigrati-serviti-e-riveriti-ma-scontenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/2017\/05\/31\/immigrati-serviti-e-riveriti-ma-scontenti\/","title":{"rendered":"Immigrati serviti e riveriti. Ma scontenti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2017\/05\/18740143_670729479793002_7999635351699322017_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-154\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2017\/05\/18740143_670729479793002_7999635351699322017_n-300x145.jpg\" alt=\"18740143_670729479793002_7999635351699322017_n\" width=\"420\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2017\/05\/18740143_670729479793002_7999635351699322017_n-300x145.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2017\/05\/18740143_670729479793002_7999635351699322017_n.jpg 882w\" sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gli immigrati si ribellano. Scendono in piazza e urlano \u201cI nostri diritti non vengono garantiti.\u201d E cos\u00ec, per farsi sentire, bloccano strade e creano disagi. Voluti, naturalmente. Tutto questo accade quasi giornalmente. In tutta Italia. Una Terra satura, pronta a scoppiare. \u00a0Una piccola notizia di cronaca (molto spesso 10 righe di agenzia) che non sempre viene data. Si sa, per alcuni giornali \u201cbuonisti\u201d \u00e8 indispensabile \u201cnon alimentare l\u2019odio\u201d nei confronti dei neri d\u2019Africa.<\/p>\n<p>Qui non si parla di razzismo, di odio, ma di guerra. Si, di guerra: fra poveri. Da un lato gli\u00a0 italiani oppressi. Senza casa, senza lavoro, senza soldi, senza futuro. Senza diritti. Dall\u2019altro, invece, gli immigrati, che arrivano nel nostro Paese pieni di speranze che svaniscono non appena poggiano i piedi nudi sulla banchina del primo porto che li accoglie. Rischiano la vita in mare per nulla. Per una vita fatta di stenti. Penso agli immigrati di Rosarno, San Ferdinando, Borgo Mezzanone, Foggia costretti a vivere in baracche fatiscenti fatte con legna, plastica e fango. Sfruttati nei campi, insieme agli italiani, per 25 euro al giorno. Ma chi gliela fa fare? Anzi, lo chiedo a loro: chi ve la fa fare?<\/p>\n<p>Molti si sono pentiti di aver attraversato il mare per venire in Europa. Tanti altri, invece, no. Preferiscono l\u2019Italia. \u201cQui si sta bene\u201d dicono. E come dargli torto. Si mangia, si dorme, si naviga in internet, si fuma. Tutto gratis. Per loro, certo! Per i pi\u00f9 fortunati e i pi\u00f9 svogliati la vita in Italia \u00e8 una vera pacchia. Soprattutto quando la prefettura li spedisce in hotel a 4 stelle affacciati sul mare. Come nel vibonese, in Calabria, dove, \u00a0nonostante siano ospitati in strutture alberghiere, scalciano. Mentre lo Stato guarda. Inerme. E i cittadini \u201codiano\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gli immigrati si ribellano. Scendono in piazza e urlano \u201cI nostri diritti non vengono garantiti.\u201d E cos\u00ec, per farsi sentire, bloccano strade e creano disagi. Voluti, naturalmente. Tutto questo accade quasi giornalmente. In tutta Italia. 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