{"id":84,"date":"2016-05-26T12:05:40","date_gmt":"2016-05-26T10:05:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/?p=84"},"modified":"2016-05-26T12:05:40","modified_gmt":"2016-05-26T10:05:40","slug":"la-ndrangheta-governa-la-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/2016\/05\/26\/la-ndrangheta-governa-la-calabria\/","title":{"rendered":"La &#8216;ndrangheta governa la Calabria!"},"content":{"rendered":"<p><strong>La \u2018ndrangheta \u00e8 un male incurabile.<\/strong> Come il peggiore dei tumori. Soffoca, stritola e divora. <strong>Padrona assoluta<\/strong> e incontrastata del territorio. La sua forza \u00e8 il <strong>silenzio<\/strong>, la paura. L\u2019omert\u00e0. Tacendo si diventa complici di animali senza catene. Di bestie inferocite di se stesse, pronte a tutto pur di conquistare territorio. E impaurito consenso. Come cani randagi pisciano ovunque per marcare, fissare, limiti infiniti sulla terra che calpestano. <strong>&#8220;Qui \u00e8 tutto mio! Tutto mio!!&#8221; <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/05\/image.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-85\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/05\/image-300x200.jpg\" alt=\"image\" width=\"291\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/05\/image-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/05\/image.jpg 648w\" sizes=\"(max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>A confermarlo durante un convegno a Roma, il procuratore capo di Reggio Calabria, <strong>Federico Cafiero De Raho<\/strong> che ha detto: <em>\u201cla Calabria continua ad essere governata dalla &#8216;ndrangheta\u201d.<\/em> Un\u2019organizzazione criminale con radici ben piantate in tutto il mondo. Ne fanno parte avvocati, commercialisti, medici, imprenditori, giudici, politici. Tutti pronti a farsi corrompere e a corrompere. Sono loro i veri <strong>\u2018ndranghetisti<\/strong>. Quelli in giacca e cravatta. I pi\u00f9 pericolosi. Pronti a tutto pur di raggiungere l\u2019obiettivo. Non esistono pi\u00f9 gli uomini con la <strong>lupara e \u201ca barritta\u201d.<\/strong> Quella \u00e8 storia vecchia, che appartiene al passato. E alle stupide <strong>fiction televisive<\/strong>. Solo marketing (dei peggiori) per turisti e spettatori ignoranti.<\/p>\n<p>Il vero <strong>business<\/strong> \u00e8 la droga, le armi. Passano attraverso il <strong>porto di Gioia Tauro<\/strong>, spesso con la complicit\u00e0 di qualche dipendente. Uno scalo importante, ma destinato al fallimento. L\u00ec, la \u2018ndrangheta fa i veri affari. Pi\u00f9 dell\u2019azienda che lo gestisce.\u00a0 <em>\u201cNel porto di Gioia Tauro, prima porta di accesso in Italia per la cocaina, sequestriamo 1 tonnellata di droga all&#8217;anno, il che vuol dire che ne entrano almeno 10 tonnellate. La cocaina si trasforma in denaro che entra nell&#8217;economia apparentemente legale ma che in realt\u00e0 \u00e8 drogata, inquinata.&#8221;<\/em> Dice De Raho. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/05\/mappa_ndrangheta550.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-86\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/05\/mappa_ndrangheta550-300x171.jpg\" alt=\"mappa_ndrangheta550\" width=\"354\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/05\/mappa_ndrangheta550-300x171.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/dessi\/files\/2016\/05\/mappa_ndrangheta550.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La \u2018ndrangheta \u00e8 ben organizzata. E\u2019 presente in ogni comune, pi\u00f9 della posta, della chiesa e dei carabinieri. Dalla pi\u00f9 piccola frazione al pi\u00f9 grande centro abitato, i mammasantissima continuano a monitorare ogni respiro attraverso i <strong>capi bastone<\/strong>. Cos\u00ec si chiamano &#8220;quelli di mezzo&#8221;. Chiedono \u201cl\u2019obolo\u201d (il pizzo) per i parenti carcerati, espropriano con violenza i terreni di poveri agricoltori indifesi, condizionano la politica locale, spesso collusa. <em>&#8220;In Calabria la &#8216;ndrangheta controlla passo passo tutto quello che avviene\u201d<\/em> sostiene il procuratore. Se sgarri sei finito, spacciato. Diventi una persona da evitare, vieni subito isolato. Anche dal tuo vicino di casa, da tuo fratello. Da Dio, in <strong>Calabria<\/strong>. <em>&#8220;La &#8216;ndrangheta vive sulla confusione, sul silenzio e con il silenzio \u00e8 diventata forte. Ultimamente, per\u00f2, le cose stanno cambiando. Stanno arrivando le denunce. Nel 2015 ci sono stati 13 collaboratori, un fatto straordinario.\u201d<\/em> dice De Raho. Ma la professione dei collaboratori, e il loro destino, sfuggono molto spesso alle regole. Per cui, la Giustizia, oggi pi\u00f9 di ieri, si trova a dover accettare la triste possibilit\u00e0 di fare avanzate spagnole e ritirate francesi davanti ad una societ\u00e0 cos\u00ec ben organizzata da riuscire a comandare anche le menzogne e le verit\u00e0. Le nascite e le morti. Perfino i miracoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La \u2018ndrangheta \u00e8 un male incurabile. Come il peggiore dei tumori. Soffoca, stritola e divora. Padrona assoluta e incontrastata del territorio. La sua forza \u00e8 il silenzio, la paura. L\u2019omert\u00e0. Tacendo si diventa complici di animali senza catene. Di bestie inferocite di se stesse, pronte a tutto pur di conquistare territorio. E impaurito consenso. 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