E’ paradossale, ma è esattamente in linea con un paese che
sta invecchiando sempre di più ovvero l’Italia. Gli imprenditori, come è stato
rilevato da diversi studi negli ultimi anni da Infocamere, over 70 sono in aumento,
mentre i giovani e soprattutto la fascia tra 30 e 49 anni alla guida di aziende
sono in continua e netta diminuzione. Tra il 2005 e il 2012 si parla di una
flessione di oltre il 5%.

Quali sono le ragioni che stanno alla base di questo trend?
Sicuramente l’assenza di liquidità per la fascia di popolazione più giovane e
troppo pochi incentivi che agevolino un’inversione di rotta. Un’altra ragione è
dovuta anche alla tendenza italiana di contare poco su manager “giovani”, solo
il 2% di under 30 hanno funzioni dirigenziali nelle aziende in netto contrasto
con quanto sta succedendo in altri paesi europei e mondiali. Non è infatti
insolito trovare “giovani italiani” che fanno carriere lampo in aziende in
paesi stranieri, purtroppo capita raramente all’interno dei nostri confini.

In Italia si è consolidata sempre di più la tendenza a
diffidare della fascia più giovane della forza lavoro da parte della vecchia classe
dirigente. Senza politiche di tassazione agevolata rivolta ai giovani manager
non si invertirà questa rotta. Peccato per i giovani ma soprattutto per il
paese.