[photopress:ronde_padane.jpg,thumb,alignleft]Partono a Oderzo le prime ronde della provincia di Treviso, la più leghista d’Italia, quella di Zaia, di Gentilini, di Gobbo, quella dove l’anno scorso scattarono i pattugliamenti di prova. Le guiderà Daniele Pellicciardi, il figlio dei coniugi trucidati due anni fa da una spietata banda di slavi nella vicina località di Gorgo al Monticano. Si chiameranno Osservatori volontari opitergini e cominceranno a operare non prima di un mese.

L’arruolamento di Pellicciardi, con il suo fardello di dolore, fa più notizia dello stentato avvio delle ronde, che invece secondo me è il vero tema. Le pattuglie di volontari per la sicurezza, un cavallo di battaglia della Lega Nord celebrato anche al raduno di Venezia come una vittoria epocale, faticano a costituirsi anche nelle roccheforti padane. Secondo il procuratore capo di Treviso, Antonio Fojadelli, delle ronde “non si sente la necessità, è stato un problema più discusso che reale”, senza contare che le procedure di avvio sarebbero “defatiganti”. Tanto rumore per nulla, dice il magistrato. Sarebbe la prima volta che il Carroccio, sempre sensibile ai sentimenti popolari, sbaglia un colpo cavalcando un tema in realtà poco sentito.