Elevo alla dignità di post un commento di Franz che sarebbe un peccato disperdere in mezzo alle polemiche su Fini. Eccolo. “Oggi ho incontrato il 4° disoccupato sopra i 45 anni in questa settimana che chiede lavoro. Mi colpiscono che non chiedano nè a Tremonti nè a B. della loro disoccupazione. Sono disposti a sacrifici enormi pur di tornare al lavoro. Alla politica chiedono serietà e attenzione, ma sono realisti: per cambiare drasticamente la situazione mondiale, mi dicono, ci vogliono persone che abbiano chiaro l’orizzonte del bene comune. Non sono molto interessati nè a Mills, nè a Travaglio (il travaglio quotidiano basta e avanza) nè a trans e carampane varie… Quando uno parla con gente così (la famosa Gente del Nord) desidera solo che chi è al governo lavori per loro. Il resto sono “Castelli di fumo su fondamenta di letame” (E. Tortora)”.

Mi piace lo sguardo positivo nelle situazioni difficili e la voglia di non aspettare l’assistenzialismo di stato (pur doveroso) per uscire dagli impicci. Serietà, realismo, bene comune: quante volte queste parole echeggiano nei dibattiti di questi giorni, giornali compresi, senza essere ridotti a slogan da convegno? L’errore più grave che il governo potrebbe fare oggi è quello di farsi assorbire dalla lotta politica trascurando questa gente, tra cui ci sono anche molti elettori del Pdl. Come giustamente osserva Talita, perfino l’avvocato Guido Rossi (che certo non si può dire sia uomo di centrodestra) ha applaudito l’azione del governo Berlusconi preferendolo alle mosse del presidente Obama. Ciò non toglie che la crisi pesi ancora su milioni di famiglie. Che non meritano di passare in secondo piano dietro a trans, video, mignotte e mignottate, eccetera eccetera eccetera.