Il quadro delle liste si è chiarito. Formigoni e la Polverini potranno partecipare alle elezioni regionali con i loro listini, mentre la lista Pdl del comune di Roma è rimasta esclusa. Il “decreto interpretativo” non è servito a molto. La sinistra ha protestato ma con la sordina, in modo che l’eco delle proteste da piazza del Popolo non arrivasse fino al Quirinale. Proteste silenziate anche perché Tar lombardo e Consiglio di stato hanno negato l’esistenza di irregolarità nelle liste di Formigoni: Bersani e Di Pietro avrebbero dovuto prendersela con i giudici, non più con il Pdl, e questo non si fa.

Resto convinto che nella scala delle priorità in testa ci sia quella indicata da Napolitano: garantire il diritto costituzionale degli elettori a poter scegliere tra una rappresentanza completa del panorama politico. Ci sono altri modi per sanzionare eventuali irregolarità, per esempio ridurre i rimborsi elettorali in misura proporzionale alla gravità delle irregolarità. Punite il partito, non gli elettori. E se fossi il parlamento metterei maggiori controlli alle legislazioni regionali in materia elettorale. Perché pochi hanno rilevato che in Italia non vigono regole uguali dappertutto. Per esempio, la regione Umbria a gennaio 2010 ha varato una legge che esenta dalla raccolta firme i gruppi già presenti in consiglio regionale: eppure non ricordo grandi proteste dei radicali contro il provvedimento voluto dagli alleati del Pd.

Ora restano due settimane di campagna elettorale, nelle quali però non si parlerà quasi per niente di programmi e soprattutto del grande tema che cambierà la vita di noi tutti attraverso i prossimi consigli regionali: il federalismo fiscale. Purtroppo l’attenzione sarà catalizzata da altre questioni, prima tra tutte le intercettazioni.

Molti frequentatori del blog hanno detto la loro. Aggiungo qualche considerazione. L’inchiesta di Trani è partita da una presunta truffa sulle carte di credito ed è finita alla censura su Annozero. Mi domando dov’è il reato, visto che Santoro è sempre andato regolarmente in onda a riprova che le parole di Berlusconi non erano diktat antidemocratici ma ragionamenti e pensieri peraltro ben noti. E dov’è lo scandalo, visto che un politico che non abbia mai chiesto un favore in Rai deve ancora nascere. Mi domando anche perché questa inchiesta di Trani iniziata oltre un anno fa (Minzolini è stato ascoltato sei mesi fa) salta fuori alla vigilia del voto. Un’inchiesta senza indagati che però fa circolare stralci di chiacchiere telefoniche (a disposizione ci sono soltanto i brogliacci perché la sbobinatura non è ancora stata completata). Mi domando se valeva la pena mettere quattro pm a seguire questo filone.

Algonautic ha ragione a dire che i problemi del paese sono altri (in ogni discussione su qualsiasi argomento c’è sempre qualcuno che salta fuori con “il problema è un altro”….). Ma qui siamo a una patologia. Ha ragione anche Carlo a dire che la caccia al colpevole prevale sulla tutela della privacy. Ma la legge in vigore (che va rispettata, come tutte le regole) impone che le intercettazioni vadano distrutte se risultate ininfluenti ai fini dell’inchiesta: cosa che si può valutare, appunto, solo a inchiesta chiusa. Qui siamo all’opposto: si apre un fascicolo come quello sulle carte di credito, si getta una rete a strascico nella quale resta impigliato di tutto (magari saltassero fuori sicari e assassini come auspica ingenuamente Carlo!) e dalle chiacchiere prive di riscontri si ipotizzano a cascata ipotesi di reato sempre nuove. Si intercetta chiunque e si diffondono le registrazioni riservate con un evidente scopo politico. Vorrei sapere perché le vestali delle regole non si indignano davanti a questa palese violazione. Le intercettazioni sono diventate armi improprie nelle mani di personaggi irresponsabili, cioè che non devono rispondere a nessuno.

Inviterei tutti alla prudenza, non solo per il rischio di querele, ma perché su questa vicenda non ci sono indagati mentre qualcuno ha già tirato le sue conclusioni (in barba alle regole). Non essendoci indagati, non ci sono nemmeno avvocati che abbiano in mano le carte. Da dove mai saranno uscite per arrivare sul giornale-ghigliottina di Travaglio?

Infine invito a non fare sempre di ogni erba un fascio. Non è vero che il parlamento si occupa “solo” delle intercettazioni o del legittimo impedimento. Nell’ultima settimana è stata approvata la nuova cassa integrazione. E’ stata varata la Banca per il Sud. Varata la legge sulle cure palliative. Non arrendiamoci al facile disfattismo imperante.