Sono davvero sconvolgenti le immagini (foto e riprese tv) degli scontri di ieri a Roma. Una manifestazione di protesta contro il governo convocata il giorno della fiducia sotto i palazzi delle istituzioni è degenerata in guerriglia urbana, con scontri, incendi, feriti, arresti. “Roma brucia, Silvio no”, titola stamattina il Riformista mettendo assieme le violenze di piazza e la resa dei conti politica in Parlamento. Il legame è evidente: il furore è esploso pochi minuti dopo il voto di fiducia, quando è stato chiaro che la fine di Berlusconi è ancora lontana perché in questo Parlamento non ci sono i voti per nessuna alternativa.

Bisogna condannare ogni violenza: sarebbe già tanto se tutte le forze politiche lo facessero con chiarezza e senza ambiguità. Ma non basta. Bisogna denunciare anche i professionisti della violenza che sfruttano non solo la debolezza attuale della politica per affermare il loro potere eversivo, ma soprattutto l’ingenuità di tanta gente che scende in piazza in buona fede. Sono costoro le prime vittime dei black bloc e degli estremisti dei centri sociali, la cui pericolosità è inversamente proporzionale al numero.

Ma vanno denunciati anche coloro che in qualche modo creano un retroterra culturale e sociale alla violenza. Si dice e si scrive che i contestatori vanno capiti perché le nuove generazioni sono “senza futuro”, sono “giovani allo sbando” i quali puntano soltanto allo sfascio e si sentono in diritto di sfogare i loro rancori per una vita precaria, mentre la politica si barrica nei palazzi incapace di “mediare”. Nel post precedente ho scritto dei “desideri che mancano”: possono i desideri di una generazione giovanile esaurirsi in un lavoro sicuro? E’ qualcosa, certo, ma non può essere l’orizzonte totalizzante della vita. Come non ci si può attendere tutto dalla politica. Ci vuole una buona politica, attenta al bene comune più che alle beghe di palazzo, ma anche la migliore politica non garantisce la realizzazione dei desideri.

Gli animi sono esasperati, nella vita sociale e nella politica. Ma ripetere che “a questi giovani è stato rubato il futuro” è demagogia complice della violenza perché non riconosce loro nessuna capacità di reagire e di costruirsi la propria vita. Generazioni di giovani e meno giovani hanno dovuto affrontare fasi storiche difficili almeno quanto questa, talune molto peggiori, e mostrano che sempre è possibile vivere all’altezza della dignità umana, sempre che non venga ridotta a un posto di lavoro statale. Di tutto i giovani hanno bisogno, tranne che di essere compatiti da una generazione di adulti appagati, cinici e disillusi.

PS. Barbacarlo (05/12/2010 alle 5:26 pm), in un commento pieno di falsità sulla gestione del blog, ha tra l’altro scritto: “Fra poco più di una settimana, dopo la definitiva VITTORIA, cioè dopo l’uscita di scena di Berlusconi, potrò salutarvi, avendo portato vittoriosamente a termine la mia missione contro di voi che avete, irresponsabilmente ed incoscientemente, difeso e perorato una causa disonorevole, sbagliata, sciagurata ed infine irrimediabilmente persa”. Se lo sconfitto di ieri è Berlusconi, Barbacarlo mantenga la parola: lasci da vincitore il blog.