In attesa dei ballottaggi di lunedì, e per un approfondimento dei risultati del primo turno, riporto le analisi sui flussi elettorali di Milano elaborate dall’Istituto Cattaneo di Bologna. Il quale, tra l’altro, sui voti leghisti dà ragione a quanto avevo sostenuto a caldo nel post precedente: la Lega sta perdendo appeal perché i voti di protesta si dirigono verso Grillo, che minaccia anche Di Pietro.

Il Cattaneo paragona le comunali 2011 alle regionali 2010 per cogliere i cambiamenti in corso. A Milano “l’aumento della partecipazione elettorale è stato pari al 7 per cento”. Di tale ritorno alle urne hanno beneficiato il Pd (+1,2), il Pdl e la Sinistra radicale in egual misura (+1,3). Il Pd strappa voti anche all’Italia dei valori (+1,6). Il risultato negativo del Pdl, pur avendo recuperato certi astensionisti del 2010, è dovuto al sommarsi dei movimenti seguenti: perdite a favore di liste minori di centrosinistra (-1,3) e di centrodestra (-1), del Terzo polo (-0,9: è il peso elettorale di Fini), della Lega (-0,6). Tuttavia la Lega ha ceduto al Pdl l’1,3 per cento: significa che è accaduto l’opposto del temuto sorpasso del Carroccio sul Pdl. La Lega inoltre ha ceduto lo 0,5 a Grillo. Il buon risultato dei vendoliani si spiega con il recupero dell’astensione, come già detto, sommato allo 0,6 strappato a Di Pietro.
In sintesi, il Cattaneo evidenzia questi aspetti.
1. L’astensione non ha intaccato i partiti maggiori del centrodestra.
2. La maggiore affluenza elettorale ha avvantaggiato sia il Pd sia Vendola.
3. Si conferma l'”impermeabilità” tra i due poli.
4. Si registra un’osmosi tra Pdl e Lega.
5. Arranca il Terzo polo, che non attrae voti ma riesce soltanto a mantenere i consensi di Udc e Fli.