Sul Giornale di oggi ho pubblicato (questo il link) la prima puntata di un’inchiesta sul malumore degli elettori di centrodestra. E’ un interessantissimo spaccato, fatto di delusione, proteste, lamentele, ma anche proposte operative e inviti a non mollare. E’ tra gli articoli più letti e commentati, segno dell’interesse che la questione incontra tra i lettori.

Dopo i ballottaggi il sito del Giornale ha ricevuto moltissimi commenti e mail. Mi colpisce che non scrivano soltanto coloro che hanno votato (milanesi, napoletani, cagliaritani, eccetera) ma gente di tutta Italia. Sono dichiaratamente elettori di centrodestra e del Pdl in particolare, pochi leghisti, quasi nessuno di centrosinistra (i quali comunque non apportano nulla di originale alla discussione). Qui c’è un popolo in fermento, preoccupato pochissimo delle questioni “morali” o del tono dei giornali (sia pro sia contro il Cavaliere), ma preoccupato assai per le mancate liberalizzazioni, le vessazioni dell’Agenzia delle entrate, la pressione crescente della burocrazia, il lavoro che manca.

Nei prossimi giorni continueremo a dare voce agli elettori del Pdl per cercare di comprendere e far conoscere le ragioni più profonde della sconfitta alle elezioni amministrative.

Aggiornamento del 6 giugno.

Chi fosse interessato può leggere ai seguenti link le successive tre puntate (seconda, terza, quarta) dell’inchiesta dedicata ad approfondire i motivi del disagio degli elettori del Pdl. Moltissimi lettori hanno apprezzato il fatto che il Giornale abbia scelto di dare loro voce. Due puntate sono dedicate alla protesta del popolo delle “partite Iva”, furibondi per la mancata riforma fiscale e la stretta sulle riscossioni (quindi ce l’hanno soprattutto con Tremonti); gli amministratori locali pidiellini sono prevalentemente preoccupati della struttura del partito; la “base” punta il dito sull’immobilismo del governo, la cattiva gestione dell’emergenza clandestini e i toni esagerati della campagna elettorale. Pochissimi hanno fatto cenno alla qualità dei candidati, al bunga bunga, ai rapporti con la Lega e soltanto gli “addetti ai lavori” hanno il problema degli equilibri interni al partito. Le priorità sono chiare, il Pdl dovrebbe prenderne atto.

Non solo il Giornale è stato invaso da messaggi di protesta, ma anche i siti del centrodestra e moltissimi blog. Segno che il malessere è profondo e sarebbe sbagliato ignorarlo, liquidarlo come il solito italico piagnisteo, o arginarlo con un semplice “stringiamo i denti”. Berlusconi ha davanti la sfida forse più difficile dalla sua entrata in politica, cioè ridare motivazione ai suoi elettori che per la prima volta manifestano apertamente stanchezza e disillusione. Fisco, partito, programmi concreti: questa è la tabella di marcia fissata dagli elettori. Ora vedremo come reagiranno i vertici.