Se l’è presa con la Merkel, Sarkozy, Monti, Equitalia, coloro che ci portarono nell’euro, la magistratocrazia, gli ex alleati che gli hanno impedito di modernizzare il Paese, la Costituzione retrograda. L’unico errore che ha riconosciuto è di non essere riuscito a convincere gli italiani a dargli il 51 per cento. Ha confermato che resterà sul proscenio politico pur non candidandosi più a premier.
Silvio Berlusconi è tornato all’attacco. Chi è interessato può trovare qui il mio resoconto della lunga conferenza stampa di ieri a Villa Gernetto pubblicato sul Giornale.

C’era un convitato di pietra, ieri pomeriggio: il Pdl. L’unico soggetto che il Cavaliere non poteva attaccare direttamente, ma quello più pesantemente bombardato. Berlusconi non ha presentato il manifesto del Pdl, ma il «suo» programma. Ha detto di voler favorire la riunione dei moderati, ma le sue parole riavvicinano la Lega, non i centristi, e spiazzano chi in questi mesi (Alfano e i capigruppo parlamentari) ha messo la faccia a sostenere Monti con un’infinità di voti di fiducia. L’eventuale «rassemblement» non sarà frutto di mediazioni tra diversi soggetti, ma composto da chi sta alle condizioni e ai temi posti dall’ex premier. Compreso il suo (ex?) partito, che adesso – a mio parere – è a un bivio: o torna ad allinearsi dietro la nuova linea di Berlusconi oppure si divide.
Prepariamoci a vedere altri fuochi d’artificio. Già da martedì, quando l’esito del voto in Sicilia darà la misura della leadership dell’agrigentino Alfano. E poi tra 10 giorni, quando il Parlamento dovrà votare la legge di stabilità, e per districarsi tra i mille emendamenti (nella preistoria della Prima repubblica questo assalto alla legge finanziaria fu ribattezzato «mercato delle vacche») sarà costretto a chiedere la fiducia, da ieri tutt’altro che scontata.
Non è da escludere che si voti prima del previsto, forse già a gennaio o a febbraio, il che farebbe saltare i giochi delle primarie, le pastette sulla nuova legge elettorale, e consentirebbe a Giorgio Napolitano di tenere ancora lui il pallino della crisi. Probabilmente è questo lo scenario che prevede Berlusconi, e da Villa Gernetto ha avvertito: guardate che dovete fare ancora i conti con me.

Tag: , , , , , , , , , , ,