La disoccupazione sta facendo segnare numeri record. Oltre un lavoratore su dieci è senza occupazione e oltre un giovane su tre. Le grida di allarme si moltiplicano come un tam tam. Tuttavia questo dato non è figlio soltanto della crisi delle economie occidentali, ma anche dei provvedimenti del nostro governo. La riforma del lavoro targata Elsa Fornero, per esempio, è un disastro: ha eliminato i contratti flessibili paralizzando un mercato già ingessato, e ha evitato accuratamente qualsiasi intervento pratico per facilitare l’apprendistato. Cose già dette e scritte anche su questo blog.

La riforma del mercato del lavoro va a braccetto con l’altra riforma del ministro Fornero: quella delle pensioni che ha creato quel “monstrum” chiamato esodati. Gli esodati sono una categoria creata dal nulla dal governo Monti, non dai precedenti esecutivi. Una trovata tecnica. Non si sa quanti sono, dove sono, quanto ci costano. I tecnoministri, l’Inps, i datori di lavoro: il fenomeno sfugge a tutti. Ma non sfugge ai diretti interessati, alle loro famiglie e – forse – ai loro amici. Dico forse perché queste situazioni vengono spesso affrontate, se non subìte, con pudore e una sorta di vergogna che le rende inconfessabili.

Aggiungiamo l’insostenibile pressione fiscale sulle aziende – e si annunciano ulteriori inasprimenti – che impedisce alle imprese di investire su nuovo personale. Mario Pozza, leader degli artigiani di Treviso, ha raccontato con efficacia la situazione (qui l’intervista che mi ha concesso per il Giornale). Hanno senz’altro più motivi per scendere in piazza i piccoli imprenditori come lui, che non quanti giocano a fare i piccoli rivoluzionari armati di spranghe e molotov.

Leggete sul quotidiano on-line ilsussidiario.net questa intervista a Michele Tiraboschi, docente di diritto del lavoro e stretto collaboratore del povero Marco Biagi. Essa spiega con chiarezza gli errori del governo tecnico. Che prende atto della situazione senza fare una piega: “E’ un dato ovviamente negativo ma atteso” ha commentato senza scomporsi il ministro dell’Economia Vittorio Grilli. In pensione anzitempo e senza pensione: è il governo Monti che dovrebbe finire esodato.

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