«Rieccolo» – il soprannome che Indro Montanelli affibbiò ad Amintore Fanfani – si attaglia bene anche al rinato partito delle tasse. Che rialza la testa appena il governo ne cancella una. Mario Monti, Piero Ichino, Stefano Fassina: tre nomi, tra gli altri, che hanno storto il naso per l’abolizione dell’Imu. Monti non perde la nostalgia del suo esecutivo taglieggiatore: la sua è stata una vera contestazione, nemmeno fosse all’opposizione del governo Letta assieme a Grillo.
Arriverà una nuova tassa, la Taser. Il suo importo è tutto da valutare, per cui sarei prudente a gridare «al lupo». Inoltre nel 2013 non si è pagato e non si pagherà nulla di Imu: fossero anche poche centinaia di euro (ma per molte famiglie italiane sono assai di più), sono sempre soldi risparmiati. Sottolineo come verrà coperto parte del mancato introito: con l’Iva generata dal pagamento dei debiti di Stato e regioni verso i fornitori. Quelle somme, versate scandalosamente in vergognoso ritardo, permetteranno ai creditori di saldare – a loro volta – altri debiti, e su queste fatture l’erario incasserà l’Iva. Pagare i debiti è un dovere morale e contrattuale che fa bene alle tasche di tutti.
Inoltre, a mio parere, meglio pagare una tassa (che è il corrispettivo di un preciso servizio da parte dell’amministrazione pubblica) piuttosto che un’imposta patrimoniale sulla ricchezza immobiliare (ma non dimentichiamo che la casa è la nostra prima e principale forma di risparmio), il cui gettito finisce nel calderone delle spese impazzite e fuori controllo.
Nel precedente post ho ricordato che, nonostante tagli e taglieggiamenti, la spesa pubblica continua a crescere. E così pure il debito. Due anni fa, nell’estate 2011 così nefasta per il governo Berlusconi e la situazione del Paese, non si parlava d’altro. Monti doveva essere il demiurgo che invertiva la tendenza al deficit, allo spreco, all’indebitamento disprezzato dalle finanze mondiali. Purtroppo i sacrifici che i tecnici ci hanno imposto avranno sì tamponato una situazione di emergenza, ma non inciso radicalmente sui conti pubblici. Tuttavia il partito delle tasse non si dà per vinto: invece di pretendere riforme profonde dei meccanismi di spesa, il PDT insiste sul lato delle entrate fiscali.
Non è che l’esecutivo delle larghe intese abbia fatto molto su questo versante, e vedo nubi minacciose incombere sul 1° ottobre quando dovrebbe scattare l’aumento dell’Iva. L’Imu cancellata, tuttavia, è un segnale. Prendiamo per buono quel poco che passa il convento Letta.

Tag: , , , ,