L’ultima ecatombe di migranti nel Mediterraneo ha riacceso le polemiche sulla gestione degli sbarchi. E ha riaperto molte ferite mai cicatrizzate. Ci sono le colpe delle istituzioni italiane, che non prestano soccorso efficace ai disperati dopo aver chiuso l’operazione Mare Nostrum. Ci sono le colpe dell’Unione Europea, che con il programma Triton sostanzialmente sorvola sul problema non avendo risorse finanziarie sufficienti. Ci sono le colpe dei Paesi che non si affacciano sul Mediterraneo e quindi non sono direttamente interessati dagli sbarchi, i quali rifiutano di farsi carico del fenomeno. Ci sono le colpe di chi alimenta un clima ostile agli sbarchi. Ci sono i populisti, le destre, gli agitatori, i razzisti, eccetera.
Delle colpe più gravi (a mio giudizio) si parla pochissimo. Innanzitutto, quelle degli scafisti. Bande di criminali organizzati privi di scrupoli, mercanti di carne umana che lucrano sulle guerre, sulla povertà, sui massacri perpetrati in nome di un dio che non ama la vita ma la morte. Non escludo che, in una logica sanguinaria e aberrante, la strage di questi giorni possa essere stata “messa in conto” dagli scafisti per lacerare nuovamente l’Occidente.
Poi vengono le colpe di chi alimenta la povertà e l’instabilità in Medio Oriente e nell’Africa sahariana e sub-sahariana. A migliaia fuggono dai combattimenti, dall’odio religioso, dagli stupri di massa, dalle crocifissioni dei bambini, dalle teste tagliate, dall’orrore “elevato” a bandiera identitaria. Ora sembra che l’Occidente prepari risposte militari contro Al QaedaIsis, Boko Haram, Al Shabaab e gli altri gruppi terroristici che destabilizzano le sponde mediterranee a est e a sud. Altre crudeltà si preparano. E noi stiamo a parlare di Mare Nostrum.

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