Né il Cav né Bersani: lo spread vuole Monti

Non si sentiva la mancanza dello spread, il manganello agitato al momento giusto per avvertire i ribelli. E’ tornato a salire, evocato da Mario Monti mentre annunciava a un incredulo Giorgio Napolitano che sta per fare le valigie da Palazzo Chigi. Eppure basta fare una semplice ricerca sul web per verificare che – in quest’anno di governo tecnico – il famigerato spread ha galleggiato mediamente su livelli più alti degli attuali, superando addirittura i 500 punti-base agli inizi di agosto. Ergo, se davvero lo spread fosse l’unica unità di misura della salute di un Paese, il professor Monti avrebbe dovuto […]

  

Esodate la Fornero

La disoccupazione sta facendo segnare numeri record. Oltre un lavoratore su dieci è senza occupazione e oltre un giovane su tre. Le grida di allarme si moltiplicano come un tam tam. Tuttavia questo dato non è figlio soltanto della crisi delle economie occidentali, ma anche dei provvedimenti del nostro governo. La riforma del lavoro targata Elsa Fornero, per esempio, è un disastro: ha eliminato i contratti flessibili paralizzando un mercato già ingessato, e ha evitato accuratamente qualsiasi intervento pratico per facilitare l’apprendistato. Cose già dette e scritte anche su questo blog. La riforma del mercato del lavoro va a braccetto con […]

  

Ripartire dai fondamentali

Un amico mi ha segnalato questo brano di uno scrittore che mi sta molto simpatico, Gilbert K. Chesterton, un saggista acuto oltre che creatore di Padre Brown e altri indimenticabili personaggi. Il brano è tratto dal libro “Eretici” scritto nel 1905 e pubblicato in Italia nel 2010 da Lindau. Lo trascrivo. Supponiamo che, in strada, si crei un grande scompiglio per, mettiamo, un lampione che molte persone influenti vorrebbero abbattere. Un monaco di grigio vestito, che incarna lo spirito del Medioevo, viene interpellato sulla questione e comincia ad affermare, con il tono arido tipico dell’educatore: “Consideriamo innanzitutto, cari fratelli, il valore […]

  

Le ragioni dell’«euroregione»

L’«euroregione» del Nord ha fatto capolino tra i temi di discussione politica. Due nomi tra tutti ne stanno facendo una bandiera: Roberto Maroni e Roberto Formigoni. Per il segretario della Lega è il modo per superare le utopie secessioniste del Nord; per il presidente lombardo, che preferisce chiamarla «macroregione» e ha trovato sponde nei governatori di Piemonte e Friuli Venezia Giulia, è un argomento per uscire dalle secche delle vicende giudiziarie. Ho ascoltato sabato sera il dibattito alla Berghem fest di Alzano Lombardo tra Maroni e Vittorio Feltri (qui il resoconto che ho scritto per il Giornale): l’euroregione è stato […]

  

Un anno fa la lettera Bce (che Monti ha ignorato)

«Caro primo ministro…»: cominciava così, con questo tono confidenziale, la lettera che giusto un anno fa, il 5 agosto 2011, segnò una svolta per i destini dell’Italia. Era firmata a due mani da Jean-Claude Trichet e Mario Draghi, presidente in scadenza e «in pectore» della Banca centrale europea (il passaggio di consegne sarebbe avvenuto il 19 ottobre a Francoforte). La lettera conteneva i diktat-capestro imposti dal Consiglio direttivo Bce al nostro premier ed è stata usata per appiccare il fuoco al rogo purificatore del ventennio (scarso) berlusconiano. La missiva restò riservata – nel testo integrale, non nei contenuti – fino […]

  

La lenta fine del governo Monti

Grande notizia: Mario Monti prova qualche sentimento. Uno solo, per il momento: il nervosismo. Abituati alla monotonia della sua voce, immutabile quando parla agli squali della finanza come agli sfollati del terremoto, siamo colpiti nel vederlo in videoconferenza stirare la bocca in un’espressione infastidita. È nervoso per avere perduto il sostegno dei poteri forti. Nell’ordine: il Corriere della Sera e Confindustria. Il Corriere ha ospitato per anni gli articoli del Professore che spiegava alla serva Italia come uscire dalla crisi, mentre adesso preferisce le scudisciate di economisti come Alesina e Giavazzi: Monti aveva tentato di neutralizzarli cooptando uno di loro […]

  

Ricostruire con i carcerati

Impiegare i detenuti per ricostruire l’Emilia terremotata? Sarà difficile – almeno questa è la mia previsione – che la proposta del guardasigilli Paola Severino venga attuata, ma non è una provocazione inutile. Io sono d’accordo con il ministro. La sua idea ha ragioni economiche: manodopera a costo quasi zero, e di soldi per la ricostruzione non ne girano molti. E ha ragioni sociali: il lavoro per i detenuti è il modo migliore per recuperarli alla società. Fino a prova contraria, la rieducazione e il reinserimento sono un obiettivo della pena carceraria. Tutte le statistiche sulle recidive fotografano un dato: i […]

  

«Meglio rischiare che restare senza lavoro»

Questo terremoto emiliano ci sta facendo conoscere un’Italia che avevamo dimenticato. Un Paese di persone dignitose, di lavoratori instancabili, di gente che preferisce venga ricostruita la fabbrica che gli passa lo stipendio piuttosto che la casa, perché «si può sempre dormire in macchina o in tenda, ma non si può restare senza lavoro». C’è il dolore per le decine di morti e le centinaia di feriti; c’è uno spavento sconosciuto, perché da queste parti erano abituati a fronteggiare alluvioni e grandinate ma non la terra che trema. E ci sono queste migliaia di persone trafitte nell’intimo, perché il terremoto è come […]

  

L’Emilia che cerca di ripartire

Da domenica mi trovo sui luoghi del terremoto, una zona in cui le case sono lesionate ma non distrutte mentre è crollato il patrimonio storico e quello produttivo: capannoni, depositi, fabbrichette, supermercati. E’ un fenomeno strano. C’entra qualcosa il modello di sviluppo di questa regione “rossa”, in cui resistono le case di una volta e non le coop o gli edifici industriali in cui hanno trovato la morte quattro persone? Vedo tanta solidarietà, tanta voglia di ricominciare, una capacità di assistenza difficile da immaginare in questi tempi di crisi. Vicini che si riscoprono amici, figli che si riavvicinano ai genitori, […]

  

«L’Italia truccò i conti per entrare nell’euro»

Il governo Prodi/Ciampi truccò i conti per portarci nell’euro. Lo scrive sull’ultimo numero il settimanale tedesco Der Spiegel, un giornale cui l’Italia non sta simpatica: è quello che mise in copertina la P38 negli Anni di piombo e più recentemente ci ha definito “codardi come Schettino”. Questa volta però non si tratta di una polemica giornalistica, ma di documenti, carte, riscontri con protagonisti della decisione europea che ha rivoluzionato la nostra vita: l’introduzione della moneta comune. Il cancelliere Kohl sapeva che eravamo sull’orlo della bancarotta e non avevamo i requisiti per entrare nell’euro, ma la ragione politica prevalse sul rigore […]

  

Il futuro del Pdl: dite la vostra

Grande coalizione con Pd e Terzo polo? Blocco moderato in stile Ppe con il Terzo polo e senza il Carroccio? Recupero del rapporto con la Lega? Scioglimento del Pdl e fondazione di una “Cosa” azzurra? E’ una specie di schedina politica quella che propongo. 1-x-2. Che cosa preferiscono – e perché – i lettori del blog? Il governo Monti è in sella da metà novembre. I tecnici dovevano fare da supplenti ai politici ma si vede che i primi non sono sempre migliori dei secondi: penso alla gestione dei dossier di politica estera, all’evanescenza di certe figure (saputo qualcosa di ministri come Balduzzi, […]

  

“Morire per Danzica”. E per Atene?

Danzica 1939 come Atene 2012: il paragone, suggestivo, è messo nero su bianco da Piero Sansonetti nell’ultimo editoriale scritto per il settimanale che dirige, Gli altri. Che cos’era la città polacca settant’anni fa? Un piccolo territorio, non molto ricco, con scarso potere, ma strategico per il suo corridoio al mare. Nemmeno la Grecia è un colosso della politica e dell’economia, ma – questa almeno è l’opinione più diffusa – se dovesse fallire trascinerebbe nei guai tutta l’area euro. Quando i nazisti invasero Danzica, inglesi e francesi reagirono in armi sfidando un’opinione pubblica e una politica incerte, divise, spesso scettiche sull’efficacia dell’opposizione […]

  

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