{"id":136,"date":"2020-10-13T21:49:31","date_gmt":"2020-10-13T19:49:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/?p=136"},"modified":"2020-10-21T15:39:05","modified_gmt":"2020-10-21T13:39:05","slug":"in-tempi-di-covid-fate-attenzione-a-babbo-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/2020\/10\/13\/in-tempi-di-covid-fate-attenzione-a-babbo-natale\/","title":{"rendered":"In tempi di Covid fate attenzione a Babbo Natale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2020\/10\/156847B7-79EE-459D-A725-F12B7F4DFF2F.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-137\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2020\/10\/156847B7-79EE-459D-A725-F12B7F4DFF2F-297x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"633\" height=\"639\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2020\/10\/156847B7-79EE-459D-A725-F12B7F4DFF2F-297x300.jpeg 297w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2020\/10\/156847B7-79EE-459D-A725-F12B7F4DFF2F-150x150.jpeg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2020\/10\/156847B7-79EE-459D-A725-F12B7F4DFF2F.jpeg 750w\" sizes=\"(max-width: 633px) 100vw, 633px\" \/>\u00a0\u00a0<\/a><\/p>\n<p>Se si era attrezzati di una buona dose di ottimismo ci si poteva anche illanguidire di fronte ai canti sui balconi, al pane fatto in casa, agli arcobaleni disegnati dai bambini e credere che dopo il buio ci saremmo ritrovati in un mondo migliore. Il collega d\u2019ufficio avrebbe smesso di grugnirsi addosso, i giovani avrebbero ceduto il posto sull\u2019autobus, la vicina di casa ti avrebbe portato una torta e, voglio esagerare, tua figlia ti avrebbe finalmente dato ragione almeno una volta. Poi ci siamo svegliati. Pi\u00f9 litigiosi ed incazzati di prima, con l\u2019apparizione di strani labirinti di strisce ciclabili, orde di monopattini come pac-man impazziti, banchi di scuola trasformati in autoscontri. Dopo l\u2019appello \u201candr\u00e0 tutto bene\u201d siamo tornati a litigare regolarmente. Forse era meglio non farsi illusioni&#8230; Poi, d\u2019improvviso in una tranquilla domenica d\u2019ottobre si illumina il televisore in prime-time su rete nazionale e compare Roberto Speranza, ministro della salute non dell\u2019interno, ad annunciare che il nuovo dpcm del Governo vieter\u00e0 le feste e le riunioni private (anche una cena per intenderci) aggiungendo: \u00abAumenteranno i controlli (&#8230;) contiamo sulla segnalazioni dei vicini\u00bb. Attimo di silenzio, incredulit\u00e0, sconcerto, sipario. Seguono riunioni di governo fino a tarda notte con Speranza paladino della norme perentorie contro la nuova categoria dell\u2019assembramento di congiunti, poi l\u2019annuncio sulle misure (attive fini al 13 novembre): limite di 30 persone per matrimoni e funerali, coprifuoco alle 24 per ristorazione (alle 21 per i locali senza servizio al tavolo), stop agli sport amatoriali di contatto (calcetto per intenderci), alle gite e alle visite guidate. E le riunioni familiari? Non pi\u00f9 vietate ma solo \u00absconsigliate\u00bb ma \u00abcon forte raccomandazione\u00bb di non ricevere in casa oltre 6 persone. Il che, con le decorazioni natalizie gi\u00e0 esposte nei grandi magazzini, per un italiano medio \u00e8 come una dichiarazione di guerra. Cos\u00ec le parole del ministro sono rimaste sospese nell\u2019aria come in attesa del botto di un tuono dopo un lampo. Con il sapore acre delle cose non dette, lasciando un soffuso timore di \u201clesa libert\u00e0\u201d. In un batter d\u2019occhio sui social la app-Immuni si \u00e8 trasformata ironicamente nella \u201capp-Spi\u00f9ni\u201d ed \u00e8 stata tirata in ballo anche la Stasi. La delazione, sottobraccio alla calunnia, bussa alla porta di una societ\u00e0 devastata da mesi di lockdown, dal crollo dell\u2019economia, dalla paura del contagio e del futuro. Una piaga ben nota alla storia dai \u201cdel\u00e0tor\u201d disposti a tutto pur di far carriera descritti dallo storico romano Tacito, ai tempi bui della caccia alle streghe e dell\u2019Inquisizione. Nel 1310 la Repubblica di Venezia aveva disseminato ogni sestiere con le bocche delle denunce o \u201cboche di leon\u201d per permettere a chiunque di imbucare proprie segnalazioni anonime. Metodo forse valido, eppur cos\u00ec facile da usare per far male e limitare la libert\u00e0 che la stessa Serenissima si vide costretta a darci un taglio ordinando che le lettere anonime e senza testimoni venissero bruciate. La verit\u00e0 \u00e8 che la delazione, agile strumento di vendette e facili vantaggi, oggi si trasforma nella politicamente corretta \u201cassunzione di responsabilit\u00e0 del cittadino\u201d (evoluzione italica del whistleblowe d\u2019oltreoceano) e mette i brividi a osservarne il lato oscuro. Di questi tempi bisogner\u00e0 guardarsi anche dalle letterine a Babbo Natale se abbiamo in programma di fare il cenone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0 Se si era attrezzati di una buona dose di ottimismo ci si poteva anche illanguidire di fronte ai canti sui balconi, al pane fatto in casa, agli arcobaleni disegnati dai bambini e credere che dopo il buio ci saremmo ritrovati in un mondo migliore. Il collega d\u2019ufficio avrebbe smesso di grugnirsi addosso, i giovani avrebbero ceduto il posto sull\u2019autobus, la vicina di casa ti avrebbe portato una torta e, voglio esagerare, tua figlia ti avrebbe finalmente dato ragione almeno una volta. Poi ci siamo svegliati. 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