{"id":187,"date":"2021-01-29T17:57:55","date_gmt":"2021-01-29T16:57:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/?p=187"},"modified":"2021-01-29T17:57:55","modified_gmt":"2021-01-29T16:57:55","slug":"la-morte-per-covid-raccontata-in-un-report","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/2021\/01\/29\/la-morte-per-covid-raccontata-in-un-report\/","title":{"rendered":"La morte per Covid raccontata in un report"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/01\/candle-2038736_1920.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-188\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/01\/candle-2038736_1920-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/01\/candle-2038736_1920-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/01\/candle-2038736_1920-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/01\/candle-2038736_1920-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/01\/candle-2038736_1920-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/01\/candle-2038736_1920.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I numeri non mentono mai, soprattutto se si tratta della conta di quanti non sono pi\u00f9 con noi a causa di questo maledetto Covid. E oggi i numeri dei morti sono una sferzata di realt\u00e0 violenta a tal punto da far stupire quanto riesca a passare sottotono nello stillicidio anestetizzato dei bollettini giornalieri che ci lasciano orwellianamente insensibili. In questi tempi di Covid la nostra \u201cAntologia di Spoon River\u201d \u00e8 uno scarno e tecnico <strong>report statistico (aggiornato al 17\/1\/21) pubblicato in gennaio dall\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0<\/strong> che descrive le caratteristiche dei <strong>63.573 pazienti deceduti per Covid<\/strong> in Italia. Tra le righe, quel numero accenna a uno stravolgimento sociale ancora non raccontato che oltre ad aver diminuito le aspettative di vita di 10 anni, in alcune regioni ha toccato 4 persone su 10 e coinvolto chiss\u00e0 quante famiglie con dolori difficili da rimarginare. La battaglia contro il virus che oggi vede in prima linea la generazione, quella degli over 70 (dei Beatles, dei Rolling Stones, delle battaglie sociali) nasconde un problema sociale ben\u00a0 pi\u00f9 rilevante che oltre a determinare un numero importante di\u00a0 bambini che non verranno concepiti e di adolescenti che si dovranno confrontare con una cultura della socializzazione e dell\u2019istruzione disastrata colpir\u00e0 principalmente quelli che oggi sono bambini che subiranno le conseguenze indirette pi\u00f9 devastanti in termini sociali ed economici: la <strong>Lost Generation<\/strong> come viene chiamata da un recente studio dell\u2019<strong>Unicef<\/strong>.<\/p>\n<p>Oltre alle tante possibilit\u00e0 di lettura sociologica la tabella dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 offre riferimenti a cui potersi collegare per una rilettura di un anno appena passato e per gli approcci futuri costituendo la matassa su cui si avvolger\u00e0 il filo di questa pandemia. \u00c8 risaputo che il contributo pi\u00f9 alto in vite \u00e8 stato dato dalla <strong>generazione tra i 75 e gli 80 anni<\/strong> che costituiscono la media delle perdite di cui il 94% morta per insufficienza respiratoria. la Lombardia ha pagato il debito pi\u00f9 alto con 4 morti per Covid ogni 10 persone (37,9%), circa 1 ogni 10 in milia Romagna (10,6%), in Piemonte (8,7%) e in Veneto (8%). Le altre regioni seguono con un netto distacco questa macabra statistica a testimoniare quanto diversa possa essere la percezione del pericolo sul territorio italiano quando pi\u00f9 si diluisce non il contatto diretto con la mortalit\u00e0 che nella maggior parte delle regioni italiana si attesa su percentuali che possono risultare invisibili (al fondo dell\u2019elenco Calabria, Basilicata e Molise con lo 0,3% di decessi). Il dato che maggiormente stupisce considerata la presenza di una forte comunit\u00e0 in Lombardia \u00e8 quello della Calabria (0,8%) che rende merito alle azioni della governatrice Iole Santelli.<\/p>\n<p>Il primo impatto offerto dai dati porta a riflettere su come l\u2019Italia non sia stata in grado di controllare l\u2019<strong>epidemia nel periodo estivo<\/strong> quando, con il virus \u2018in letargo\u2019, si \u00e8 diffusa una pericolosa euforia da \u2018liberi tutti\u2019. Non a caso, rispetto ai numeri di marzo-maggio (circa 34 mila decessi, scesi tra giugno e settembre a circa 27 mila), la seconda ondata ha duplicato i decessi superando i 63 mila morti tra ottobre e dicembre, malgrado la maggior conoscenza del virus e l\u2019uso di farmaci pi\u00f9 appropriati. Comunque la si voglia ritenere queste perdite umane restano segni indelebili che ci raccontano una storia da non dimenticare che ci deve portare ad una maggior consapevolezza nei confronti di un virus mutevole con cui dobbiamo ancora imparare a convivere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I numeri non mentono mai, soprattutto se si tratta della conta di quanti non sono pi\u00f9 con noi a causa di questo maledetto Covid. E oggi i numeri dei morti sono una sferzata di realt\u00e0 violenta a tal punto da far stupire quanto riesca a passare sottotono nello stillicidio anestetizzato dei bollettini giornalieri che ci lasciano orwellianamente insensibili. 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