{"id":209,"date":"2021-07-29T13:50:21","date_gmt":"2021-07-29T11:50:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/?p=209"},"modified":"2021-07-29T13:59:26","modified_gmt":"2021-07-29T11:59:26","slug":"bologna-patrimonio-dellumanita-per-40-km","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/2021\/07\/29\/bologna-patrimonio-dellumanita-per-40-km\/","title":{"rendered":"Bologna: un patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0 lungo 40 km"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/07\/bologna-2362008_1920.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-210\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/07\/bologna-2362008_1920-300x201.jpg\" alt=\"Bologna, Portici di San Luca\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/07\/bologna-2362008_1920-300x201.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/07\/bologna-2362008_1920-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/07\/bologna-2362008_1920-768x514.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/07\/bologna-2362008_1920-1536x1028.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/fontanella\/files\/2021\/07\/bologna-2362008_1920.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La 44\u00b0 sessione <strong>Unesco<\/strong> tenutasi ieri a Funzhou in Cina ha riconosciuto i <strong>portici di Bologna<\/strong> come <strong>patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0<\/strong>. I siti riconosciuti nel mondo sono 1135 in 167 Nazioni e l\u2019Italia, che ora ne conta 58, \u00e8 al primo posto seguita dalla Cina. Ottimo risultato come commenta il Ministro della Cultura Dario Franceschini soprattutto alla vigilia del G20 Cultura che l\u2019Italia si appresta ad ospitare per la prima volta. Particolarmente felice \u00e8 il Sottosegretario alla Cultura <strong>Lucia<\/strong> <strong>Borgonzoni<\/strong> che, da bolognese doc, non nasconde il suo l\u2019entusiasmo. &#8220;<em>Un riconoscimento dovuto ma inaspettato che per questo \u00e8 stato maggiormente apprezzato, grazie all&#8217;impegno e al lavoro degli uffici del MiC, della diplomazia, dell&#8217;assessore Orioli con gli uffici del comune<\/em> &#8211; spiega l\u2019onorevole Borgonzoni -, <em>ha permesso a Bologna e ai suoi portici di raggiungere questo traguardo Sono doppiamente entusiasta, non solo per il riconoscimento ottenuto ma anche perch\u00e9 Bologna \u00e8 la mia citt\u00e0\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>I portici per Bologna non rappresentano solo uno splendido scenario architettonico come le sue torri: per i bolognesi sono un modo di vivere, luogo di incontro, spazio di formazione dello spirito collettivo. Nati spontaneamente nel Medioevo, per la necessit\u00e0 pratica di aumentare gli spazi abitativi sovrastanti e di proteggesse merci e passanti dalle intemperie, sono diventati la rappresentazione della socialit\u00e0 bolognese. Dalla\u00a0\u00a0loro prima testimonianza nel 1041\u00a0le vie porticate si estendono e si trasformano in sintonia con la citt\u00e0 sempre pi\u00f9 autorevole. Dal XIV secolo, per l\u2019aumento dei dottori e degli studenti della storica <strong>Universit\u00e0 Alma Mater<\/strong> gli statuti comunali attuano bandi specifici per incentivare la creazione di nuovi portici e obbligare le case che ne erano prive ad adeguarsi. Si richiedono caratteristiche regolari\u00a0(2,66 mt di altezza e pari di larghezza)\u00a0accentuandone cos\u00ec l\u2019armonia e offrendo il grande insegnamento di quanto una buona gestione in termini di opere pubbliche possa offrire risultati unici. Dal 1568 gli antichi portici medioevali in legno scompaiono (visibili in alcune parti della citt\u00e0 come Casa Isolani o Casa Grassi) per lasciare spazio alla loro trasformazione in laterizio. Nel mentre per\u00f2, secolo dopo secolo, Bologna si \u00e8 infittita di una rete di luoghi pubblici coperti che avrebbero per sempre segnato lo scorrere della vita. Alcuni vantano dettagli particolari, come <strong>via Senzanome nel quartiere Saragozza<\/strong> che dai 95 centimetri di larghezza ancora lascia supporre\u00a0la particolarit\u00e0 malfamata della\u00a0zona;\u00a0altri sono unici, come il <strong>portico di San Luca<\/strong> che con i suoi 3.796 metri di estensione <strong>\u00e8 il portico pi\u00f9 lungo al mondo<\/strong>.<\/p>\n<p>Il riconoscimento Unesco \u00e8 sicuramente un traguardo importante nell\u2019ambito della salvaguardia internazionale dell\u2019arte e del paesaggio e l\u2019Italia come sempre si dimostra essere uno scrigno di meraviglie. Di certo l\u2019occasione potrebbe essere da stimolo per gli italiani\u00a0desiderosi di rituffarsi nel turismo lento e nella\u00a0bellezza. Basta\u00a0andare a Bologna per perdersi nei suoi indimenticabili <strong>40 km di magnifici ed indimenticabili portici<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La 44\u00b0 sessione Unesco tenutasi ieri a Funzhou in Cina ha riconosciuto i portici di Bologna come patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0. I siti riconosciuti nel mondo sono 1135 in 167 Nazioni e l\u2019Italia, che ora ne conta 58, \u00e8 al primo posto seguita dalla Cina. Ottimo risultato come commenta il Ministro della Cultura Dario Franceschini soprattutto alla vigilia del G20 Cultura che l\u2019Italia si appresta ad ospitare per la prima volta. 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