{"id":10060,"date":"2017-06-25T18:19:17","date_gmt":"2017-06-25T18:19:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10060"},"modified":"2017-06-27T18:11:20","modified_gmt":"2017-06-27T18:11:20","slug":"omaggio-al-granduca-agli-uffizi-la-mostra-dei-piatti-di-san-giovanni-memoria-dei-piatti-dargento-per-la-festa-di-san-giovanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/06\/25\/omaggio-al-granduca-agli-uffizi-la-mostra-dei-piatti-di-san-giovanni-memoria-dei-piatti-dargento-per-la-festa-di-san-giovanni\/","title":{"rendered":"Omaggio al Granduca. Agli Uffizi la mostra dei \u201cpiatti di San Giovanni\u201d. Memoria dei Piatti d\u2019Argento per la Festa di San Giovanni."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-25-e1498413272258.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10061\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-25-e1498413272258.jpg\" alt=\"Fig.-25\" width=\"374\" height=\"249\" \/><\/a>Con questa mostra le Gallerie degli Uffizi hanno voluto mettere in luce <strong>un episodio tanto appassionante quanto poco noto dell\u2019oreficeria italiana tra Sei e Settecento, che trae la sua origine dalla ricorrenza di San Giovanni Battista, solennemente festeggiata a Firenze gi\u00e0 in antico il 24 giugno di ogni anno, e dalle relazioni diplomatiche di Casa Medici che estendeva la sua influe<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-17-e1498413310306.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-10062 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-17-e1498413310306.jpg\" alt=\"Fig.-17\" width=\"276\" height=\"342\" \/><\/a><\/strong><strong>nz<\/strong><strong>a sull<\/strong><strong>\u2019ambiente curiale romano.<\/strong> <strong>Queste circostanze portarono nelle collezioni medicee una straordinaria raccolta di piatti istoriati d\u2019argento, eseguiti su disegno dei pi\u00f9 significativi artisti romani del tempo.\u00a0<\/strong>Il <strong>cardinale<\/strong> <strong>Lazzaro Pallavicini, originario di Genova<\/strong>, volen<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-15-e1498413359552.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10063\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-15-e1498413359552.jpg\" alt=\"Fig.-15\" width=\"283\" height=\"351\" \/><\/a><\/strong>do porre la sua Casata ai vertici dell\u2019aristocrazia romana, avvi\u00f2 le trattative per il matrimonio della nipote <strong>Maria Camilla con Giovan Battista Rospigliosi<\/strong>, nipote di papa Clemente IX, matrimonio che fu celebrato nel 1670 con la benedizione del Cosimo III dei Medici. Riconoscente per i molti favori ricevuti dal Granduca, il Cardinale aveva disposto, per legato testamentario, che il suo erede dovesse donare al Granduca fiore<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-18a-e1498413407682.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-10064 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-18a-e1498413407682.jpg\" alt=\"Fig.-18a\" width=\"311\" height=\"388\" \/><\/a>ntino e dopo di lui al suo primogenito un argento lavorato il cui valore ammontasse a trecento scudi e cos\u00ec fu fatto dopo la morte del cardinale, avvenuta il 20 aprile 1680. <strong>L\u2019erede designato era il secondogenito di Giovan Battista Rospigliosi, Nicol\u00f2 che avrebbe assunto il nome della Casata Pallavicini, mentre il primogenito Clemente Domenico avrebbe mantenuto<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-16-e1498413470250.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10065\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-16-e1498413470250.jpg\" alt=\"Fig.-16\" width=\"285\" height=\"353\" \/><\/a><strong> il nome e i beni dei Rospigliosi.<\/strong><br \/>\nA<strong> partire dal 1680 e per ben cinquantotto anni Cosimo III e il suo suc<\/strong><strong>cessore, il figlio Gian Gastone, ricevettero altrettanti pregiati bacili d\u2019argento con storie che illustravano i fasti dinastici della Casata fiorentina<\/strong>. Solo per il primo anno, 1680, per il poco tempo a disposizione, la famiglia offr\u00ec un <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-9-e1498413508330.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-10066 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-9-e1498413508330.jpg\" alt=\"Fig.-9\" width=\"264\" height=\"330\" \/><\/a>bacino gi\u00e0 in loro possesso, del tutto simile ad altri noti, uno dei quali, oggi conservato nell\u2019Ashmolean Museum di Oxford, esposto in mostra, offre un confronto con la memoria del piatto donato ai Medici. Le ricerche condotte in occasione della mostra hanno permesso di stabilire che negli anni immediatamente successivi ad occuparsi dell\u2019adempimento del legato fu il cardinale <strong>Giacomo Rospigliosi<\/strong>, che si serv\u00ec dei <strong>disegni di Carlo Maratti<\/strong>, <strong>tra i massimi esponenti della pittura romana della seconda met\u00e0 del Seicento, disegni conservati a Chatsworth ed esposti in mostra<\/strong>. Alla morte del Cardinale Giacomo (1684) fu <strong>Giovan Battista Rospigliosi<\/strong>, in nome del figlio Nicol\u00f2 in tenera et\u00e0, <strong>a proseguire nelle volont\u00e0 del Pallavicini, fino alla morte avvenuta nel 1722<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-26-e1498413643207.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10067\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-26-e1498413643207.jpg\" alt=\"Fig.-26\" width=\"300\" height=\"322\" \/><\/a>Nel tempo l\u2019elaborazione delle composizioni pass\u00f2 ai pi\u00f9 valenti pittori al servizio dei Rospigliosi (<strong>Ciro Ferri, Pietro Lucatelli, Ludovico Gimignani, Lazzaro Baldi, Filippo Luzi, Giuseppe, Carlo e Tommaso Chiari<\/strong>), <strong>mentre dal 1700 furono spesso gli argentieri a progettare le tese<\/strong>. <strong>I disegni noti, provenienti da musei italiani ed esteri e da collezioni private, sono t<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-24b-e1498413678110.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10068 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-24b-e1498413678110.jpg\" alt=\"Fig.-24b\" width=\"329\" height=\"317\" \/><\/a><strong>utti esposti in mostra. <\/strong>I nomi degli argentieri d\u2019Oltralpe e romani, che sbalzarono e cesellarono l\u2019argento dei bacini, sono emersi dai documenti degli archivi romani.<br \/>\n\u201cI piatti di San\u00a0Giovanni\u201d, come sottolinea il direttore delle Gallerie degli <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10069\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-2.jpg\" alt=\"thumbs_Fig.-2\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-2.jpg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-2-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>Uffizi Eike D. Schmidt \u201crappresentavano una celebrazione di Casa Medici, riconoscendone e testimoniandone i grandi meriti nel governo della Toscana attraverso il ricorso a figurazioni che riconducono a valori eterni e a fatti contingenti. Le ricerche condotte in questa occasione hanno portato a una lettura puntuale delle singole scene, sia per le figurazioni allegoriche che rispondono ai pi\u00f9 noti repertori di iconologia, sia per le scene storiche esemplate su una profonda conoscenza degli avvenimenti. Si riall<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-24a.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10070 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-24a.jpg\" alt=\"thumbs_Fig.-24a\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-24a.jpg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-24a-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>acciavano, tali virtuosismi orafi, ai fasti dinastici messi in figura negli affreschi di Palazzo Pitti, dalla \u2018sala di Giovanni da san\u00a0Giovanni\u2019, dove la mostra \u00e8 allestita sotto l\u2019occhio vigile di Lorenzo il Magnifico, celebrato nei \u2018piatti\u2019 come politico, per le sue qualit\u00e0 diplomatiche, e come uomo di cultura, per l\u2019Accademia Platonica, fino alle apoteosi di Pietro da Cortona e di Ciro Ferri nelle sale della Galleria Palatina.\u201d<\/p>\n<p><strong>A<\/strong> <strong>Firenze gli argenti arrivati in dono a Cosimo III erano conservati gelosamente nella Guardaroba di Palazzo Vecchio, mentre quelli donati al tempo di Gian Gastone rimasero nella residenza di Palazzo Pit<\/strong><strong>ti. <\/strong>Estinta la dinastia medicea, nonostante il Patto di Famiglia stipulato il 31 ottobre 1737 fra Anna Maria Luisa Elettrice Palatina e il nuovo granduca di Toscana Francesco Stefano di Lorena, i piatti di San Giovanni, come tutti gli altri argenti, furono considerati una preziosa risorsa per ripianare il bilancio precario dello Stato toscano al fine di favorire le imprese militari. La difesa del patrimonio mediceo da parte dell\u2019ultima dei Medici fu strenua, come dimostra il carteggio esposto i<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-22.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10073\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-22.jpg\" alt=\"thumbs_Fig.-22\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-22.jpg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-22-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>n mostra, dove si fa esplicito riferimento ai \u2018piatt<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10072 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-21.jpg\" alt=\"thumbs_Fig.-21\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-21.jpg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/thumbs_Fig.-21-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>i di san Giovanni\u2019, visti come una celebrazione della sua Casata. I piatti, a parte i primi due sicuramente fusi per ordine lorenese, erano ancora presenti negli anni 1789 \u2013 1791, quando vennero esposti nella sala delle medaglie della Galleria degli Uffizi, incorniciati come veri e propri quadri. Le esigenze di spazio e la scarsa considerazione in cui caddero ne decretarono la scomparsa.<br \/>\n<strong>Dei \u2018pia<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-11-e1498413949538.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10074 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Fig.-11-e1498413949538.jpg\" alt=\"Fig.-11\" width=\"275\" height=\"344\" \/><\/a><strong>tti di san Giovanni\u2019 sarebbe svanito anche il ricordo se la Manifattura Ginori di Doccia, per volont\u00e0 del suo fondatore, il marchese Carlo Ginori, tra il 1746 e il 1748 non avesse fatto realizzare dall\u2019argentiere Pietro Romolo Bini, gi\u00e0 attivo nella Galleria dei Lavori, le forme in gesso tratte dagli originali in argento da cui<\/strong><strong> sono derivati i calchi in gesso esposti in mostra.<\/strong> L\u2019intento era probabilmente di trattenere la memoria della magnificenza dei bacini, prevedendone forse una traduzione in porcellana, anche se uno solo, il primo della serie, fu realizzato dalla manifattura, attualmente conservato nel Museo Duca di Martina di Napoli, \u00e8 esposto in mostra. La fortuna dei bacili nella manifattura prosegu\u00ec nell\u2019Ottocento, dove alcuni di essi furono replicati in porcellana per l\u2019Esposizione internazionale di Parigi del 1867, ma gi\u00e0 a quella italiana del 1861 troviamo il primo piatto della serie abbinato ad un mesciroba tardobarocco, esposto in mostra, probabilmente con l\u2019intento di evocare le \u201cacquereccie\u201d con vassoio di celliniana memoria. All\u2019Esposizione di Torino del 1884 la Ginori registra le variazioni del gusto, ma continua a proporre i bacili seppur nella sola ripresa della tesa da abbinare a piatti riproducenti dipinti, con la funzione di cornice, come visibile dagli esemplari in mostra.<br \/>\n<strong>Oggi i calchi, donati molti anni fa dal marchese Leonardo Ginori Lisci alle Gallerie fiorentine, sono esposti nelle sale di Palazzo Pitti che accolgono il Tesoro dei Medici e sono l\u2019unica testimonianza tangibile della magnificenza della perduta serie in argento.<\/strong><br \/>\nDa questi nel 1999 \u00e8 stata eseguita una versione con la tecnica dell\u2019elettroformatura, utilizzata a scopo scenografico, con lo stesso fine con cui viene riproposta in mostra. Essa consente al visitatore di immaginare quale potesse essere la preziosit\u00e0 dell\u2019omaggio fatto ai granduchi fiorentini, unitamente ad un video che spiega la complessit\u00e0 delle tecniche messe in atto dagli argentieri romani e dalla Manifattura Ginori di Doccia.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Con questa mostra le Gallerie degli Uffizi hanno voluto mettere in luce un episodio tanto appassionante quanto poco noto dell\u2019oreficeria italiana tra Sei e Settecento, che trae la sua origine dalla ricorrenza di San Giovanni Battista, solennemente festeggiata a Firenze gi\u00e0 in antico il 24 giugno di ogni anno, e dalle relazioni diplomatiche di Casa Medici che estendeva la sua influenza sull\u2019ambiente curiale romano. Queste circostanze portarono nelle collezioni medicee una straordinaria raccolta di piatti istoriati d\u2019argento, eseguiti su disegno dei pi\u00f9 significativi artisti romani del tempo.\u00a0Il cardinale Lazzaro Pallavicini, originario di Genova, volendo porre la sua Casata ai vertici [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/06\/25\/omaggio-al-granduca-agli-uffizi-la-mostra-dei-piatti-di-san-giovanni-memoria-dei-piatti-dargento-per-la-festa-di-san-giovanni\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,59325,9894,53794,41640,46356,28386,44441,87,35185,17505,35188,35291,28369,44504,51665,4625],"tags":[255729,255727,255728,255731,66812,255735,255740,255730,255736,255737,255734,255733,255738,17520,255739,255732],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10060"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10060"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10060\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10077,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10060\/revisions\/10077"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10060"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10060"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10060"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}