{"id":10164,"date":"2017-07-10T19:42:03","date_gmt":"2017-07-10T19:42:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10164"},"modified":"2017-07-10T19:42:03","modified_gmt":"2017-07-10T19:42:03","slug":"renato-tomassi-1884-1972-dalle-secessioni-al-realismo-magico-una-sorprendente-mostra-alla-galleria-berardi-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/07\/10\/renato-tomassi-1884-1972-dalle-secessioni-al-realismo-magico-una-sorprendente-mostra-alla-galleria-berardi-di-roma\/","title":{"rendered":"Renato Tomassi (1884-1972). Dalle secessioni  al realismo magico. Una sorprendente mostra alla Galleria Berardi di Roma."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/b4621020-aaf3-4a6b-91bc-5d738bd9248b-e1499715322948.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10165\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/b4621020-aaf3-4a6b-91bc-5d738bd9248b-e1499715322948.jpg\" alt=\"b4621020-aaf3-4a6b-91bc-5d738bd9248b\" width=\"341\" height=\"620\" \/><\/a><strong>Un artista esemplare \u00e8 stato Renato Tomassi (1884-1972). Ora una bellissima mostra \u00e8 in corso a Roma alla Galleria Berardi, \u00a0\u00a0che doveva essere \u00a0aperta fino al 10 giugno, \u00a0ma\u00a0 ora \u00e8 stata prolungata fino a luglio per il successo\u00a0 e l\u2019interesse\u00a0 verso un nome tutto da riscoprire. \u00a0Autodidatta, scrupoloso osservatore e abile disegnatore, ritrattista di successo dei membri della colonia tedesca residente nella Capitale, Renato Tomassi ha rappresentato la personalit\u00e0 che meglio di ogni altra ha incarnato la passione per la cultura secessionista mitteleuropea che contraddistinse la Roma del primo Novecento. Considerato il principale seguace romano dei tedeschi Otto Greiner e Sigmund Lipinsky, Tomassi prese da questi gli spunti per costruire, all\u2019inizio del secolo, un linguaggio personale caratterizzato da tensione lineare e lucida capacit\u00e0 analitica del tutto originale; sebbene distante dai movimenti d\u2019avanguardia, egli si dimostr\u00f2 tuttavia un elemento importante di quel tessuto connettivo che, con lo sguardo rivolt\u00f2 al di l\u00e0 delle Alpi, costitu\u00ec uno dei terreni di elaborazione dei linguaggi pi\u00f9 avanzati. All\u2019indomani della Grande Guerra, l\u2019artista divenne poi uno dei pi\u00f9 richiesti ritrattisti romani \u2013 il <em>Ritratto di Irene Ibsen <\/em>(collezione privata), nipote del celeberrimo drammaturgo norvegese, esposto alla prima Biennale romana nel 1921, ne rappresenta uno dei punti pi\u00f9 alti \u2013 genere che port\u00f2 avanti assieme a soggetti pi\u00f9 intimi e privati, a paesaggi della campagna romana, fino anche a opere pubbliche, la pi\u00f9 nota delle quali \u00e8 la decorazione a mosaico della chiesa di San Roberto Bellarmino, a Roma.<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/40574000-7189-4bcb-ad3d-65f0f9de2c2f-e1499715370831.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-10166 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/40574000-7189-4bcb-ad3d-65f0f9de2c2f-e1499715370831.jpg\" alt=\"40574000-7189-4bcb-ad3d-65f0f9de2c2f\" width=\"406\" height=\"614\" \/><\/a><\/p>\n<p>La selezione di opere esposte alla Galleria Berardi, alcune inedite, danno conto dell\u2019evoluzione stilistica e personale dell\u2019artista romano, dai ritratti a china e pastello del primo quindicennio del Novecento carichi di echi tedeschi e mitteleuropei (ne \u00e8 un esempio tardo <em>Attendendo gli aeroplani austriaci<\/em>, 1917), fino a giungere ai lavori della maturit\u00e0, i quali viaggiano sul doppio binario di una pittura pastosa e materica che caratterizza i dipinti realizzati a Capri nel 1923 (<em>La terrazza <\/em>e <em>Finestra a Capri<\/em>) e di un linearismo animato da colori chiari e brillanti tipici dei ritratti in interni degli anni Venti e Trenta, in cui il tempo sembra sospeso, quasi una interpretazione personale del contemporaneo Realismo magico (<em>Mia moglie<\/em>, 1926 e <em>Ritratto di Andrea<\/em>, 1932). Una piccola sezione della mostra \u00e8 dedicata anche alle opere eseguite dopo il trasferimento in Germania nel 1936, dove l\u2019artista rielabor\u00f2 in modo personale, con pennellate sfatte e colori saturi, motivi e stilemi dell\u2019espressionismo tedesco. Al centro dell\u2019esposizione emergono i due ritratti di attendenti realizzati da Tomassi nel 1917 (<em>Il mio attendente<\/em> e <em>In posa<\/em>) quando era ufficiale durante la guerra, a Trento, che dimostrano, nella composizione fotografica e nella libert\u00e0 della pennellata, una grande capacit\u00e0 dell\u2019artista di reinventarsi continuamente.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 accompagnata da una monografia di Matteo Piccioni, con un&#8217;introduzione di Cinzia Virno, che ripercorre criticamente l\u2019intera parabola artistica di Tomassi puntando sulla contestualizzazione del suo lavoro e valutando \u2013 oltre l\u2019evoluzione stilistica \u2013 le relazioni artistiche e culturali del pittore, le principali influenze, le esposizioni e la ricezione critica, al fine di far emergere la sua posizione tra i protagonisti del Novecento romano. <strong>E, dunque, non perdetevi la mostra, un gioiello dell\u2019arte contemporanea.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un artista esemplare \u00e8 stato Renato Tomassi (1884-1972). Ora una bellissima mostra \u00e8 in corso a Roma alla Galleria Berardi, \u00a0\u00a0che doveva essere \u00a0aperta fino al 10 giugno, \u00a0ma\u00a0 ora \u00e8 stata prolungata fino a luglio per il successo\u00a0 e l\u2019interesse\u00a0 verso un nome tutto da riscoprire. \u00a0Autodidatta, scrupoloso osservatore e abile disegnatore, ritrattista di successo dei membri della colonia tedesca residente nella Capitale, Renato Tomassi ha rappresentato la personalit\u00e0 che meglio di ogni altra ha incarnato la passione per la cultura secessionista mitteleuropea che contraddistinse la Roma del primo Novecento. 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