{"id":10168,"date":"2017-07-11T19:51:55","date_gmt":"2017-07-11T19:51:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10168"},"modified":"2017-07-11T19:51:55","modified_gmt":"2017-07-11T19:51:55","slug":"marco-maria-zanin-e-il-suo-dio-e-nei-frammenti-alla-galleria-civica-di-modena-la-mostra-che-esplora-il-presente-fra-post-concettualismo-e-post-minimalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/07\/11\/marco-maria-zanin-e-il-suo-dio-e-nei-frammenti-alla-galleria-civica-di-modena-la-mostra-che-esplora-il-presente-fra-post-concettualismo-e-post-minimalismo\/","title":{"rendered":"Marco Maria Zanin e il suo  \u201cDio \u00e8 nei frammenti\u201d. Alla Galleria Civica di Modena  la mostra che esplora  il presente fra post-concettualismo e post-minimalismo."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/MG_3381_li0-e1499802344324.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10169\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/MG_3381_li0-e1499802344324.jpg\" alt=\"_MG_3381_li(0)\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a>La mostra \u201c<em>Marco Maria Zanin. Dio \u00e8 nei frammenti\u201d,<\/em> alla Galleria Civica di Moderna e aperta fino al 16 luglio, attraverso le fotografie e le sculture, esplora il tema della memoria e delle radici nella societ\u00e0 contemporanea mediante un&#8217;opera di reinterpretazione di scarti prodotti dal tempo: detriti e oggetti che per Zanin, sulla scorta del filosofo francese Georges Didi-Huberman, sono \u201csintomi\u201d della sopravvivenza lungo le epoche di valori umani archetipici.<\/strong> L&#8217;indagine si muove tra la civilt\u00e0 rurale del Veneto, sua regione di origine, e la megalopoli di San Paolo, dove vive alcuni mesi all&#8217;anno, due luoghi profondamente diversi nel modo di vivere il passato e il presente, ma fortemente legati dai fenomeni migratori dall&#8217;Italia al Brasile tra XIX e XX secolo. <strong>La costruzione della mostra si sostiene su \u00a0concettualismo\u00a0 e reperti minimali attinti dal mondo che ci attornia, da oggetti e \u201cframmenti\u201d che fanno parte della storia del\u00a0 mondo, di quella perenne creazione che centrifuga il creato per cui\u00a0 \u201cDio \u00e8 nei frammenti\u201d. Zanin \u00e8 riuscito a venir fuori,\u00a0 come pochi ormai in Europa, da ogni assillo storico e postmoderno per consegnarci una svolta nuova, una pagina diversa e incantevole, di arte del presente.\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/MG_3391_li-e1499802377212.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10170\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/MG_3391_li-e1499802377212.jpg\" alt=\"_MG_3391_li\" width=\"420\" height=\"274\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong>Attrezzi del mondo contadino vengono tagliati e fotografati, assumendo forme inedite dal carattere totemico, mentre da frammenti di edifici moderni demoliti sono tratte sculture in porcellana, oppure nature morte che riecheggiano Giorgio Morandi, maestro con cui l&#8217;artista istituisce in mostra un intenso dialogo. Gli interventi di trasformazione degli oggetti di Zanin costituiscono \u201cun invito a lavorare con la materia psichica della memoria assieme all&#8217;immaginazione\u201d. Marco Maria Zanin \u00e8 stato selezionato dalla Galleria Civica di Modena nell&#8217;ambito del progetto <strong>Level 0<\/strong>, promosso da <strong>ArtVerona<\/strong> in collaborazione con 14 musei e istituzioni d\u2019arte contemporanea italiani, per offrire supporto e visibilit\u00e0 agli artisti emergenti esposti in occasione dell\u2019ultima edizione della fiera, dove l&#8217;artista era proposto dalla Galleria Spazio Nuovo di Roma. La mostra \u00e8 patrocinata dall&#8217;<strong>Ambasciata del Brasile<\/strong>. E&#8217; una piccola opera d&#8217;arte il libro d&#8217;artista <strong><em>Marco Maria Zanin.Dio \u00e8 nei frammenti<\/em><\/strong>, che accompagna la mostra del giovane artista padovano, visitabile fino al 16 luglio nelle sale superiori di Palazzo Santa Margherita, sede della Galleria Civica di Modena.Disegnata dall&#8217;artista insieme a Luca Lattuga, la pubblicazione nasconde, all&#8217;interno dello scrigno in cui si inserisce il catalogo fotografico, un piccolo intervento scultoreo, un truciolo di legno ritrovato da Marco Maria Zanin nel laboratorio di falegnameria del nonno. Ogni libro si presenta dunque un pezzo unico, come unici sono i frammenti lignei, residui di un lavoro manuale, a cui la ricerca artistica di Zanin si collega costantemente.<br \/>\nIl volume, in <strong>400 edizioni numerate<\/strong>, \u00e8 disponibile al bookshop di Palazzo Santa Margherita a costo di<strong> 20 euro<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Marco Maria Zanin<\/strong> (Padova, 1983) si laurea prima in Lettere e Filosofia e poi in Relazioni Internazionali, ottenendo un master in psicologia. Sviluppa contemporaneamente l\u2019attivit\u00e0 artistica, e compie numerosi viaggi e soggiorni in diverse parti del mondo, mettendo in pratica quell\u2019esercizio di \u2018dislocamento\u2019 fondamentale per l\u2019analisi critica dei contesti sociali, e per alimentare la sua ricerca tesa a individuare gli spazi comuni della comunit\u00e0 umana. Mito e archetipo come matrici sommerse dei comportamenti contemporanei sono il centro della sua indagine, che si snoda sull\u2019osservazione della relazione tra l\u2019uomo, il territorio e il tempo.<br \/>\nSceglie come strumento privilegiato la fotografia, che \u00e8 spesso usata mescolando tecniche diverse e superando i confini di altre discipline artistiche. Scrive del suo lavoro: \u201cLa fotografia mi aiuta a riallacciare la realt\u00e0 fisica a spazi metafisici che si mescolano con i luoghi pi\u00f9 profondi dell\u2019identit\u00e0 umana, dove il silenzio, pi\u00f9 di ogni descrizione, \u00e8 la via per avvicinarci a toccare ci\u00f2 che ci circonda.\u201d Tra le mostre personali si segnalano <em>O Lado Direito do Avesso<\/em>, curata da Paulo Miyada, Oficina Cultural Oswald de Andrade, S\u00e3o Paulo, Brazil (2014); <em>Etudes Photographiques<\/em>, Galleria Spazio Nuovo, Roma (2014); <em>Abitare l\u2019Anima<\/em>, curata da Fortunato d\u2019Amico, Fondazione Benetton, Treviso (2014). Tra le ultime partecipazioni a mostre collettive si segnalano <em>Uno sguardo italiano, Rencontres d\u2019Arles<\/em>, Arles (2016); <em>Periscope<\/em>\u00a0curata da Claudio Composti, Festival Fotografico Europeo, Milano (2016); <em>Duas Naturezas<\/em>, Central Galeria, San Paolo (2017); <em>Attualit\u00e0 di Morandi\u00a0<\/em>curata da Alessia Masi, Museo Morandi, MAMbo, Bologna (2017).<br \/>\nHa fondato, insieme al curatore Carlo Sala e ad altri, Humus Interdisciplinary Residence, una residenza per artisti, attori di altre discipline con l\u2019obiettivo di stimolare riletture delle identit\u00e0 locali delle periferie rurali del Veneto. Vive e lavora tra Padova e San Paolo del Brasile.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra \u201cMarco Maria Zanin. 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