{"id":10248,"date":"2017-07-20T22:56:13","date_gmt":"2017-07-20T22:56:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10248"},"modified":"2017-07-21T06:10:24","modified_gmt":"2017-07-21T06:10:24","slug":"alla-germania-il-premio-per-il-miglior-padiglione-alla-57-esposizione-internazionale-darte-di-venezia-lopera-ultra-concettuale-e-un-ritratto-nudo-e-crudo-del-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/07\/20\/alla-germania-il-premio-per-il-miglior-padiglione-alla-57-esposizione-internazionale-darte-di-venezia-lopera-ultra-concettuale-e-un-ritratto-nudo-e-crudo-del-potere\/","title":{"rendered":"Alla Germania  il Premio per il Miglior Padiglione, alla  57\u00b0  Esposizione  Internazionale  d\u2019Arte di Venezia. L\u2019opera ultra concettuale \u00e8  un ritratto nudo e crudo del potere."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/63913-01_Anne_Imhof_Photo_Nadine_Fraczkowski.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10249\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/63913-01_Anne_Imhof_Photo_Nadine_Fraczkowski.jpg\" alt=\"63913-01_Anne_Imhof_Photo_Nadine_Fraczkowski\" width=\"486\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/63913-01_Anne_Imhof_Photo_Nadine_Fraczkowski.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/63913-01_Anne_Imhof_Photo_Nadine_Fraczkowski-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 486px) 100vw, 486px\" \/><\/a>Su invito della <strong>curatrice Susanne Pfeffer<\/strong>, l&#8217;artista\u00a0<strong>Anne Imhof<\/strong> ha realizzato per il <strong>Padiglione Tedesco alla 57. Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2013 La Biennale di Venezia<\/strong> <strong>un lavoro titolato \u201cFaust\u201d. L\u2019intervento dell\u2019artista tedesca \u00e8 stato premiato con il Leone d\u2019Oro. L\u2019opera ultra concettuale e completata da una performance, \u00e8 un rito molto nudo e crudo del potere che stritola l\u2019uomo e lo rende inerme, meglio lo cosifica.<\/strong> Nell\u2019adattamento agli spazi e all&#8217;edificio, la nuova opera, concepita insieme al consueto <em>team<\/em> di <em>performer<\/em>, si moltiplica in nuove e avvincenti composizioni, quasi si generassero per partogenesi. . \u201c<strong>Faust<\/strong>\u201d da un lato si presenta in una in scena di oltre cinque ore, dall\u2019altro in uno scenario fisso che permane per tutti i sette mesi. Esso <strong>\u00e8 costituito da una dinamica performativa, un\u2019installazione sculturale, una riduzione pittorica e una precisa coreografia degli angoli di visuale e dei movimenti che comprende l\u2019intero padiglione<\/strong>. \u201cFaust\u201d diventa non solo una presenza assoluta, che cattura subito l\u2019osservatore in modo immediato , ma addirittura uno spazio, una casa, un padiglione, un\u2019istituzione, uno stato. Persino il pavimento e le pareti in vetro rendono fluido lo spazio, come avviene spesso nei centri del potere e del denaro. E\u2019 cos\u00ec che i confini spaziali rivelano ogni cosa rendendola visibile, mettendola sotto pressione. Il pavimento solleva i corpi come sull\u2019altare e gli interpreti della performance ne amplificano le proporzioni dello spazio. Dappertutto, sopra e accanto a noi ci sono i corpi come fenomeno singolo e collettivo. In posizione rialzata e quasi fetale i performer si muovono attraverso, sotto e sopra il padiglione. Paiono su quei piedistalli in vetro vetri Se ne stanno in piedi su isolati piedistalli in vetro corpo, scultura e, potrei dire , merce. Balza agli occhi la scena irreale come ci trovassimo in una costruzione di potere e impotenza, arbitrio e autorit\u00e0, resistenza e libert\u00e0. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/Padiglione-Germania-foto-di-Irene-Fanizza-1-696x462.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10252\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/Padiglione-Germania-foto-di-Irene-Fanizza-1-696x462.jpg\" alt=\"Padiglione-Germania-foto-di-Irene-Fanizza-1-696x462\" width=\"381\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/Padiglione-Germania-foto-di-Irene-Fanizza-1-696x462.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/07\/Padiglione-Germania-foto-di-Irene-Fanizza-1-696x462-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a>Al di fuori nel proprio territorio, i cani sorvegliano la casa. Premuti contro il vetro, i corpi si deformano fino a sembrare un irriconoscibile ammasso di carne. Le mani parlano, anche quando soddisfano il proprio sesso. Tutto \u00e8 nudo come \u00e8 nuda la vita. Si pu\u00f2 parlare anche di economia sessuale. La masturbazione quale regressione e resistenza, quale morte della sessualit\u00e0 e, al contempo, quale immagine di una sessualit\u00e0 che serve solamente al consumo visivo. Il piacere non nasce nell\u2019atto sessuale, bens\u00ec nell\u2019atto del vedere ed esser visti. Liberi forzatamente da ogni personalit\u00e0, ecco la zombizzazione del corpo capitalizzato. \u201c<em>Il potere non ha mai saputo diffondersi cos\u00ec rapidamente nel corpo sociale e non \u00e8 mai stato cos\u00ec difficile da fissare<\/em>\u201d. (Paul B. Preciado). D\u2019altronde l\u2019essenza del capitalismo \u00e8 il consumo sfrenato dei corpi. La trasparenza del vetro rende allo sguardo del fruitore di andare verso gli interpreti della performance e poi tornare indietro; il vetro divisore crea distanza e autopercezione, un consapevolizzarsi dell\u2019osservazione. Gli sguardi si incontrano, ma non nasce una comunicazione, si perpetua un silenzio irreale. I performer scorgono qualcuno, ma non lo riconoscono. Si \u00e8 nel mezzo di atti performativi, ma non si sar\u00e0 mai parte di essi. Gli interpreti fanno la loro comparsa secondo il genere, ma certo in modo stereotipato. I movimenti individuali e i gesti del singolo sono in contraddizione con i movimenti uniformi e guidati da messaggi testuali, che ricordano dei codici sociali involontari e ripetuti incessantemente in modo meccanico. Cos\u00ec questi corpi ammaestrati e fragili sembrano un materiale permeato da strutture di potere invisibili. Sono soggetti in una lotta perenne con la propria cosificazione. Ai bio-tecno-corpi \u00e8 inerente la comunicazione mediale. I performer sono consapevoli che i loro gesti non sono fini a se stessi, ma che esistono soltanto nella loro medialit\u00e0. Tutto si consuma e diventa merce digitale. In un\u2019epoca fortemente caratterizzata dalla medialit\u00e0, le immagini non solo ritraggono la nostra realt\u00e0, ma la creano. In una societ\u00e0 quale quella che si presenta cos\u2019\u00e8 la colpa? Certo non legata a problemi religiosi bens\u00ec alla responsabilit\u00e0 individuale. E la malattia non \u00e8 un castigo divino, bens\u00ec una colpa propria. Ecco il corpo trasformato in capitale e il denaro ormai l\u2019unico parametro di riferimento. Il corpo \u00e8 oggetto di consumo del libero mercato. Nel capitalismo il dominio del denaro \u00e8 assoluto. Come nel \u201cFaust\u201d di Goethe, vogliamo vendere qualcosa che neanche c\u2019\u00e8. Non c\u2019\u00e8 l\u2019anima, non ci sono le merci dell\u2019economia finanziaria e tuttavia il sistema funziona. La resistenza a tutto ci\u00f2 diventa balneare solo come gruppo. E\u2019 certo che sulle balconate e sui recinti, sul fondo e sul tetto, i performer occupano quello che possiamo chiamare spazio, casa, padiglione, istituzione, o anche stato, ma uno stato anomalo .<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Su invito della curatrice Susanne Pfeffer, l&#8217;artista\u00a0Anne Imhof ha realizzato per il Padiglione Tedesco alla 57. Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2013 La Biennale di Venezia un lavoro titolato \u201cFaust\u201d. L\u2019intervento dell\u2019artista tedesca \u00e8 stato premiato con il Leone d\u2019Oro. L\u2019opera ultra concettuale e completata da una performance, \u00e8 un rito molto nudo e crudo del potere che stritola l\u2019uomo e lo rende inerme, meglio lo cosifica. 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