{"id":10299,"date":"2017-08-05T19:41:58","date_gmt":"2017-08-05T19:41:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10299"},"modified":"2017-08-05T19:41:58","modified_gmt":"2017-08-05T19:41:58","slug":"al-castello-aragonese-di-otranto-in-mostra-caravaggio-e-i-caravaggeschi-nellitalia-meridionale-dalla-collezione-della-fondazione-longhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/08\/05\/al-castello-aragonese-di-otranto-in-mostra-caravaggio-e-i-caravaggeschi-nellitalia-meridionale-dalla-collezione-della-fondazione-longhi\/","title":{"rendered":"Al Castello Aragonese di Otranto in mostra Caravaggio e i caravaggeschi nell\u2019Italia meridionale dalla collezione della Fondazione Longhi."},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cCaravaggio sar\u00e0 piuttosto il primo dell\u2019et\u00e0 moderna [\u2026]. Il pubblico cerchi dunque di leggere \u2018naturalmente\u2019 un pittore che ha cercato di essere \u2018naturale\u2019, comprensibile; umano pi\u00f9 che umanistico; in una parola, popolare\u201d. Cos\u00ec scriveva Roberto Longhi. \u00a0<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/01_frl_78_ca65b9e80e7d8a4dac224ae2f6194e1b.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10300\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/01_frl_78_ca65b9e80e7d8a4dac224ae2f6194e1b.jpg\" alt=\"01_frl_78_ca65b9e80e7d8a4dac224ae2f6194e1b\" width=\"313\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/01_frl_78_ca65b9e80e7d8a4dac224ae2f6194e1b.jpg 313w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/01_frl_78_ca65b9e80e7d8a4dac224ae2f6194e1b-235x300.jpg 235w\" sizes=\"(max-width: 313px) 100vw, 313px\" \/><\/a><strong>Dopo lo straordinario successo della mostra dedicata a Steve McCurry nell\u2019estate 2016, il Comune di Otranto e Civita Mostre hanno organizzato fino al 24 settembre 2017, nei suggestivi ambienti del Castello Aragonese una mostra dedicata a Caravaggio e ai pittori caravaggeschi che hanno operato nell\u2019Italia meridionale. Ed \u00e8 il caso di dire che finalmente il Salento squaderna mostre di grande impegno, bellezza e storicit\u00e0. Tutte le opere esposte provengono dalla Fondazione di Studi di Storia dell\u2019Arte Roberto Longhi, che custodisce il lascito\u00a0 di quello che \u00e8 stato uno dei\u00a0 pi\u00f9 importante storici dell\u2019arte italiana ma anche uno straordinario collezionista. \u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/07_frl-168-e1501960871871.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10301 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/07_frl-168-e1501960871871.jpg\" alt=\"07_frl 168\" width=\"300\" height=\"240\" \/><\/a>A questo punto devo subito dirvi che la mostra otrantina \u00e8 a dir poco spettacolare; potrei includerla fra le dieci pi\u00f9 belle d\u2019Italia.\u00a0 Roberto Longhi (Alba 1890 \u2013 Firenze 1970) \u00e8 una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 affascinanti della storia dell\u2019arte del XX secolo. Uno storico dell&#8217;arte d&#8217;eccellenza. Alla pittura del Caravaggio (Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, Milano 1571 \u2013 Porto Ercole 1610) e ai suoi seguaci, i cosiddetti caravaggeschi,\u00a0 ha dedicato una vita di studi, a partire dalla tesi di laurea sul Caravaggio del 1911. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/02_frl-127-e1501960907717.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10302\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/02_frl-127-e1501960907717.jpg\" alt=\"02_frl 127\" width=\"300\" height=\"235\" \/><\/a>Si tratt\u00f2, a quella data, di una scelta pioneristica, tanto all\u2019epoca il pittore era uno dei \u201cmeno conosciuti dell\u2019arte italiana\u201d. Longhi seppe da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Merisi, cos\u00ec da intenderlo come \u201cil primo pittore dell\u2019et\u00e0 moderna\u201d.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nNella sua dimora fiorentina \u2013 villa Il Tasso \u2013, oggi sede della Fondazione che gli \u00e8 intitolata, raccolse un numero notevole di opere dei maestri di tutte le epoche, che furono per lui occasione di ricerca e di studio. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/05_frl-175-e1501960958719.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10303 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/05_frl-175-e1501960958719.jpg\" alt=\"05_frl 175\" width=\"300\" height=\"394\" \/><\/a>Tra queste il nucleo pi\u00f9 importante e significativo \u00e8 senza dubbio quello che comprende le opere del Caravaggio e dei caravaggeschi, formatosi attorno al <em>Ragazzo morso da un ramarro<\/em> del Merisi, da lui acquistato verso il 1928. Il dipinto, che risale all\u2019inizio del soggiorno romano di Caravaggio, all\u2019incirca nel 1596-1597, colpisce innanzitutto per la resa del brusco scatto con cui il giovane si ritrae improvvisamente per il morso di un ramarro, quasi come in una istantanea fotografica, ma anche per la \u201cdiligenza\u201d con cui ha reso il brano della natura morta con la caraffa e i fiori, un genere pittorico riportato a dignit\u00e0 autonoma proprio dal Caravaggio. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/03_frl-74-e1501961019120.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10304\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/03_frl-74-e1501961019120.jpg\" alt=\"03_frl 74\" width=\"300\" height=\"250\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Nella mostra, curata da Maria Cristina Bandera, direttrice scientifica della Fondazione di Studi di Storia dell\u2019Arte Roberto Longhi, accanto al Caravaggio sono esposti i dipinti dei suoi seguaci meridionali o attivi nell\u2019Italia del Sud, che fanno parte della stessa collezione e offrono una efficace testimonianza\u00a0 del significato storico della sua pittura. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/04_frl-130-e1501961091159.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10306\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/04_frl-130-e1501961091159.jpg\" alt=\"04_frl 130\" width=\"350\" height=\"267\" \/><\/a>Grandi capolavori possono ritenersi cinque tele che raffigurano gli <em>Apostoli<\/em>, del giovane Jusepe de Ribera e la <em>Deposizione di Cristo<\/em> di Battistello Caracciolo, il principale caravaggesco napoletano. Il profondo radicamento dell\u2019esempio del maestro nell\u2019arte napoletana \u00e8 <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/08_frl-133.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10307 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/08_frl-133-e1501961135711.jpg\" alt=\"08_frl 133\" width=\"300\" height=\"211\" \/><\/a><\/strong><strong>attestato dal <em>David<\/em> di Andrea Vaccaro e dal drammatico <em>San Girolamo<\/em> del Maestro dell\u2019Emmaus di Pau. Nelle opere di Matthias Stom, a lungo attivo in Sicilia, si materializza una perfetta sintesi tra la cultura nordica di partenza \u2013\u00a0 legata al caravaggismo olandese \u2013 e la pittura italiana. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/06_frl-106-e1501961239115.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10308\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/06_frl-106-e1501961239115.jpg\" alt=\"06_frl 106\" width=\"300\" height=\"219\" \/><\/a>Sono inoltre presentate\u00a0 inoltre opere di Lanfranco, del Maestro dell\u2019Annuncio ai pastori, di Filippo Napoletano e di Giacinto Brandi.\u00a0 Il percorso si conclude con due capolavori di Mattia Preti, l\u2019artista che pi\u00f9 di ogni altro contribuisce a mantenere per tutto il Seicento la vitalit\u00e0 della tradizione caravaggesca.<\/strong> Da non tralasciare \u00a0la proiezione del film di Mario Martone dal titolo <strong>L\u2019ultimo Caravaggio<\/strong> (durata 40\u2018), realizzato nel 2004. La cinepresa del grande regista scompone e riassembla dettagli rubati ora ai dipinti di Caravaggio, ora ai quartieri popolari e alle estreme periferie di Napoli, ricostruendo cos\u00ec, con un linguaggio che parla anche al nostro tempo, la vicenda artistica ed umana del Caravaggio nei suoi ultimi anni, vissuti nell\u2019Italia meridionale.<\/p>\n<p>Ai vacanzieri del salento, a quanti in visita in Puglia, dico di non\u00a0 tralasciare questa mostra, ne rimarrete entusiasti, per via di taluni capolavori un p\u00f2 nascosti fino ad oggi nel meridione d&#8217;Italia.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cCaravaggio sar\u00e0 piuttosto il primo dell\u2019et\u00e0 moderna [\u2026]. Il pubblico cerchi dunque di leggere \u2018naturalmente\u2019 un pittore che ha cercato di essere \u2018naturale\u2019, comprensibile; umano pi\u00f9 che umanistico; in una parola, popolare\u201d. Cos\u00ec scriveva Roberto Longhi. \u00a0 Dopo lo straordinario successo della mostra dedicata a Steve McCurry nell\u2019estate 2016, il Comune di Otranto e Civita Mostre hanno organizzato fino al 24 settembre 2017, nei suggestivi ambienti del Castello Aragonese una mostra dedicata a Caravaggio e ai pittori caravaggeschi che hanno operato nell\u2019Italia meridionale. Ed \u00e8 il caso di dire che finalmente il Salento squaderna mostre di grande impegno, bellezza e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/08\/05\/al-castello-aragonese-di-otranto-in-mostra-caravaggio-e-i-caravaggeschi-nellitalia-meridionale-dalla-collezione-della-fondazione-longhi\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,41640,44759,28386,44441,87,35351,17505,35188,28369,7576,53611,51665,4625,44754],"tags":[263643,263644,59480,263640,17520,263642,263641],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10299"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10299"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10299\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10311,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10299\/revisions\/10311"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}