{"id":10322,"date":"2017-08-10T22:44:06","date_gmt":"2017-08-10T22:44:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10322"},"modified":"2017-08-10T22:44:06","modified_gmt":"2017-08-10T22:44:06","slug":"i-porti-pugliesi-del-re-dipinti-di-jacob-philipp-hackert-nove-grandi-opere-dellartista-tedesco-dalla-reggia-di-caserta-al-castello-di-gallipoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/08\/10\/i-porti-pugliesi-del-re-dipinti-di-jacob-philipp-hackert-nove-grandi-opere-dellartista-tedesco-dalla-reggia-di-caserta-al-castello-di-gallipoli\/","title":{"rendered":"I Porti pugliesi del Re. Dipinti di Jacob Philipp Hackert. Nove grandi opere dell\u2019artista tedesco  dalla Reggia di Caserta al Castello di Gallipoli."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/174498v2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10323\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/174498v2.jpg\" alt=\"174498v2\" width=\"475\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/174498v2.jpg 460w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/174498v2-300x195.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/><\/a>La Sala Ennagonale del Castello di Gallipoli, in provincia di Lecce, antico maniero salentino, \u00a0accoglie \u00a0\u00a0fino al \u00a05 novembre\u00a0 2017 nove grandi opere dell&#8217;artista tedesco, vissuto nel diciottesimo secolo, raffiguranti i porti pugliesi del Regno di Napoli,<\/strong> conservate nelle collezioni della residenza reale pi\u00f9 grande al mondo diretta da Mauro Felicori. <strong>La mostra &#8220;I porti del Re&#8221;, presenta nove grandi opere dell&#8217;artista tedesco Jacob Philipp Hackert (1737-1807), raffiguranti altrettanti porti pugliesi (Gallipoli, Barletta, Bisceglie, Brindisi, Manfredonia, Monopoli, Otranto, Taranto e Trani) del Regno di Napoli. Le opere furono realizzate su commissione di re Ferdinando IV di Borbone che nella primavera del 1788 incaric\u00f2 il pittore ufficiale di corte di ritrarre in dipinti e disegni tutti i porti pugliesi.<\/strong> La mostra \u00e8 prodotta dal Castello di Gallipoli &#8211; gestito dall\u2019Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie con la direzione artistica di Raffaela Zizzari &#8211; in collaborazione con la Reggia di Caserta ed \u00e8 stata fortemente voluta dall\u2019Amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Minerva. All&#8217;inaugurazione\u00a0 \u00e8 intervenuto\u00a0 \u00a0tra gli altri, Mauro Felicori, direttore generale della Reggia di Caserta. <strong>Il viaggio di Jacob Philipp Hackert sul mare Adriatico, da Manfredonia a Taranto dura pi\u00f9 di tre mesi, durante il quale l&#8217;artista appronta il materiale occorrente per poter poi ritrarre, una volta rientrato a Napoli, tutti i porti delle tre estreme province orientali del Regno di Napoli: Capitanata, Terra di Bari e Terra di Otranto. Al rientro dai sopralluoghi il pittore inizia a riprodurre su tele di grande dimensione i porti di Taranto e di Brindisi nel 1789, prosegue con i porti di Gallipoli, Manfredonia, Barletta, Bisceglie e Santo Stefano di Monopoli nel 1790, esegue nel 1791 il porto di Trani ed infine chiude la serie nel 1792 con il porto di Otranto. L&#8217;intera commissione delle Vedute dei Porti del Regno \u00e8 riconducibile alla volont\u00e0 del re di Napoli di emulare quanto il re di Francia Luigi XV aveva realizzato affidandone l&#8217;esecuzione al pittore Claude Joseph Vernet nel 1753, con la serie di Vedute dei Porti di Francia.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nJacob Phillip Hackert (1737-1807) nacque in Germania a Prenzlau. Viaggi\u00f2 molto in Europa e raggiunse la fama con le sue tele di scorci pittoreschi. Lavor\u00f2 per Caterina di Russia e in Italia soggiorn\u00f2 a lungo a Roma, Firenze e Napoli. Qui, Ferdinando IV gli commission\u00f2 dodici quadri raffiguranti i porti del Regno delle Due Sicilie, ispirati alla serie di vedute dei porti francesi realizzata da Claude-Joseph Vernet per il Re di Francia. Le opere furono create sulla scorta di schizzi disegnati da lui stesso, come suggeriscono le repliche di figure ricorrenti in pi\u00f9 tele; una raccolta di 136 cartelle di disegni preparatori \u00e8 conservata presso lo Staatliche Museeum di Berlino. <strong>I quadri tappezzano invece lo &#8220;Studio&#8221; del Re nella Reggia di Caserta.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLe nove tele sono, dunque, esposte nella sala ennagonale, gioiello rarissimo e unico esempio di architettura militare di tale forma e dimensione. La sala ha, infatti, un diametro di 20 e un\u2019altezza di 10 metri, con copertura a padiglione. Essa \u00e8 inglobata nella torre grande, posta nello spigolo sud-est della fortezza, interamente circondata dal mare. Sulle pareti, spesse 9 metri, si aprono varie bocche di fuoco. La torre grande \u00e8 frutto di vari rimaneggiamenti dell\u2019ingegno di Francesco di Giorgio Martini che cerc\u00f2 di adeguare la fortezza ai nuovi criteri imposti dal perfezionamento delle artiglierie senza demolire le preesistenze. \u00c8 proprio in questa torre che giacciono le origini dell\u2019arcaico sistema difensivo gallipolino, un mastio antichissimo, di dimensioni minori e forma differente rispetto alle attuali.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Sala Ennagonale del Castello di Gallipoli, in provincia di Lecce, antico maniero salentino, \u00a0accoglie \u00a0\u00a0fino al \u00a05 novembre\u00a0 2017 nove grandi opere dell&#8217;artista tedesco, vissuto nel diciottesimo secolo, raffiguranti i porti pugliesi del Regno di Napoli, conservate nelle collezioni della residenza reale pi\u00f9 grande al mondo diretta da Mauro Felicori. 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