{"id":10351,"date":"2017-08-17T18:09:20","date_gmt":"2017-08-17T18:09:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10351"},"modified":"2017-08-17T18:09:20","modified_gmt":"2017-08-17T18:09:20","slug":"loi-di-campi-vincitore-del-premio-salento-arte-2017-turris-magna-citta-di-tricase-un-premio-e-una-mostra-nel-salento-lo-consacrano-artista-di-piano-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/08\/17\/loi-di-campi-vincitore-del-premio-salento-arte-2017-turris-magna-citta-di-tricase-un-premio-e-una-mostra-nel-salento-lo-consacrano-artista-di-piano-europeo\/","title":{"rendered":"Loi di Campi vincitore del Premio Salento Arte 2017 -Turris Magna &#8211;  Citt\u00e0 di Tricase. Un Premio e una mostra nel Salento lo consacrano artista di  piano europeo."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/165-MODULI-SOMMERSI-cm-30-x-30-2016-TM-e1502991601879.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10353\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/165-MODULI-SOMMERSI-cm-30-x-30-2016-TM-e1502991601879.jpg\" alt=\"165 MODULI SOMMERSI cm 30 x 30 -2016 TM\" width=\"331\" height=\"353\" \/><\/a>L\u2019Associazione Vito Raeli di Tricase(Lecce) con il \u201cPremio Turris Magna \u201c \u2013 Citt\u00e0 di Tricase\u00a0 che ne \u00e8 propaggine\u00a0 della stessa,\u00a0 ha \u00a0varato per l\u2019edizione 2017 anche il \u201cPremio\u00a0 Salento Arte \u201c per l\u2019Arte Contemporanea,\u00a0 divenendone cos\u00ec naturale filiazione.<\/strong> La Giuria da me \u00a0presieduta\u00a0 ha invitato per\u00a0 questa edizione\u00a0 del Premio quindici artisti con \u00a0le opere espresse nel tema indicato dalla Giuria -quest\u2019anno 2017 il tema\u00a0 \u00e8 stato \u00a0l\u2019Albero-\u00a0 e sono state \u00a0prima in mostra \u00a0a Tricase con relativo catalogo, poi faranno \u00a0parte di una istituenda Pinacoteca dell\u2019Associazione. L\u2019artista vincitore fra i quindici invitati ha avuto avr\u00e0 \u00a0mostra monografica\u00a0 con catalogo sempre in\u00a0 Tricase. E\u2019 cos\u00ec che ha preso avvio un ambizioso progetto capace negli anni di divenire motore di un flusso innovativo per la cultura tricasina e salentina.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/271-MODULI-TMOLTRE-cm-50x50-2017-e1502992529373.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10354\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/271-MODULI-TMOLTRE-cm-50x50-2017-e1502992529373.jpg\" alt=\"271  MODULI -TMOLTRE cm 50x50-2017\" width=\"339\" height=\"339\" \/><\/a> <strong>L&#8217;esposizione del vincitore, \u00a0del Premio Salento Arte &#8211; Premio Turris Magna \u00a02017 dal titolo \u201cLoi di Campi. Come l\u2019albero. Foglie estroflesse\u201d, \u00a0\u00a0\u00a0\u00e9 in corso in questi giorni a Tricase(LE) \u2013 Spazio 17 Galleria Temporanea. La mostra si presenta con venti opere di significativo rilievo e storia, misurate del rigore dell\u2019estroflessione, nei toni monocromi del blu, del rosso, del bianco, ecc. Gli elementi in rilievo simili a gocce sporgenti, utilizzano la simbologia delle foglie come richiesto dal tema del Premio tricasino. \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Un libro di Tullio Pericoli\u00a0 dal titolo \u201c Attraverso l\u2019Albero\u201d\u00a0 passa in rassegna\u00a0 e argomenta come i grandi artisti, da Giotto a Saul Steinberg, hanno immaginato, disegnato, dipinto gli alberi. E come Pericoli li ha reinterpretati, nel suo album pi\u00f9 personale. <strong>Mi \u00e8 anche\u00a0 caro qui ricordare in occasione di questa rassegna, la rivista \u201cL\u2019Albero\u201d dell\u2019amico poeta Girolamo Comi (1890-1968) di Lucugnano che nel colophon del primo numero (gennaio-marzo 1949, Tipografia Raeli-Tricase) scriveva: \u201c E\u2019 nelle nostre speranze e nei nostri desideri che ogni \u201cAlbero\u201d sorga e cresca\u00a0 come per generazione spontanea e che porti \u2013 possibilmente in tutti i rami-\u00a0 il segno e il respiro della necessit\u00e0 e della\u00a0 ricchezza\u00a0 della nostra ansia di operare e di sopravvivere\u201d(pag. 79). <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/224-MODULI-SOMMERSI-cm-40x17-2016-TM-e1502992606590.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10355\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/224-MODULI-SOMMERSI-cm-40x17-2016-TM-e1502992606590.jpg\" alt=\"224 MODULI SOMMERSI cm 40x17 -2016 TM\" width=\"369\" height=\"676\" \/><\/a>Quindici artisti si sono misurati sul tema dell\u2019albero,\u00a0 e ne sono uscite opere di significativo valore, dalle foglie estroflesse di Loi di Campi, al capitolo sul giardino cui lavora da anni\u00a0 Marisa Settembrini, dalla concettualit\u00e0 del verde di Bruno Mangiaterra agli scorci alberati di Giorgio Cutini, fino alla pagina arborea di Eugenia Serafini\u00a0 o a quello spartito visivo di Gianluca De Cosmo. \u00a0D\u2019altronde un tema cos\u00ec forte, cos\u00ec attuale e cos\u00ec simbolico per il presente\u00a0 mette a fuoco il contributo degli alberi alla sostenibilit\u00e0 ambientale non \u00a0solo a livello planetario o continentale, perch\u00e9 \u00e8 a ogni livello di scala che si manifesta e si riconosce con chiarezza.<\/strong> Nel mosaico del paesaggio, per esempio, nel quale le siepi, le alberate, i boschetti, i boschi d\u2019olivo del salento, i frutteti tradizionali costituiscono i nodi e i corridoi di una complessa rete verde che connette il territorio e che assicura i processi ecologici, gli scambi tra i diversi livelli di biodiversit\u00e0 (i geni, le specie, gli ecosistemi) rendendo pi\u00f9 fertili i campi, pi\u00f9 sicuri i fiumi, pi\u00f9 puliti i laghi e le falde, pi\u00f9 felici gli sguardi, le passeggiate e i pensieri tranquilli che le accompagnano. \u201cNon \u00e8 l\u2019Italia piantata ad alberi in modo da sembrare tutta un frutteto?\u201d si domandava Varrone nel <em>De re rustica. <\/em>Alludeva ai paesaggi rurali pi\u00f9 belli del mondo, capaci di produrre la magnifica frutta che la storia dell\u2019uomo &#8211; attraverso i commerci e le esplorazioni &#8211; ha raccolto nelle coltivazioni a far compagnia alle specie autoctone (l\u2019olivo, il castagno, la vite, il fico) nelle piantate lungo i fossi di campi di pianura, nei giardini protetti da mura, nelle pedate delle terrazze che hanno trasformato le pendici delle montagne in un susseguirsi di strette pianure. Nei boschi, la biodiversit\u00e0 nazionale, per fornire legna da ardere e da opera, sughero, funghi, miele e frutti selvatici, ha avuto poco bisogno di intrusioni esotiche &#8211; la robinia, l\u2019ailanto, molti secoli fa il cipresso &#8211; e con il centinaio di specie che costituiscono la sua ricchezza, guarda dall\u2019alto quella trentina appena che forma i boschi dell\u2019Europa continentale. Qui non va dimenticato quel bellissimo testo che \u00e8\u00a0 \u201cStudi sul paesaggio\u201d del collega G. Romano. Il paesaggio agrario \u00e8 invaso da scempi, abusivismi, opere inutili. \u00c8 il segno dell\u2019identit\u00e0 collettiva, palinsesto della nostra natura e della storia; \u00e8, ma potrebbe esserlo molto di pi\u00f9, occasione culturale, quindi turistica, quindi economica&#8230;\u201d.\u00a0\u00a0<strong>Il vincitore del Premio Salento Arte 2017 \u00e8 Loi di Campi, salentino e lombardo di adozione.<\/strong> <strong>L\u2019artista si muove nel campo dell\u2019arte estroflessa<\/strong>. Grandi campi spaziali, dove la costruzione ne \u00e8 la base di partenza, e il colore, unico, piano, sincopato per via delle movenze costruttive, l\u2019abito assoluto.\u00a0 Strutture, geometrie espanse e contratte, architetture del mondo e dell&#8217;universo, ritmi ascensionali e portanti, archetipi come semi del visibile e dell&#8217;invisibile; <strong>Loi di Campi esprime con i suoi moduli sommersi &#8211; cos\u00ec ama chiamarli- il cuo<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/rev1703971.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10356\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/rev1703971.jpg\" alt=\"rev170397(1)\" width=\"180\" height=\"240\" \/><\/a><strong>re di ogni geografia quotidiana e i suoi coni di luce mettono in risalto\u00a0 le tridimensionalit\u00e0. I toni monocromi che avvolgono le forme costruite accentuano la magia e il mistero di questi corpi architettonici,<\/strong>\u00a0 e questi toni, queste accensioni che vanno\u00a0 dai bianchi ai gialli,dai rossi ai blu, e oltre perpetuano la spiritualit\u00e0 che gravit\u00e0 negli spazi, nelle superfici e negli angoli, ma anche raccontano un&#8217;arte pura, essenziale, assoluta, sequenziale. <strong>Due grandi mostre, una a Firenze e l\u2019altra a Berlino lo campionano artista dell\u2019anno,\u00a0 grazie alla sua\u00a0 lucida arte, lucida perch\u00e9 estrema e analitica,<\/strong>\u00a0 in\u00a0\u00a0 continuit\u00e0\u00a0 con quella prima tranche di\u00a0 opere storiche degli anni Settanta e quelle dell&#8217;ultimo decennio, a dimostrazione di un rinnovamento nell&#8217;ambito di una coerenza linguistica e semantica.\u00a0<strong>Estroflessi, moduli sommersi, ricerca spaziale, Pittura Analitica, il suo mondo si offre\u00a0 in\u00a0 un movimento di rottura in grado di assumere una propria autonomia nei confronti del minimalismo e dell&#8217;arte povera, cos\u00ec come nei confronti di una ricerca dichiaratamente <\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/104-MODULI-SOMMERSI-BLU-cm-50x467x10-2015-21-e1502992909731.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10357\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/08\/104-MODULI-SOMMERSI-BLU-cm-50x467x10-2015-21-e1502992909731.jpg\" alt=\"104 MODULI SOMMERSI  BLU cm 50x46,7x10 -2015 (2)(1)\" width=\"370\" height=\"391\" \/><\/a><strong>espressionista e materica.<\/strong> <strong>L&#8217;indagine si basa su una costante ambiguit\u00e0 dialettica dove la linea della pittura viene recuperata nella sua radicalit\u00e0, ovvero in quella monocromia assoluta, senza comparazioni di stampo europeo, semmai con una filiazione a Goy Moreno, brasiliano. <\/strong>Arte in autonomia che vive nella gemmazione di processo sperimentali che coinvolgono\u00a0 media e materiali. In questa direzione si potrebbe dire che \u00e8 proprio l&#8217;immagine affrancata ad innescare un continuo processo di modificazione del reale. Un lavoro primario, nella materia e nei colori, secondo una coerenza dottrinale\u00a0 propria dell\u2019arte estroflessa, per quelle sue caratteristiche intrinseche, spaziali, di pieni e di vuoti, di espansioni\u00a0 assai poco ortodosse, ovvero nei tagli e nelle bombature; <strong>per tutto ci\u00f2 Loi di Campi va subito posto all\u2019attenzione dei pi\u00f9, entra nel mercato con riflessione e motivazione del fare, che \u00e8 un fare nuovo, politico se per politico si intende costruire il futuro dell\u2019arte, ed appare oggi una delle esperienze maggiormente influenti rispetto a una contemporaneit\u00e0 fluida e frammentata e non \u00e8 casuale che abbia avuto ampi riflessi in tutta Europa con particolare riferimento a Germania e Svizzera, senza dimenticare l\u2019Italia, paese in cui vive.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Biografia &#8211; Loi di Campi <\/strong><strong>\u00a0<\/strong>nasce a Campi Salentina nel 1948. Dopo una breve esperienza come docente nelle scuole medie e superiori, negli anni 80 fonda assieme alla moglie una ditta di ceramiche artistiche, con il marchio DE.AR. Inizia cosi\u2019 una feconda esperienza espositiva internazionale, partecipando alle pi\u00f9 importanti fiere del settore ceramiche d\u2019arte per pi\u00f9 di 20 anni. Parallelamente affianca all\u2019esperienza del manufatto d\u2019arte la pittura, sempre nella costante e rigorosa espressivit\u00e0 di ricerca. Cos\u00ec la pittura di Loi di Campi \u00e8 densa di vitalit\u00e0 cromatica, secondo un procedere compositivo astratto. Dalla fine del 2012 ad oggi si concentra sul bianco, e le superfici\u00a0 diventano campo per architetture futuribili. Nascono strutture bianche a pi\u00f9 dimensioni, vere e proprie scenografie plastiche. Citt\u00e0 che vanno oltre la dimensione immaginativa per un sogno nell\u2019etere ufologico. Nella costante contaminazione linguistica dell\u2019arte multimediale, Loi di Campi non trascura la ricerca, esercita la sperimentazione con l\u2019aiuto dell\u2019elemento interdisciplinare del computer-design. Realizza opere con accavallamenti e accostamenti di superfici colorate precedentemente riprese ed elaborate. Nasce cosi\u2019\u00a0 un ulteriore \u201cgioco\u201d poetico di metamorfosi. Da non trascurare l\u2019altra estetica che Loi di Campi esercita professionalmente: la musica. Si pu\u00f2 certamente affermare che la pittura non pu\u00f2 fare a meno della musica. Ha tenuto mostre personali e collettive in pi\u00f9 citt\u00e0. Nel 2015 \u00e8 chiamato\u00a0 dall&#8217;illustre storico dell&#8217;arte\u00a0 Prof. Carlo Franza, a tenere una mostra personale\u00a0 dal titolo \u201cNovelle architetture\u201d nel Progetto \u201cScenari\u201d al Plus Florence di Firenze e una seconda dal titolo \u201cAisberg. Moduli e geografie\u201d al Plus Berlin di Berlino nel Progetto\u201d Strade d\u2019Europa\u201d. Del suo lavoro ha scritto il Prof. Carlo Franza.\u00a0 Nel 2016\u00a0 con una giuria presieduta dallo Storico dell\u2019Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza vince a Firenze il Premium International Florence Seven Stars.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019Associazione Vito Raeli di Tricase(Lecce) con il \u201cPremio Turris Magna \u201c \u2013 Citt\u00e0 di Tricase\u00a0 che ne \u00e8 propaggine\u00a0 della stessa,\u00a0 ha \u00a0varato per l\u2019edizione 2017 anche il \u201cPremio\u00a0 Salento Arte \u201c per l\u2019Arte Contemporanea,\u00a0 divenendone cos\u00ec naturale filiazione. 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