{"id":10578,"date":"2017-09-25T19:44:15","date_gmt":"2017-09-25T19:44:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10578"},"modified":"2017-09-25T19:47:15","modified_gmt":"2017-09-25T19:47:15","slug":"un-capolavoro-di-a-r-mengs-acquistato-dagli-uffizi-di-firenze-oggi-in-mostra-raffigura-ferdinando-e-maria-anna-due-dei-figli-di-pietro-leopoldo-di-lorena-arciduca-daustria-e-di-toscana-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/09\/25\/un-capolavoro-di-a-r-mengs-acquistato-dagli-uffizi-di-firenze-oggi-in-mostra-raffigura-ferdinando-e-maria-anna-due-dei-figli-di-pietro-leopoldo-di-lorena-arciduca-daustria-e-di-toscana-e\/","title":{"rendered":"Un capolavoro di A. R. Mengs acquistato dagli Uffizi di Firenze. Oggi in mostra, raffigura Ferdinando e Maria Anna, due dei figli di Pietro Leopoldo di Lorena arciduca d\u2019Austria e di Toscana e di Maria Luisa di Borbone."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/35-mengs.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10579\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/35-mengs.jpg\" alt=\"35-mengs\" width=\"226\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/35-mengs.jpg 226w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/35-mengs-215x300.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/a>Ad appena venti giorni dall&#8217;apertura della mostra agli Uffizi dedicata all&#8217;acquisto dei due bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi, le <strong>Gallerie degli Uffizi(Sala delle Nicchie)<\/strong> aprono un&#8217;altra esposizione per presentare al pubblico un altro prestigioso acquisto effettuato nel 2016: il dipinto di <strong>Anton Raphael Mengs <\/strong>(Aussig, 1728 \u2013 Roma, 1779) raffigurante <strong>Ferdinando e Maria Anna, due dei figli di Pietro Leopoldo di Lorena arciduca d\u2019Austria e di Toscana e di Maria Luisa di Borbone, vestiti in abito contemporaneo e colti in un interno di Palazzo Pitti.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/maxresdefault-e1506368811894.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10587 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/maxresdefault-e1506368811894.jpg\" alt=\"maxresdefault\" width=\"380\" height=\"214\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>La mostra e l\u2019acquisto voluti da \u00a0E. D. Schmidt che ha detto, me presente in prima fila, all\u2019inaugurazione:\u00a0 \u201cCompito di un museo vivo \u00e8 tutelare le opere, preservare la memoria, trasmettere cultura attraverso mostre e ricerche, ma anche \u201cfar respirare\u201d le collezioni con aggiunte mirate, intimamente connesse alle vicende della citt\u00e0, del territorio, della raccolta stessa in cui si verranno a trovare. Gli acquisti, specie se cosi sottilmente motivati, sono parte fondamentale dell\u2019esistenza di una istituzione museale, tanto pi\u00f9 se essi sono frutto di ricerche che ne garantiscono sia la provenienza, sia un dialogo fecondo con il patrimonio preesistente\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Fig.-21-e1506368149611.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10581\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Fig.-21-e1506368149611.jpg\" alt=\"Fig. 2\" width=\"360\" height=\"407\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Quando questo ritratto, incompiuto, \u00e8 comparso sul mercato antiquario \u00e8 subito apparso chiaro che dovesse essere assicurato alle collezioni delle Gallerie degli Uffizi, per esporlo nelle sale di Palazzo Pitti. Infatti, se anche l&#8217;opera non fu completamente dipinta a palazzo Pitti da Anton Raphael Mengs, di certo nel grande palazzo fu progettata. I principini vivevano nella reggia fiorentina accanto ai genitori, oggetto di attenzione costante di governanti e istitutori, ma soprattutto dei genitori stessi, mentre il grande giardino di Boboli era il loro spazio di giochi e svaghi. Si \u00e8 voluto celebrare la nuova acquisizione dell&#8217;opera, giunta a buon fine anche grazie alle agevolazioni generosamente rese dalla Galleria Virgilio di Roma, con una mostra che metta in luce l&#8217;ambito storico e artistico nel quale \u00e8 stata dipinta.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Anton-Raphael-Mengs-Ritratto-di-Pietro-Leopoldo-di-Asburgo-Lorena-Granduca-di-Toscana-imperatore-Leopoldo-II-1770-olio-su-tavola-Milano-Pinac_civita_exhibitions_gallery.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10584\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Anton-Raphael-Mengs-Ritratto-di-Pietro-Leopoldo-di-Asburgo-Lorena-Granduca-di-Toscana-imperatore-Leopoldo-II-1770-olio-su-tavola-Milano-Pinac_civita_exhibitions_gallery.jpg\" alt=\"Anton-Raphael-Mengs-Ritratto-di-Pietro-Leopoldo-di-Asburgo-Lorena-Granduca-di-Toscana-imperatore-Leopoldo-II-1770-olio-su-tavola-Milano-Pinac_civita_exhibitions_gallery\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Anton-Raphael-Mengs-Ritratto-di-Pietro-Leopoldo-di-Asburgo-Lorena-Granduca-di-Toscana-imperatore-Leopoldo-II-1770-olio-su-tavola-Milano-Pinac_civita_exhibitions_gallery.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Anton-Raphael-Mengs-Ritratto-di-Pietro-Leopoldo-di-Asburgo-Lorena-Granduca-di-Toscana-imperatore-Leopoldo-II-1770-olio-su-tavola-Milano-Pinac_civita_exhibitions_gallery-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Fig.-11-e1506368224487.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-10583 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Fig.-11-e1506368224487.jpg\" alt=\"1890 2938\" width=\"269\" height=\"358\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Di origine boema, divenuto poi europeo di adozione e pi\u00f9 precisamente italiano e spagnolo, Mengs aveva chiesto licenza al re Carlo III di Spagna di potersi recare a Roma a lavorare e a studiare ancora l\u2019antichit\u00e0 e la grande pittura rinascimentale, Raffaello in primis, del quale portava il nome. Il re, che amava l\u2019Italia e aveva rischiato di governare la Toscana ed era poi diventato re di Napoli, gli aveva concesso di fare quel viaggio a patto che gli inviasse da Firenze il ritratto dei giovani nipoti, nati dall&#8217;unione della figlia Maria Luisa di Borbone con Pietro Leopoldo di Lorena. Le tele, conservate presso il museo del Prado ed esposte in mostra, vennero dipinte tra l&#8217;aprile del 1770 e il gennaio 1771, durante il soggiorno dell&#8217;artista nel capoluogo toscano. I ritratti ci mostrano i giovanissimi figli di Pietro Leopoldo vestiti in abito di corte spagnolo e con le insegne della regalit\u00e0 (il Toson d\u2019Oro), con l&#8217;abbigliamento tradizionale degli infanti, come ci narra la Gazzetta Toscana del 29 settembre 1770.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Fig.-7-e1506368296903.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10585\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Fig.-7-e1506368296903.jpg\" alt=\"Fig. 7\" width=\"446\" height=\"685\" \/><\/a> Una volta terminati, prima di essere incassati e spediti alla corte spagnola, i dipinti furono esposti al pubblico a Palazzo Pitti, dove suscitarono grande ammirazione per la loro sfavillante tecnica pittorica e per l&#8217;efficacia della resa fisionomica. Fu nella medesima occasione in cui Mengs dipinse i ritratti dei nipoti per il nonno e sovrano spagnolo, che dovette eseguire il quadro recentemente acquistato dalle Gallerie degli Uffizi, ritraente i medesimi piccoli nipoti Ferdinando e Maria Anna, ma con un taglio e uno spirito completamente diverso. Ai due bambini qui raffigurati, che si mostrano tra i pi\u00f9 felici ritratti dell&#8217;artista, \u00e8 conferito un taglio e uno spirito completamente diverso. Il loro abbigliamento \u00e8 moderno e lo si esprime gi\u00e0 nella scelta dei toni pieni e sonanti di verde e di rosa dei vestiti: di foggia maschile quello del principe, che tiene nella mano destra un cappello piumato, da passeggio o da caccia, introducendo nell&#8217;immagine una nota di toccante verit\u00e0 quotidiana, molto lontana dalla rigida e cerimoniosa impostazione dei ritratti ufficiali madrileni. E\u2019 un dipinto che doveva piacere al gusto severo di Pietro Leopoldo, sovrano illuminista, riformatore, \u2018moderno\u2019 per non dire borghese tanto nella vita pubblica che in quella privata. A noi piace perch\u00e9 vi leggiamo la lezione pittorica di Velasquez, ma anche un approccio alla pittura che fa presagire Goya, grande ammiratore di Mengs, e finanche Manet. <strong>Ritrattista ufficiale della corte fiorentina, al servizio di Pietro Leopoldo, fu per\u00f2 un altro tedesco, naturalizzato inglese, Johann Zoffany. Di lui in mostra si espone il ritratto del primogenito Francesco, primo granduca di Toscana della stirpe lorenese,\u00a0 dipinto per spedirlo alla nonna paterna, l\u2019imperatrice Maria Teresa, pr<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Johann-Zoffany-Ritratto-di-Francesco-I-d-Asburgo-Lorena-1775-olio-su-tela-Vienna-Kunsthistorisches-Museum_civita_exhibitions_gallery.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10582\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Johann-Zoffany-Ritratto-di-Francesco-I-d-Asburgo-Lorena-1775-olio-su-tela-Vienna-Kunsthistorisches-Museum_civita_exhibitions_gallery.jpg\" alt=\"Johann-Zoffany-Ritratto-di-Francesco-I-d-Asburgo-Lorena-1775-olio-su-tela-Vienna-Kunsthistorisches-Museum_civita_exhibitions_gallery\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Johann-Zoffany-Ritratto-di-Francesco-I-d-Asburgo-Lorena-1775-olio-su-tela-Vienna-Kunsthistorisches-Museum_civita_exhibitions_gallery.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/Johann-Zoffany-Ritratto-di-Francesco-I-d-Asburgo-Lorena-1775-olio-su-tela-Vienna-Kunsthistorisches-Museum_civita_exhibitions_gallery-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/strong><strong>oveniente dal <\/strong><strong>Kunsthistorisches Museum<\/strong><strong> di Vienna.<\/strong> Smesso lo smagliante gonnellone turchino degli infanti spagnoli lo ritroviamo, nel cortile di Pitti, contro il maestoso bugnato, un piccolo uomo equamente diviso tra gli obblighi del governo, le armi, gli studi. Il bellissimo dipinto, anch\u2019esso mai pi\u00f9 tornato a Firenze da quando fu inviato a Vienna, ci mostra un fanciullo forse un poco malinconico, ma gi\u00e0 conscio del suo destino imperiale.<\/p>\n<p><strong>In apertura della mostra ci sono poi\u00a0 le immagini dei nonni e dei genitori, oltre al padre, la madre Maria Luisa di Borbone,\u00a0 e insieme a loro i cuginetti napoletani e parmigiani;\u00a0 a congedo gli autoritratti dei due pittori dalle collezioni degli Uffizi. <\/strong>Il famoso eroico autoritratto di Mengs, immagine gi\u00e0 sentimentalmente caricata se non ancora romantica, e quello sottilmente ironico di Zoffany con il suo piccolo cane, che, restaurato per questa occasione, si riveler\u00e0 per il pubblico una piacevole sorpresa.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ad appena venti giorni dall&#8217;apertura della mostra agli Uffizi dedicata all&#8217;acquisto dei due bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi, le Gallerie degli Uffizi(Sala delle Nicchie) aprono un&#8217;altra esposizione per presentare al pubblico un altro prestigioso acquisto effettuato nel 2016: il dipinto di Anton Raphael Mengs (Aussig, 1728 \u2013 Roma, 1779) raffigurante Ferdinando e Maria Anna, due dei figli di Pietro Leopoldo di Lorena arciduca d\u2019Austria e di Toscana e di Maria Luisa di Borbone, vestiti in abito contemporaneo e colti in un interno di Palazzo Pitti. La mostra e l\u2019acquisto voluti da \u00a0E. D. 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