{"id":10590,"date":"2017-09-26T21:56:59","date_gmt":"2017-09-26T21:56:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10590"},"modified":"2017-09-26T21:56:59","modified_gmt":"2017-09-26T21:56:59","slug":"capolavori-del-sassoferrato-dal-louvre-a-san-pietro-la-collezione-riunita-torna-a-casa-limmacolata-concezione-capolavoro-del-salvi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/09\/26\/capolavori-del-sassoferrato-dal-louvre-a-san-pietro-la-collezione-riunita-torna-a-casa-limmacolata-concezione-capolavoro-del-salvi\/","title":{"rendered":"Capolavori del Sassoferrato, dal Louvre a San Pietro. La collezione riunita. Torna a casa l\u2019Immacolata Concezione, capolavoro del Salvi."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-annunciazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10591\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-annunciazione.jpg\" alt=\"sassoferrato-annunciazione\" width=\"327\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-annunciazione.jpg 327w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-annunciazione-300x275.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 327px) 100vw, 327px\" \/><\/a>Dopo pi\u00f9 di due secoli torna a casa L\u2019Immacolata Concezione, capolavoro di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato. La magnifica pala, oggi nel Museo del Louvre, venne trasferita in Francia da Dominique-Vivant Denon, direttore del Mus\u00e9e Napoleon; da allora non \u00e8 pi\u00f9 rientrata in Italia. Era tra i tesori della millenaria abbazia benedettina di San Pietro a Perugia. A ottenere il rientro dell\u2019opera, naturalmente te<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/images44.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10593 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/images44.jpg\" alt=\"images44\" width=\"172\" height=\"293\" \/><\/a><strong>mporaneo, \u00e8 stata la Fondazione per l\u2019Istruzione Agraria, presieduta dal Magnifico Rettore dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Perugia, professor Franco Moriconi.<\/strong> <strong>L\u2019 Immacolata Concezione del Louvre \u00e8 ora \u00a0esposta accanto a una quarantina di dipinti, in parte di Sassoferrato in parte di famosi maestri ai quali l\u2019artista si ispir\u00f2. <\/strong>\u201cIn mostra -Perugia, complesso benedettino di San Pietro, Galleria Tesori d\u2019Arte,fino al 5 novembre- sono \u00a0presenti capolavori del pittore marchigiano provenienti da varie raccolte pubbliche e private italiane e straniere. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-trasporto-cristo-e1506462203554.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10592\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-trasporto-cristo-e1506462203554.jpg\" alt=\"sassoferrato-trasporto-cristo\" width=\"350\" height=\"329\" \/><\/a>Si possono \u00a0ammirare, fra l\u2019altro, tutte le opere eseguite del Salvi (ben 17) eseguite per il complesso benedettino di San Pietro\u201d sottolinea la professoressa Cristina Galassi, curatrice della mostra insiem<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sgarbi-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-10594 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sgarbi-2.jpg\" alt=\"sgarbi-2\" width=\"287\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sgarbi-2.jpg 444w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sgarbi-2-180x300.jpg 180w\" sizes=\"(max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/><\/a>e a Vittorio Sgarbi. Ma accanto alle opere del Sassoferrato \u00a0esposte anche opere di Pietro Perugino, il grande maestro umbro lungamente studiato da Sassoferrato.<br \/>\n\u201cL\u2019intento, evidenzia la Curatrice, \u00e8 quello di far capire quanto il pittore rinascimentale abbia influito sulla visione dell\u2019artista seicentesco, a cominciare dalla purezza formale delle immagini\u201d. P<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/small55.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10595\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/small55.jpg\" alt=\"small55\" width=\"284\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/small55.jpg 372w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/small55-233x300.jpg 233w\" sizes=\"(max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a>ari interesse Sassoferrato riserv\u00f2 alle opere umbre di Raffaello. In mostra vengono messe a confronto due copie della Deposizione Borghese di Raffaello, la prima di Orazio Alfani, la seconda di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d\u2019Arpino, provenienti dalla Galleria Nazionale dell\u2019Umbria, con la bella versione dipinta da Sassoferrato nel 1639. Uno spazio significativo viene riservato anche alla cosiddetta Madonna del Giglio, immagine devozionale che assicur\u00f2 grande notoriet\u00e0 al Sassoferrato: se ne presentano tre versioni: le prime due provengono da Modena e da Bologna, la terza \u00e8 di propriet\u00e0 della F<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/small.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-10597 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/small.jpg\" alt=\"small\" width=\"300\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/small.jpg 367w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/small-229x300.jpg 229w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong>ondazione. In queste opere l\u2019artista riprende un\u2019antica immagine di culto realizzata da Giovanni di Pietro detto lo Spagna, dotatissimo seguace di Perugino e Raffaello.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-santa-caterina-e-gesu-300x258.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10596\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-santa-caterina-e-gesu-300x258.jpg\" alt=\"sassoferrato-santa-caterina-e-gesu-300x258\" width=\"300\" height=\"258\" \/><\/a><br \/>\n\u201cDi fronte a opere del genere \u2013 continua la professoressa Galassi \u2013 gli studiosi si sono legittimamente chiesti fino a che punto la pittura di Sassoferrato debba essere considerata originale. In realt\u00e0, e la mostra lo conferma in pieno, sarebbe sbagliato considerare il Salvi un mero imitatore, perch\u00e9, <strong>come ha acutamente osservato Federico Zeri, egli non si limita a copiare le opere degli artisti presi a modello ma aggiunge sempre la sua personale interpretazione. Ci\u00f2 emerge c<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/small77-e1506462454192.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10598\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/small77-e1506462454192.jpg\" alt=\"small77\" width=\"342\" height=\"303\" \/><\/a><strong>hiaramente dal confronto tra la bellissima Maddalena del Tintoretto e la versione di mano del Sassoferrato, dove le forme turgide e quasi sensuali del pittore veneto vengono riproposte dal Sal<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-santa-barbara-150x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10599 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-santa-barbara-150x150.jpg\" alt=\"sassoferrato-santa-barbara-150x150\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><strong>vi con un linguaggio pi\u00f9 asciutto e temperato.<\/strong> In mostra non mancano, d\u2019altra parte, opere in cui l\u2019artista si palesa in tutta la sua eccezionale originalit\u00e0. Ecco dunque la Giuditta con la testa di Oloferne, un dipinto che non \u00e8 esagerato includere tra i capolavori del Seicento italiano, <strong>la grande Annunciazione della Vergine, opera di rara finezza esecutiv<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-santa-apollonia-150x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10600 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/sassoferrato-santa-apollonia-150x150.jpg\" alt=\"sassoferrato-santa-apollonia-150x150\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><strong>a, i santi Benedetto, Barbara, Agnese e Scolastica,<\/strong> lavori in cui l\u2019artista, pur rispettando l\u2019autorit\u00e0 dei modelli, mette da parte ogni forma di deferente imitazione. <strong>Esemplare, in tal senso, \u00e8 anche la Madonna con il Bambino e Santa Caterina da Siena, concessa dalla Fondazione Cavallini Sgarbi, autentico vertice della pittura religiosa del Seicento<\/strong>. Tutte le opere del Salvi conservate in San Pietro furono commissionate dall\u2019abate Leone Pavoni che resse per lunghi anni la comunit\u00e0 benedettina di San Pietro. Era di sua propriet\u00e0 la magnifica Santa Francesca Romana con l\u2018angelo, oggi custodita nella sagrestia della Basilica, per lunghi <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/DSC5296-Betsabea-150x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10601\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/09\/DSC5296-Betsabea-150x150.jpg\" alt=\"DSC5296-Betsabea-150x150\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>anni attribuita a Caravaggio, in realt\u00e0 capolavoro di Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino, uno degli interpreti pi\u00f9 fedeli del maestro lombardo. In omaggio all\u2019 abate Pavoni, singolare figura di committente e collezionista, anche questa tela fa parte del percorso espositivo.<br \/>\nLo studio sistematico delle opere esposte, in aggiunta ad alcuni documenti inediti emersi dalle carte custodite nell\u2019archivio della Basilica e alla pubblicazione di nuove fonti utili per la ricostruzione della vita del Sassoferrato, confluiranno in un ricco catalogo a stampa che si \u00e8 posto <strong>l\u2019obiettivo di ridare nuova luce a un artista efficacemente definito da Adolfo Venturi aveva \u201cun quattrocentista smarrito nel Seicento\u201d. <\/strong>La collaborazione con il Museo del Louvre, con la Galleria Nazionale dell\u2019Umbria, con la Galleria Nazionale delle Marche e con altre istituzioni pubbliche e private, come dichiara il Magnifico Rettore \u201caccrescer\u00e0 l\u2019interesse per un formidabile artista del Seicento italiano ma rilancer\u00e0, al tempo stesso, il complesso di San Pietro, seconda realt\u00e0 museale dell\u2019Umbria dopo la Galleria Nazionale dell\u2019Umbria nonch\u00e9 luogo che tuttora emana il fascino della sua storia millenaria\u201d.<br \/>\nLa mostra \u00e8 realizzata in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Perugia e la Regione Umbria, e si avvale del patrocinio del comune di Perugia.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo pi\u00f9 di due secoli torna a casa L\u2019Immacolata Concezione, capolavoro di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato. La magnifica pala, oggi nel Museo del Louvre, venne trasferita in Francia da Dominique-Vivant Denon, direttore del Mus\u00e9e Napoleon; da allora non \u00e8 pi\u00f9 rientrata in Italia. Era tra i tesori della millenaria abbazia benedettina di San Pietro a Perugia. A ottenere il rientro dell\u2019opera, naturalmente temporaneo, \u00e8 stata la Fondazione per l\u2019Istruzione Agraria, presieduta dal Magnifico Rettore dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Perugia, professor Franco Moriconi. L\u2019 Immacolata Concezione del Louvre \u00e8 ora \u00a0esposta accanto a una quarantina di dipinti, in parte [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/09\/26\/capolavori-del-sassoferrato-dal-louvre-a-san-pietro-la-collezione-riunita-torna-a-casa-limmacolata-concezione-capolavoro-del-salvi\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,53747,53652,41640,51709,44441,87,35351,35185,17505,35188,28369,53611,4625],"tags":[263808,59480,263805,263806,263807,6414,211227,263809,263812,263810],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10590"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10590"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10590\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10602,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10590\/revisions\/10602"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10590"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10590"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10590"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}