{"id":10650,"date":"2017-10-02T20:59:32","date_gmt":"2017-10-02T20:59:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10650"},"modified":"2017-10-02T20:59:32","modified_gmt":"2017-10-02T20:59:32","slug":"ladorazione-dei-pastori-del-perugino-e-il-capolavoro-per-milano-2017-in-mostra-al-museo-diocesano-carlo-maria-martini-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/10\/02\/ladorazione-dei-pastori-del-perugino-e-il-capolavoro-per-milano-2017-in-mostra-al-museo-diocesano-carlo-maria-martini-di-milano\/","title":{"rendered":"L\u2019Adorazione dei pastori del Perugino \u00e8 il capolavoro per Milano 2017 in mostra al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/Q.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-10651\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/Q.jpg\" alt=\"Q\" width=\"580\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/Q.jpg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/Q-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/Q-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a>Il dipinto, una tavola di grandi dimensioni (263&#215;147 cm), proveniente dalla Galleria Nazionale dell\u2019Umbria di Perugia, \u00e8 ospitato dal 20 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018, al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano.<\/strong> <strong>L\u2019opera \u00e8 il capolavoro indiscusso della maturit\u00e0 di Pietro Vannucci, detto il Perugino<\/strong> <strong>(Citt\u00e0 della Pieve, Perugia 1448\/50 \u2013 Fontignano, Perugia, 1523) e fa parte di un polittico eseguito per la chiesa di sant\u2019Agostino a Perugia, su commissione dei frati agostiniani nel 1502. Per la sua realizzazione ci vollero pi\u00f9 di vent\u2019anni e, alla morte del pittore, mancavano ancora alcune rifiniture. <\/strong>Si trattava per la verit\u00e0 \u00a0di una grandiosa pala d\u2019altare, a pi\u00f9 scomparti e su pi\u00f9 registri, che doveva essere alta pi\u00f9 di otto metri e che era formata da oltre trenta tavole.<\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 nel 1654 l\u2019imponente struttura, poco consona alle nuove disposizioni liturgiche della controriforma, venne smontata e divisa in due parti. Da quel momento, purtroppo, cominci\u00f2 la dispersione delle tavole. Molte di esse si trovano ora in Francia, a causa delle requisizioni fatte\u00a0dalle truppe napoleoniche nel 1797, negli Stati Uniti, come il San Bartolomeo conservato nella citt\u00e0 di Birmingham in Alabama, o proprio a Perugia, nella chiesa benedettina di San Pietro, dove si trova il Cristo sorretto da Nicodemo tra la Madonna dolente e san Giovanni Evangelista. Oltre all\u2019Adorazione dei pastori, alla Pinacoteca Nazionale dell\u2019Umbria sono rimasti gli altri scomparti con Eterno benedicente, Profeti Daniele e David, Arcangelo Gabriele, Battesimo di Cristo, Santi Gerolamo e Maria Maddalena, e dodici scomparti della predella. Numerosi sono stati i tentativi di ricomposizione dell\u2019assetto originale del grande polittico.<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto di allestimento, curato dall\u2019arch. Alessandro Colombo dello Studio Cerri &amp; Associati, cercher\u00e0 di suggerire lo spazio architettonico a cui era destinata l\u2019opera e di rievocare il grandioso polittico di cui era parte.<\/p>\n<p>Perugino torn\u00f2 a Perugia alle soglie del Cinquecento, incaricato, dopo successi ottenuti in tutta Italia, di decorare le pareti del Collegio del Cambio, il ciclo ad affresco che lo qualific\u00f2 come il massimo esponente di una realt\u00e0 artistica in grado di competere con quanto accadeva a Firenze. Sono anni in cui, dopo l\u2019ingresso del giovane Raffaello nella sua bottega fiorentina, Perugino riprende schemi quattrocenteschi gi\u00e0 usati in passato ma spesso, anche per influsso del dotato allievo, infonde in essi nuova inventiva e grande raffinatezza, senza mai rinunciare a una lirica semplice, pura e commossa. La purezza formale, il disegno chiaro ed elegante, la composizione equilibrata e la dolcezza delle sue figure sono elementi presenti nelle sue opere sino alla maturit\u00e0, come si riscontra anche \u00a0qui \u201cnell\u2019Adorazione dei pastori\u201d, nella quale Perugino riprende lo schema gi\u00e0 provato nell\u2019affresco del Collegio del Cambio di Perugia.<strong> A sinistra della tavola, si scorge l\u2019annuncio degli angeli ai pastori, che compaiono anche al centro, in adorazione. A destra il bue e l\u2019asinello. Al centro, tra due angeli, compare la colomba dello Spirito Santo e, in primo piano, Maria e Giuseppe che adorano il Bambin Ges\u00f9, appoggiato a terra e protetto solo da un lembo del manto della Vergine. Invece del loggiato classicheggiante compare qui una semplice capanna. Lo sfondo paesaggistico \u00e8 reso all\u2019essenziale e le figure, sulle quali si concentra tutta l\u2019attenzione dell\u2019artista, poggiano su un pavimento prospettico.<\/strong> Lo stile di Perugino segna l\u2019inizio di un nuovo modo di dipingere che, proprio a partire da Raffaello, il pi\u00f9 importante tra i suoi allievi, segner\u00e0 la nascita della maniera moderna. Vi dico cari amici lettori di non farvi sfuggire l\u2019evento, questo capolavoro va proprio visto da vicino.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il dipinto, una tavola di grandi dimensioni (263&#215;147 cm), proveniente dalla Galleria Nazionale dell\u2019Umbria di Perugia, \u00e8 ospitato dal 20 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018, al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano. L\u2019opera \u00e8 il capolavoro indiscusso della maturit\u00e0 di Pietro Vannucci, detto il Perugino (Citt\u00e0 della Pieve, Perugia 1448\/50 \u2013 Fontignano, Perugia, 1523) e fa parte di un polittico eseguito per la chiesa di sant\u2019Agostino a Perugia, su commissione dei frati agostiniani nel 1502. Per la sua realizzazione ci vollero pi\u00f9 di vent\u2019anni e, alla morte del pittore, mancavano ancora alcune rifiniture. 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